Piazza Federico di Svevia Libera! La Piazza è Mia, La Piazza è di Tutti.


Piazza Federico di Svevia Libera! La Piazza è Mia, La Piazza è di Tutti.
Il problema
FIRMATE LA PETIZIONE E RIPRENDIAMOCI LA NOSTRA PIAZZA.
Piazza Federico II di Svevia, a Catania, conosciuta anche come Piazza Castello Ursino, è un luogo bello e maledetto, abbandonato nel centro della sua città.
Ma può diventare un luogo migliore.
Chi è di Catania, conosce la situazione.
Chi è di Catania ed ama ANCORA Catania, mi aiuterà a portare avanti questa causa. Perché più voci si faranno sentire e più saranno costretti ad ascoltare.
Immaginate di liberare la Piazza dai motorini, dalle macchine, dallo spaccio, dalla spazzatura, dai posteggiatori abusivi.
Immaginate di vederla verde, con un prato curato, dove i vostri bambini, i vostri cani, o semplicemente Voi, possiate passeggiare sereni, senza paura di essere investiti, di essere minacciati, di essere derisi.
Vogliamo una piazza decorosa e degna di essere chiamata tale.
Vogliamo una piazza pedonale, chiusa al traffico delle auto e dei motorini.
Vogliamo il presidio delle Forze dell'Ordine tutti giorni della settimana, a partire dalle ore 17.00.
FIRMATE LA PETIZIONE E RIPRENDIAMOCI LA NOSTRA PIAZZA.
Questa per me è un'emergenza.
È la mia emergenza.
Forse solo mia?
Vivo in Piazza Federico di Svevia.
Davanti a me ho il Castello Ursino.
Sono una privilegiata, per molti.
La piazza è anche mia.
La piazza è di tutti.
È una piazza pubblica.
Aperta.
Oggi in piazza ho portato mia figlia e i miei cani.
Come ogni giorno.
Scendiamo in piazza perché non abbiamo prati,
non abbiamo giochi pubblici in sicurezza forniti dalla nostra città.
Scendiamo in piazza perché ci piace sedere e rilassarci un po' dopo un giorno infernale.
La piazza è anche mia.
La piazza è di tutti.
È una piazza pubblica.
Aperta.
Questa piazza è un inferno.
Un inferno in mano ai motorini,
agli spacciatori,
una discarica a cielo aperto.
Oggi in piazza c'erano i ragazzi con le bolle di sapone,
che facevano giocare i nostri bambini con le mani,
con le facce,
con i vestiti,
con il cuore.
I ragazzi sui motorini non erano d'accordo.
Erano una ventina.
Sfrecciavano,
Impennavano.
Giocavano a chi ce l'aveva più lungo.
Nella mia breve vita mi sono sempre ribellata a ciò che mi fa schifo.
Ho sempre urlato,
come un'isterica,
mi hanno detto che sono un'isterica.
Ho difeso la mia piazza.
Ho difeso mia figlia,
i miei cani.
I motorini oggi facevano lo slalom fra i bambini,
ci hanno sfidato frenando all'ultimo.
Mi sono anteposta con il corpo a loro,
ogni volta,
ad ogni motorino,
per difendere la mia piazza,
mia figlia, i mie cani.
Mi hanno riso in faccia,
insultata,
derisa.
Mia madre mi ha sempre detto che non dovevo farlo,
perché non si sa mai con chi si ha a che fare,
ma poi è la prima persona ad affrontare lo schifo,
come me.
Urla e lo affronta,
lo schifo.
Come un'isterica.
Il mio compagno oggi,
ogni giorno,
mi dice che devo stare calma,
che ci mettiamo nei guai,
che qui ci viviamo.
Che questo gioco non fa per me, non fa per noi.
Che non devo sfidare, che non devo antepormi.
Perché è pericoloso,
perché possono arrivare i rinforzi
e chissà chi sono i rinforzi.
Ho chiamato la Polizia, allora.
Ho chiamato i Carabinieri.
Ho chiamato l'Esercito.
Ho chiamato la Municipale.
Non è arrivato nessuno.
Mai.
Non è arrivato nessuno in soccorso.
Mai.
Volevo una mano,
volevo giustizia
e volevo permettere a mia figlia di godersi la festa.
Ai miei cani di respirare.
Non ci sono riuscita.
E piango da allora.
La piazza è anche mia.
La piazza è di tutti.
È una piazza pubblica.
Aperta.
Ci sono uomini che si sono fatti ammazzare per dare giustizia a questa vita.
Ma sono uomini morti che ricorderemo sempre.
Perché hanno provato di tutto per lasciarci una vita più dignitosa.
E sono stati ammazzati.
E sono stati abbandonati.
Ed io non voglio rischiare la vita.
Perché sono abbandonata anch'io.
Perché ci costringono a farci giustizia da soli.
Ma continuerò ad urlare.
E a farmi sentire.
E ad essere isterica.
Perché questa piazza è un inferno.
