SOLIDARIETÀ E BUON SENSO. Emergenza profughi: crisi e opportunità


SOLIDARIETÀ E BUON SENSO. Emergenza profughi: crisi e opportunità
Il problema
Lettera aperta
Vogliamo esprimere tutta la nostra indignazione ed amarezza rispetto alla presa di posizione assunta dal Sindaco della nostra città Angelo Rocchi, leghista alla guida di una coalizione di centro-destra in ordine alla richiesta da parte del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che ha rivolto anche a lui (come del resto a tutti gli altri sindaci dei Comuni facenti capo alla città metropolitana) di farsi carico, quale primo cittadino di Cologno Monzese, di far accogliere dalla e nella città da lui amministrata una parte di profughi. Il sindaco Rocchi ha escluso categoricamente ogni disponibilità in tal senso da parte del Comune da lui guidato non avendo cura di considerare che i migranti sono delle persone che provengono da territori dilaniati da continue e sanguinose guerre o che vivono in stato di estrema povertà. Accogliere persone in questa condizione non è solo un gesto di solidarietà, di carità ma è anche un atto di responsabilità e persino di opportunità politica. Ogni sindaco di qualunque schieramento o per così dire colore politico che abbia a cuore la crescita culturale della propria popolazione, a nostro avviso, dovrebbe, infatti, persino incoraggiare esperienze di integrazione perché, anche dal confronto pacifico di persone che vengono da culture diverse, una società può cogliere una preziosa occasione per migliorarsi. Pensare che il migrante come tale possa essere un problema, un pericolo per la sicurezza della nostra città è un’idea quanto meno espressiva di un pregiudizio. Per chi ha ruoli politici lasciarsi condizionare dai propri pregiudizi riteniamo sia un segno di debolezza. Il sindaco Rocchi ha dichiarato che non può permettersi di ospitare nella nostra città “clandestini” perché vuole essere coerente con gli impegni presi in campagna elettorale. A nostro avviso non è vero che il sindaco e prima ancora il partito di cui egli è diretta ed immediata espressione (la lega) per così dire “ce l’hanno” solo con i “clandestini”. Se, infatti, fosse vero che la lega non ha un atteggiamento politicamente e culturalmente ostile nei confronti dei cittadini extracomunitari in quanto tali non si comprenderebbe ad esempio perché il partito a cui fa riferimento il sindaco Rocchi (come a onor del vero altri partiti) non si fa promotore di una legge che riconosca il diritto di votare agli stranieri cosiddetti “regolari” e cioè con un lavoro, una casa , un valido titolo di soggiorno e che persino pagano regolarmente le imposte locali e statali per di più mantenendo in vita il sistema previdenziale. A noi sembra che il sindaco non valuti con la giusta attenzione e responsabilità il fatto che l’emergenza migranti (come del resto ogni emergenza) piuttosto che elusa debba essere affrontata e governata. Come l’immigrazione anche la presenza di profughi piaccia o no ad un qualunque politico è una realtà con cui si deve fare i conti senza né demagogia né strumentalizzazioni ma con equilibrio, moderazione e responsabilità. Di fronte alla richiesta di Sala il sindaco di Cologno che non deve mai dimenticare di essere pur sempre il sindaco di tutta la città e non solo di coloro che lo hanno eletto, anziché assumere una posizione rigida e contraria a priori, a suo dire in nome della coerenza, avrebbe dovuto, semmai, opportunamente chiedere ed eventualmente pretendere garanzie, aiuti, finanziamenti da parte di chi guida la città metropolitana. La coerenza non può del resto essere invocata soltanto quando è comodo. Se vuole essere un limite invalicabile per la propria azione politica ed amministrativa, essa, lo deve essere sempre. Ed allora se la preoccupazione del nostro Sindaco è quella di provvedere ai bisogni dei poveri italiani e probabilmente soprattutto di coloro che son nati a Cologno, non si capisce perché con la sua amministrazione siano aumentate le tasse per i ceti meno abbienti della nostra città, dopo, peraltro, che in campagna elettorale il sindaco aveva promesso che le tasse sarebbero state abbassate per tutti. Avere a cuore i colognesi significa, del resto, anche rispettarne la storia. Ebbene la storia dei colognesi è la storia di una comunità che, in nome della generosità, ha saputo vincere in passato le pur comprensibili preoccupazioni e remore legate all’ingresso di un massiccio numero di persone, accogliendo decine di migliaia di persone che si son viste costrette dalla povertà, dalla mancanza di lavoro e di prospettive a lasciare malvolentieri la loro terra nell’Italia meridionale. A ben vedere un atteggiamento, come quello assunto dal sindaco di Cologno in questa vicenda, rischia, oltretutto, di indebolire l’autorevolezza del nostro Comune nei confronti degli altri Comuni ogni qual volta “sul tappeto” ci saranno questioni da esaminare, discutere e decidere nell’ambito della città metropolitana. Accogliere i profughi, come gli stranieri più in generale (vorremmo che il nostro Sindaco se ne convincesse assumendo le iniziative e provvedimenti conseguenti) non solo è umanamente giusto ma può essere persino politicamente di buon senso e potrebbe per di più essere l’occasione per la nostra città di riscattarsi da un passato anche recente caratterizzato da forti e a nostro avviso imbarazzanti titubanze sull’argomento.
ALLA PETIZIONE ADERISCONO I CITTADINI DI COLOGNO MONZESE CHE NON SONO D'ACCORDO CON LA DECISIONE DEL SINDACO ROCCHI DI NON ACCOGLIERE PROFUGHI IN CITTÀ.

