Riduzione TARI per le attività economiche danneggiate dall'aemergenza Covid 2019!


Riduzione TARI per le attività economiche danneggiate dall'aemergenza Covid 2019!
Il problema
Come è noto, l'emergenza dovuta al Covid-19 ha travolto la vita economica della nostra Nazione e di interi continenti, mettendo in ginocchio la stragrande maggioranza delle attività, anche per effetto dei provvedimenti restrittivi del Governo.
Moltissimi settori produttivi - dall'industria al manifatturiero, compreso tutto il settore terziario (salvo le rare eccezioni previste dai decreti) - sono stati costretti ad arrestare completamente l'esercizio della loro attività per effetto del c.d. “lockdown”.
Tra i settori più colpiti annoveriamo quelli turistico, della ristorazione e del commercio in genere; il turismo risente di un calo drastico dei flussi in ingresso dall'estero e patisce le conseguenze delle misure restrittive adottate attraverso i vari decreti della Presidenza del Consiglio che hanno bloccato integralmente anche il c.d. turismo domestico.
Le sospensioni temporanee e le dilazioni del pagamento di imposte o tributi disposte da parte dell’Amministrazione comunale non rappresentano una misura sufficiente a fronteggiare la gravissima contrazione economica e finanziaria che attanaglia le nostre imprese che ora sono ferme ma che domani, quando riapriranno, saranno ancora meno in grado di onorare i canoni fissi, le spese correnti e oneri tributari e le imposte che già, prima della crisi, facevano fatica ad assolvere.
In una situazione di grave crisi economica quale quella attuale, il mantenimento di un tributo calcolato, sia per la parte fissa che per quella variabile, sulla base del tradizionale modello di calcolo esclusivamente “presuntivo” – basato sul parametro della superficie e dei coefficienti di idoneità alla produzione di rifiuti definiti nel DPR 158/99 così come recepito dal Regolamento TARI del Comune di Firenze (Deliberazioni n. 49 del 28.07.2014, n.16 del 23.03.2015, n. 15 del 22.03.2016, n. 9 del 30.1.2017, modificata da deliberazione n. 66 del 17.12.2018) – appare fortemente ingiusto, iniquo e lesivo del fondamentale e costituzionalmente garantito principio di proporzionalità del tributo alla quantità e qualità dei rifiuti prodotti dal contribuente. Infatti, come è sotto gli occhi di tutti, le attività economiche hanno arrestato completamente la propria attività e, conseguentemente, non hanno prodotto rifiuti o, perlomeno, ne hanno generati un volume molto inferiore alla norma.
Data l'attuale situazione, esigenze di giustizia, prima e accanto ad esigenze di politica economica, impongono che, almeno durante il periodo dell'emergenza sanitaria, impongono che venga superata la logica dei coefficienti presuntivi di produzione a favore di un sistema che rispetti il principio di matrice comunitaria del “chi inquina, paga”, che prevede un legame diretto tra la quantità dei rifiuti prodotti e la spesa a carico della collettività che si riverbera sul singolo contribuente .
Sulla scorta di questo scenario, si richiede:
-l'esenzione totale dal tributo TARI (tassa sui rifiuti) per tutto il periodo di completa o parziale inattività di tutte le attività produttive, sia essa effetto delle misure restrittive adottate dal Governo per contrastare la pandemia.
- La riduzione del tributo, in misura da concordare con l'amministrazione, per quelle attività che, una volta esaurita l'efficacia dei provvedimenti restrittivi governativi, regionali e comunali, continueranno a risentire del calo della domanda estera.
Il problema
Come è noto, l'emergenza dovuta al Covid-19 ha travolto la vita economica della nostra Nazione e di interi continenti, mettendo in ginocchio la stragrande maggioranza delle attività, anche per effetto dei provvedimenti restrittivi del Governo.
Moltissimi settori produttivi - dall'industria al manifatturiero, compreso tutto il settore terziario (salvo le rare eccezioni previste dai decreti) - sono stati costretti ad arrestare completamente l'esercizio della loro attività per effetto del c.d. “lockdown”.
Tra i settori più colpiti annoveriamo quelli turistico, della ristorazione e del commercio in genere; il turismo risente di un calo drastico dei flussi in ingresso dall'estero e patisce le conseguenze delle misure restrittive adottate attraverso i vari decreti della Presidenza del Consiglio che hanno bloccato integralmente anche il c.d. turismo domestico.
Le sospensioni temporanee e le dilazioni del pagamento di imposte o tributi disposte da parte dell’Amministrazione comunale non rappresentano una misura sufficiente a fronteggiare la gravissima contrazione economica e finanziaria che attanaglia le nostre imprese che ora sono ferme ma che domani, quando riapriranno, saranno ancora meno in grado di onorare i canoni fissi, le spese correnti e oneri tributari e le imposte che già, prima della crisi, facevano fatica ad assolvere.
In una situazione di grave crisi economica quale quella attuale, il mantenimento di un tributo calcolato, sia per la parte fissa che per quella variabile, sulla base del tradizionale modello di calcolo esclusivamente “presuntivo” – basato sul parametro della superficie e dei coefficienti di idoneità alla produzione di rifiuti definiti nel DPR 158/99 così come recepito dal Regolamento TARI del Comune di Firenze (Deliberazioni n. 49 del 28.07.2014, n.16 del 23.03.2015, n. 15 del 22.03.2016, n. 9 del 30.1.2017, modificata da deliberazione n. 66 del 17.12.2018) – appare fortemente ingiusto, iniquo e lesivo del fondamentale e costituzionalmente garantito principio di proporzionalità del tributo alla quantità e qualità dei rifiuti prodotti dal contribuente. Infatti, come è sotto gli occhi di tutti, le attività economiche hanno arrestato completamente la propria attività e, conseguentemente, non hanno prodotto rifiuti o, perlomeno, ne hanno generati un volume molto inferiore alla norma.
Data l'attuale situazione, esigenze di giustizia, prima e accanto ad esigenze di politica economica, impongono che, almeno durante il periodo dell'emergenza sanitaria, impongono che venga superata la logica dei coefficienti presuntivi di produzione a favore di un sistema che rispetti il principio di matrice comunitaria del “chi inquina, paga”, che prevede un legame diretto tra la quantità dei rifiuti prodotti e la spesa a carico della collettività che si riverbera sul singolo contribuente .
Sulla scorta di questo scenario, si richiede:
-l'esenzione totale dal tributo TARI (tassa sui rifiuti) per tutto il periodo di completa o parziale inattività di tutte le attività produttive, sia essa effetto delle misure restrittive adottate dal Governo per contrastare la pandemia.
- La riduzione del tributo, in misura da concordare con l'amministrazione, per quelle attività che, una volta esaurita l'efficacia dei provvedimenti restrittivi governativi, regionali e comunali, continueranno a risentire del calo della domanda estera.
PETIZIONE CHIUSA
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I decisori
Petizione creata in data 10 maggio 2020