Villa Breda resti un bene comune della Città di Padova!

Il problema

Vincenzo Stefano Breda (1825-1903), ingegnere, imprenditore, deputato e senatore del Regno, è stato uno dei protagonisti nella costruzione delle basi industriali dell’Italia unita dopo le guerre d’indipendenza ed è stato uno dei più importanti ed illustri cittadini padovani del suo tempo. La Villa di Ponte di Brenta è innegabilmente uno dei beni culturali più significativi della città di Padova, essendo stata la casa di Vincenzo Stefano Breda, progettata da Antonio Caregaro Negrin (il più importante architetto veneto dell’ottocento) con uno splendido parco di 8 ettari di superficie, una importante quadreria, un archivio di interesse nazionale, una posizione sul fiume che ne fa una delle ville più significative della Riviera del Brenta.

Nel testamento Vincenzo Stefano Breda ha lasciato tutto il suo patrimonio personale alla città di Padova:

  • un asilo e una casa di riposo a Ponte di Brenta (Pd);
  • la villa Breda con il grande parco e gli annessi, l’archivio e la quadreria;
  • l’ ippodromo delle Padovanelle;
  • le rendite necessarie per tenere in vita le attività assistenziali e preservare il patrimonio.

La Pia Fondazione Breda, che ha governato questo patrimonio per oltre un secolo, a causa di una dissennata gestione che l'ha portato negli ultiimi 20 anni all’indebitamento, al fallimento, al commissariamento, è oggi commissariata e i beni immobiliari sono in liquidazione. Con la loro vendita all’asta, i cittadini di Padova rischiano di perderne definitivamente il possesso.

Ci poniamo con urgenza la seguente domanda: è giusto limitarsi a perseguire la vendita di quei beni per ripagare i creditori e, così facendo, rendere irreversibili l’oscuramento della memoria del grande benefattore e il tradimento del suo lascito ai cittadini padovani ?

Noi cittadini di Padova, in quanto legittimi eredi del lascito testamentario di Vincenzo Stefano Breda, riteniamo, dunque, che in ottemperanza di quel lascito e per il suo valore storico, artistico e sociale, il complesso di Villa Breda debba restare un bene comune, cioè debba continuare a far parte del patrimonio immobiliare e culturale della città di Padova.

Proponiamo perciò al Sindaco Sergio Giordani di istituire un tavolo di lavoro per sancire in questi termini il destino di Villa Breda e per elaborare strategie concrete per tutti gli altri beni della Fondazione Breda, da presentare al Presidente della Regione Veneto Luca Zaia.

Auspichiamo che i rappresentanti del Consiglio Comunale lavorino in sinergia con gli organi di tutela, come la Soprintendenza, e coinvolgano qualificati rappresentanti delle realtà educative, professionali e culturali della città per fornire all’Amministrazione Comunale un piano operativo finalizzato a rendere attivo e vitale il complesso di Ponte di Brenta, a conservarlo e a tramandarlo intatto alle prossime generazioni.

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Viviamo Villa BredaPromotore della petizione
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Il problema

Vincenzo Stefano Breda (1825-1903), ingegnere, imprenditore, deputato e senatore del Regno, è stato uno dei protagonisti nella costruzione delle basi industriali dell’Italia unita dopo le guerre d’indipendenza ed è stato uno dei più importanti ed illustri cittadini padovani del suo tempo. La Villa di Ponte di Brenta è innegabilmente uno dei beni culturali più significativi della città di Padova, essendo stata la casa di Vincenzo Stefano Breda, progettata da Antonio Caregaro Negrin (il più importante architetto veneto dell’ottocento) con uno splendido parco di 8 ettari di superficie, una importante quadreria, un archivio di interesse nazionale, una posizione sul fiume che ne fa una delle ville più significative della Riviera del Brenta.

Nel testamento Vincenzo Stefano Breda ha lasciato tutto il suo patrimonio personale alla città di Padova:

  • un asilo e una casa di riposo a Ponte di Brenta (Pd);
  • la villa Breda con il grande parco e gli annessi, l’archivio e la quadreria;
  • l’ ippodromo delle Padovanelle;
  • le rendite necessarie per tenere in vita le attività assistenziali e preservare il patrimonio.

La Pia Fondazione Breda, che ha governato questo patrimonio per oltre un secolo, a causa di una dissennata gestione che l'ha portato negli ultiimi 20 anni all’indebitamento, al fallimento, al commissariamento, è oggi commissariata e i beni immobiliari sono in liquidazione. Con la loro vendita all’asta, i cittadini di Padova rischiano di perderne definitivamente il possesso.

Ci poniamo con urgenza la seguente domanda: è giusto limitarsi a perseguire la vendita di quei beni per ripagare i creditori e, così facendo, rendere irreversibili l’oscuramento della memoria del grande benefattore e il tradimento del suo lascito ai cittadini padovani ?

Noi cittadini di Padova, in quanto legittimi eredi del lascito testamentario di Vincenzo Stefano Breda, riteniamo, dunque, che in ottemperanza di quel lascito e per il suo valore storico, artistico e sociale, il complesso di Villa Breda debba restare un bene comune, cioè debba continuare a far parte del patrimonio immobiliare e culturale della città di Padova.

Proponiamo perciò al Sindaco Sergio Giordani di istituire un tavolo di lavoro per sancire in questi termini il destino di Villa Breda e per elaborare strategie concrete per tutti gli altri beni della Fondazione Breda, da presentare al Presidente della Regione Veneto Luca Zaia.

Auspichiamo che i rappresentanti del Consiglio Comunale lavorino in sinergia con gli organi di tutela, come la Soprintendenza, e coinvolgano qualificati rappresentanti delle realtà educative, professionali e culturali della città per fornire all’Amministrazione Comunale un piano operativo finalizzato a rendere attivo e vitale il complesso di Ponte di Brenta, a conservarlo e a tramandarlo intatto alle prossime generazioni.

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Viviamo Villa BredaPromotore della petizione

I decisori

Sindaco del Comune di Padova
Sindaco del Comune di Padova

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Petizione creata in data 28 dicembre 2020