Difendiamo il parco di via Grandi. Diciamo no alla sua cementificazione


Difendiamo il parco di via Grandi. Diciamo no alla sua cementificazione
Il problema
Salviamo il Parco di Via Grandi
Sono oltre 7 anni che i cittadini si battono per impedire che il parco di via Grandi finisca cementificato con tre palazzoni non necessari alla comunità, per ricavare i soldi che dovrebbero servire a realizzare una nuova caserma dei carabinieri.
Tutti la vogliono la caserma, ma può anche essere fatta senza sacrificare il parco.
Poteva essere già pronta da anni, seguendo percorsi diversi.
Di alternative ne sono state indicate molte, ma non sono mai state considerate.
E' possibile che tra poco tempo risulti pure libera la struttura ora occupata dalla polizia stradale, che sarebbe adatta ad accogliere l'Arma.
A volere il cemento è il Sindaco, la maggioranza che lo sostiene e il privato che propone il piano, facendolo nella piena legittimità, ma anche con la prospettiva di partecipare con profitto ad un'operazione il cui valore ammonta a diversi milioni di euro.
Ora il Sindaco e la maggioranza che lo sostengono, giocano in Consiglio Comunale il prossimo giovedì 24 marzo, l'ultima carta per imporre la loro scelta.
Mostrano una scarsa etica politica, perchè sono a poche settimane dalla fine del loro mandato e rischiano di lasciare un gigantesco problema a chi verrà dopo, fatto di contenziosi che si trascineranno nelle aule dei tribunali.
Il Sindaco chiede al Consiglio di modificare lo stato dell'area del parco passandola da “patrimonio indisponibile” del Comune a “patrimonio disponibile”, cioè che può essere modificato nella destinazione, venduto o scambiato, perché questo è l'unico modo per ottenere l'assenso finale della Regione Lombardia.
Ma non ha grandi certezze che poi la delibera del Consiglio regga davanti ai giudici.
La Regione è la sola che può dare il via libera alla realizzazione del progetto e che perciò si assumerà la responsablità finale della scelta, decidendo se stare con chi difende il territorio o con chi lo vuol compromettere.
Il piano urbanistico, che si vuol utilizzare nell'operazione presenta una complessità giuridica che non consente al Comune di avere un grado accettabile di certezza di essere portato a compimento senza incorrere nel blocco da parte dei tribunali.
Col rischio conseguente che poi si ripetano vicende come quelle del bitumificio dove vengono chiesti danni erariali agli amministratori.
Sulla pagina Facebook del Comitato troverete i dettagli anche della controversia giuridica.
Il vero interesse pubblico lo si persegue rispettando il verde esistente e non sacrificandolo per far cassa, non costruendo inutili palazzi, non cedendo strutture pubbliche utili e riqualificabili come la ex-scuola di via Belvedere, bensì seguendo percorsi lineari nella realizzazione dei servizi, senza combinare interventi differenti in aree lontane (via Grandi, via Belvedere, via Edsion) per giustificare procedimenti che poi durano anni, perchè non sostenuti da solide basi politiche, logiche e giuridiche.
Diamo dunque un segnale forte nella direzione di una politica ambientale sostenibile in grado di salvaguardare il territorio e le aree verdi, con una particolare attenzione alla riduzione dell’inquinamento acustico e ambientale. La pandemia Covid ci ha insegnato quanto siano importanti per noi, i nostri cari e i nostri compagni pelosi, le poche aree verdi limitrofe alla nostra abitazione e quanto sia deleterio per la nostra salute l’inquinamento atmosferico che caratterizza il nostro paese e la nostra regione. Diciamo dunque no ad un altro scambio tra territorio e denaro, come si cerca d'imporre.
Chiediamo alle forze politiche presente in Consiglio Comunale di fermare il progetto e a coloro che si candideranno tra qualche mese per amministrare la città di impegnarsi a operare scelte nella costruzione della nuova caserma che non sacrifichino il parco.
La nostra lotta terminerà solo quando la politica o la giustizia avranno stabilito definitivamente se a prevalere saranno i cementificatori o i difensori del verde pubblico.