Vittorio BerettaPromotore della petizione
Questa petizione aveva 157 sostenitori
Il problema
Lettera aperta
Vogliamo esprimere tutta la nostra indignazione ed amarezza rispetto alla presa di posizione assunta dal Sindaco della nostra città Angelo Rocchi, leghista alla guida di una coalizione di centro-destra in ordine alla richiesta da parte del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che ha rivolto anche a lui (come del resto a tutti gli altri sindaci dei Comuni facenti capo alla città metropolitana) di farsi carico, quale primo cittadino di Cologno Monzese, di far accogliere dalla e nella città da lui amministrata una parte di profughi. Il sindaco Rocchi ha escluso categoricamente ogni disponibilità in tal senso da parte del Comune da lui guidato non avendo cura di considerare che i migranti sono delle persone che provengono da territori dilaniati da continue e sanguinose guerre o che vivono in stato di estrema povertà. Accogliere persone in questa condizione non è solo un gesto di solidarietà, di carità ma è anche un atto di responsabilità e persino di opportunità politica. Ogni sindaco di qualunque schieramento o per così dire colore politico che abbia a cuore la crescita culturale della propria popolazione, a nostro avviso, dovrebbe, infatti, persino incoraggiare esperienze di integrazione perché, anche dal confronto pacifico di persone che vengono da culture diverse, una società può cogliere una preziosa occasione per migliorarsi. Pensare che il migrante come tale possa essere un problema, un pericolo per la sicurezza della nostra città è un’idea quanto meno espressiva di un pregiudizio. Per chi ha ruoli politici lasciarsi condizionare dai propri pregiudizi riteniamo sia un segno di debolezza. Il sindaco Rocchi ha dichiarato che non può permettersi di ospitare nella nostra città “clandestini” perché vuole essere coerente con gli impegni presi in campagna elettorale. A nostro avviso non è vero che il sindaco e prima ancora il partito di cui egli è diretta ed immediata espressione (la lega) per così dire “ce l’hanno” solo con i “clandestini”. Se, infatti, fosse vero che la lega non ha un atteggiamento politicamente e culturalmente ostile nei confronti dei cittadini extracomunitari in quanto tali non si comprenderebbe ad esempio perché il partito a cui fa riferimento il sindaco Rocchi (come a onor del vero altri partiti) non si fa promotore di una legge che riconosca il diritto di votare agli stranieri cosiddetti “regolari” e cioè con un lavoro, una casa , un valido titolo di soggiorno e che persino pagano regolarmente le imposte locali e statali per di più mantenendo in vita il sistema previdenziale. A noi sembra che il sindaco non valuti con la giusta attenzione e responsabilità il fatto che l’emergenza migranti (come del resto ogni emergenza) piuttosto che elusa debba essere affrontata e governata. Come l’immigrazione anche la presenza di profughi piaccia o no ad un qualunque politico è una realtà con cui si deve fare i conti senza né demagogia né strumentalizzazioni ma con equilibrio, moderazione e responsabilità. Di fronte alla richiesta di Sala il sindaco di Cologno che non deve mai dimenticare di essere pur sempre il sindaco di tutta la città e non solo di coloro che lo hanno eletto, anziché assumere una posizione rigida e contraria a priori, a suo dire in nome della coerenza, avrebbe dovuto, semmai, opportunamente chiedere ed eventualmente pretendere garanzie, aiuti, finanziamenti da parte di chi guida la città metropolitana. La coerenza non può del resto essere invocata soltanto quando è comodo. Se vuole essere un limite invalicabile per la propria azione politica ed amministrativa, essa, lo deve essere sempre. Ed allora se la preoccupazione del nostro Sindaco è quella di provvedere ai bisogni dei poveri italiani e probabilmente soprattutto di coloro che son nati a Cologno, non si capisce perché con la sua amministrazione siano aumentate le tasse per i ceti meno abbienti della nostra città, dopo, peraltro, che in campagna elettorale il sindaco aveva promesso che le tasse sarebbero state abbassate per tutti. Avere a cuore i colognesi significa, del resto, anche rispettarne la storia. Ebbene la storia dei colognesi è la storia di una comunità che, in nome della generosità, ha saputo vincere in passato le pur comprensibili preoccupazioni e remore legate all’ingresso di un massiccio numero di persone, accogliendo decine di migliaia di persone che si son viste costrette dalla povertà, dalla mancanza di lavoro e di prospettive a lasciare malvolentieri la loro terra nell’Italia meridionale. A ben vedere un atteggiamento, come quello assunto dal sindaco di Cologno in questa vicenda, rischia, oltretutto, di indebolire l’autorevolezza del nostro Comune nei confronti degli altri Comuni ogni qual volta “sul tappeto” ci saranno questioni da esaminare, discutere e decidere nell’ambito della città metropolitana. Accogliere i profughi, come gli stranieri più in generale (vorremmo che il nostro Sindaco se ne convincesse assumendo le iniziative e provvedimenti conseguenti) non solo è umanamente giusto ma può essere persino politicamente di buon senso e potrebbe per di più essere l’occasione per la nostra città di riscattarsi da un passato anche recente caratterizzato da forti e a nostro avviso imbarazzanti titubanze sull’argomento.
ALLA PETIZIONE ADERISCONO I CITTADINI DI COLOGNO MONZESE CHE NON SONO D'ACCORDO CON LA DECISIONE DEL SINDACO ROCCHI DI NON ACCOGLIERE PROFUGHI IN CITTÀ.

Vittorio BerettaPromotore della petizione
PETIZIONE CHIUSA
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I decisori
Sindaco di Cologno Monzese Angelo Rocchi
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Petizione creata in data 5 agosto 2016