Ma questa piazza è anche MIA.
Ed è di tutti NOI.
Il problema
FIRMATE LA PETIZIONE E RIPRENDIAMOCI LA NOSTRA PIAZZA.
Piazza Federico II di Svevia, a Catania, conosciuta anche come Piazza Castello Ursino, è un luogo bello e maledetto, abbandonato nel centro della sua città.
Ma può diventare un luogo migliore.
Chi è di Catania, conosce la situazione.
Chi è di Catania ed ama ANCORA Catania, mi aiuterà a portare avanti questa causa. Perché più voci si faranno sentire e più saranno costretti ad ascoltare.
Immaginate di liberare la Piazza dai motorini, dalle macchine, dallo spaccio, dalla spazzatura, dai posteggiatori abusivi.
Immaginate di vederla verde, con un prato curato, dove i vostri bambini, i vostri cani, o semplicemente Voi, possiate passeggiare sereni, senza paura di essere investiti, di essere minacciati, di essere derisi.
Vogliamo una piazza decorosa e degna di essere chiamata tale.
Vogliamo una piazza pedonale, chiusa al traffico delle auto e dei motorini.
Vogliamo il presidio delle Forze dell'Ordine tutti giorni della settimana, a partire dalle ore 17.00.
FIRMATE LA PETIZIONE E RIPRENDIAMOCI LA NOSTRA PIAZZA.
Questa per me è un'emergenza.
È la mia emergenza.
Forse solo mia?
Vivo in Piazza Federico di Svevia.
Davanti a me ho il Castello Ursino.
Sono una privilegiata, per molti.
La piazza è anche mia.
La piazza è di tutti.
È una piazza pubblica.
Aperta.
Oggi in piazza ho portato mia figlia e i miei cani.
Come ogni giorno.
Scendiamo in piazza perché non abbiamo prati,
non abbiamo giochi pubblici in sicurezza forniti dalla nostra città.
Scendiamo in piazza perché ci piace sedere e rilassarci un po' dopo un giorno infernale.
La piazza è anche mia.
La piazza è di tutti.
È una piazza pubblica.
Aperta.
Questa piazza è un inferno.
Un inferno in mano ai motorini,
agli spacciatori,
una discarica a cielo aperto.
Oggi in piazza c'erano i ragazzi con le bolle di sapone,
che facevano giocare i nostri bambini con le mani,
con le facce,
con i vestiti,
con il cuore.
I ragazzi sui motorini non erano d'accordo.
Erano una ventina.
Sfrecciavano,
Impennavano.
Giocavano a chi ce l'aveva più lungo.
Nella mia breve vita mi sono sempre ribellata a ciò che mi fa schifo.
Ho sempre urlato,
come un'isterica,
mi hanno detto che sono un'isterica.
Ho difeso la mia piazza.
Ho difeso mia figlia,
i miei cani.
I motorini oggi facevano lo slalom fra i bambini,
ci hanno sfidato frenando all'ultimo.
Mi sono anteposta con il corpo a loro,
ogni volta,
ad ogni motorino,
per difendere la mia piazza,
mia figlia, i mie cani.
Mi hanno riso in faccia,
insultata,
derisa.
Mia madre mi ha sempre detto che non dovevo farlo,
perché non si sa mai con chi si ha a che fare,
ma poi è la prima persona ad affrontare lo schifo,
come me.
Urla e lo affronta,
lo schifo.
Come un'isterica.
Il mio compagno oggi,
ogni giorno,
mi dice che devo stare calma,
che ci mettiamo nei guai,
che qui ci viviamo.
Che questo gioco non fa per me, non fa per noi.
Che non devo sfidare, che non devo antepormi.
Perché è pericoloso,
perché possono arrivare i rinforzi
e chissà chi sono i rinforzi.
Ho chiamato la Polizia, allora.
Ho chiamato i Carabinieri.
Ho chiamato l'Esercito.
Ho chiamato la Municipale.
Non è arrivato nessuno.
Mai.
Non è arrivato nessuno in soccorso.
Mai.
Volevo una mano,
volevo giustizia
e volevo permettere a mia figlia di godersi la festa.
Ai miei cani di respirare.
Non ci sono riuscita.
E piango da allora.
La piazza è anche mia.
La piazza è di tutti.
È una piazza pubblica.
Aperta.
Ci sono uomini che si sono fatti ammazzare per dare giustizia a questa vita.
Ma sono uomini morti che ricorderemo sempre.
Perché hanno provato di tutto per lasciarci una vita più dignitosa.
E sono stati ammazzati.
E sono stati abbandonati.
Ed io non voglio rischiare la vita.
Perché sono abbandonata anch'io.
Perché ci costringono a farci giustizia da soli.
Ma continuerò ad urlare.
E a farmi sentire.
E ad essere isterica.
Perché questa piazza è un inferno.
Ma questa piazza è anche MIA.
Ed è di tutti NOI.
PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 20 settembre 2021