Il problema
Salviamo il Parco di Via Grandi
Sono oltre 7 anni che i cittadini si battono per impedire che il parco di via Grandi finisca cementificato con tre palazzoni non necessari alla comunità, per ricavare i soldi che dovrebbero servire a realizzare una nuova caserma dei carabinieri.
Tutti la vogliono la caserma, ma può anche essere fatta senza sacrificare il parco.
Poteva essere già pronta da anni, seguendo percorsi diversi.
Di alternative ne sono state indicate molte, ma non sono mai state considerate.
E' possibile che tra poco tempo risulti pure libera la struttura ora occupata dalla polizia stradale, che sarebbe adatta ad accogliere l'Arma.
A volere il cemento è il Sindaco, la maggioranza che lo sostiene e il privato che propone il piano, facendolo nella piena legittimità, ma anche con la prospettiva di partecipare con profitto ad un'operazione il cui valore ammonta a diversi milioni di euro.
Ora il Sindaco e la maggioranza che lo sostengono, giocano in Consiglio Comunale il prossimo giovedì 24 marzo, l'ultima carta per imporre la loro scelta.
Mostrano una scarsa etica politica, perchè sono a poche settimane dalla fine del loro mandato e rischiano di lasciare un gigantesco problema a chi verrà dopo, fatto di contenziosi che si trascineranno nelle aule dei tribunali.
Il Sindaco chiede al Consiglio di modificare lo stato dell'area del parco passandola da “patrimonio indisponibile” del Comune a “patrimonio disponibile”, cioè che può essere modificato nella destinazione, venduto o scambiato, perché questo è l'unico modo per ottenere l'assenso finale della Regione Lombardia.
Ma non ha grandi certezze che poi la delibera del Consiglio regga davanti ai giudici.
La Regione è la sola che può dare il via libera alla realizzazione del progetto e che perciò si assumerà la responsablità finale della scelta, decidendo se stare con chi difende il territorio o con chi lo vuol compromettere.
Il piano urbanistico, che si vuol utilizzare nell'operazione presenta una complessità giuridica che non consente al Comune di avere un grado accettabile di certezza di essere portato a compimento senza incorrere nel blocco da parte dei tribunali.
Col rischio conseguente che poi si ripetano vicende come quelle del bitumificio dove vengono chiesti danni erariali agli amministratori.
Sulla pagina Facebook del Comitato troverete i dettagli anche della controversia giuridica.
Il vero interesse pubblico lo si persegue rispettando il verde esistente e non sacrificandolo per far cassa, non costruendo inutili palazzi, non cedendo strutture pubbliche utili e riqualificabili come la ex-scuola di via Belvedere, bensì seguendo percorsi lineari nella realizzazione dei servizi, senza combinare interventi differenti in aree lontane (via Grandi, via Belvedere, via Edsion) per giustificare procedimenti che poi durano anni, perchè non sostenuti da solide basi politiche, logiche e giuridiche.
Diamo dunque un segnale forte nella direzione di una politica ambientale sostenibile in grado di salvaguardare il territorio e le aree verdi, con una particolare attenzione alla riduzione dell’inquinamento acustico e ambientale. La pandemia Covid ci ha insegnato quanto siano importanti per noi, i nostri cari e i nostri compagni pelosi, le poche aree verdi limitrofe alla nostra abitazione e quanto sia deleterio per la nostra salute l’inquinamento atmosferico che caratterizza il nostro paese e la nostra regione. Diciamo dunque no ad un altro scambio tra territorio e denaro, come si cerca d'imporre.
Chiediamo alle forze politiche presente in Consiglio Comunale di fermare il progetto e a coloro che si candideranno tra qualche mese per amministrare la città di impegnarsi a operare scelte nella costruzione della nuova caserma che non sacrifichino il parco.
La nostra lotta terminerà solo quando la politica o la giustizia avranno stabilito definitivamente se a prevalere saranno i cementificatori o i difensori del verde pubblico.
PETIZIONE CHIUSA
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I decisori
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Petizione creata in data 23 marzo 2021