Questa petizione è stata fallimentare.
Lo è stata perché, nonostante l’impegno, non è riuscita a produrre i risultati attesi.
Lo è stata perché non siamo riusciti a far comprendere fino in fondo la portata delle esigenze espresse.
Lo è stata perché, evidentemente, non siamo riusciti a farci ascoltare abbastanza.
Questa iniziativa ha rappresentato, anche in modo quasi sperimentale, un banco di prova: mettere l’amministrazione nelle condizioni di comprendere, valutare e intervenire su una richiesta chiara e circoscritta — la sicurezza di un’area scolastica.
L’esito è sotto gli occhi di tutti.
Non si tratta solo di ciò che è stato fatto, ma di ciò che non è stato compreso.
C’è stato impegno. Da parte di molti.
Ma, probabilmente, non è stato sufficiente.
Forse serviva maggiore partecipazione.
Forse serviva una voce più ampia, più incisiva, più difficile da ignorare.
Siamo fallimentari perché non rappresentiamo un interesse elettorale.
E la realtà, per quanto scomoda, è questa: la politica si muove dove percepisce un interesse elettorale, non necessariamente dove esiste il problema.
Nel frattempo, piccoli segnali di disattenzione — interventi incoerenti, lavori che si annullano, richieste ridotte al minimo — rischiano di diventare la normalità.
È il meccanismo ben noto della “finestra rotta”*: quando il degrado non viene affrontato subito e con decisione, tende a consolidarsi e ad alimentarsi nel tempo.
Non perché manchino le soluzioni.
Ci viene detto da anni che “non si può fare”, che “non è semplice”, che “non ci sono le condizioni”. Ma non esistono problemi senza possibili soluzioni, né situazioni che non possano essere migliorate con la giusta volontà e competenza.
Il punto, allora, non è la complessità.
Non è la richiesta.
Non è neanche il contesto.
Il punto è l’interesse.
Se una comunità non pesa, non incide, non sposta consenso, le sue esigenze diventano secondarie. E il rischio è quello di diventare marginali, silenziosi, irrilevanti.
Perché se 300 firme non bastano a smuovere nulla, allora il problema non è la richiesta.
Non è il problema da risolvere.
Non è la mancanza di soluzioni.
Il problema è quanto pesa, oggi, quella richiesta.
Il problema è quanto rumore riesce a fare.
La politica segue il rumore, non i problemi.
E oggi, evidentemente, questa petizione non ne fa abbastanza.
A voi la palla.
Un caro saluto,
Mirko Saponaro
* (Teoria delle finestre rotte - https://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_delle_finestre_rotte