Mirko SaponaroBari, Torre a Mare, 75, Italy
Dec 30, 2025

Questa mattina si è svolto l’incontro presso il plesso scolastico oggetto della petizione.

Erano presenti l’Assessore Domenico Scaramuzzi per il Comune di Bari, il Consigliere comunale Nicola Amoruso, il Consigliere municipale Francesco Ventrella, una rappresentanza dell’istituto per entrambe le scuole dell’infanzia del plesso e altri partecipanti, ai quali va il mio ringraziamento e per i quali mi scuso se non li cito puntualmente: la loro partecipazione è stata comunque preziosa.

Ringrazio gli attori coinvolti per avere subito reagito a quanto sostenuto dalla petizione.

A titolo personale, non posso ritenermi soddisfatto di quanto discusso né degli impegni assunti dal Comune di Bari. Li considero minimi, soprattutto se rapportati a ciò che sarebbe possibile fare e a ciò che i cittadini di Torre a Mare si aspettano legittimamente dall’amministrazione comunale.

Il confronto ha evidenziato alcuni punti di accordo, ma anche diversi punti di disaccordo.

Da un lato, vi è stata una presa d’atto dell’assenza di segnaletica stradale verticale e orizzontale adeguata, della mancanza di rampe per l’attraversamento pedonale e della pericolosità dell’incrocio stradale. Su questi aspetti è stato dichiarato l’impegno a intervenire e a implementare le necessarie soluzioni. Tuttavia, sulle tempistiche non ci si è voluti sbilanciare: è stata avanzata una richiesta esplicita di intervenire quanto prima (auspicabilmente entro fine gennaio) e soprattutto di tenere informata la cittadinanza su come l’amministrazione intenda procedere.

Per quanto riguarda la questione delle soste auto, da parte dell’amministrazione è stato indicato che la presenza di stalli a circa 100 metri di distanza (v. Parcheggio Via Resta) rappresenterebbe, dal loro punto di vista, l’unica soluzione tecnicamente possibile. Ho ribadito più volte che questa non può essere considerata una soluzione ragionevolmente adeguata, soprattutto in assenza di infrastrutture che garantiscano un percorso realmente sicuro per bambini e accompagnatori, tenendo conto delle condizioni reali di utilizzo, dell’età dell’utenza coinvolta e delle esigenze quotidiane delle famiglie.

Una soluzione può infatti definirsi tale solo se è proporzionata, sicura e concretamente fruibile. Nel caso specifico, la distanza dei parcheggi non risponde a questi criteri perché:

  • comporta lo spostamento a piedi di bambini in età prescolare lungo percorsi non pienamente sicuri;
  • non garantisce continuità dei marciapiedi né attraversamenti pedonali adeguatamente protetti;
  • non tiene conto di condizioni meteo, tempi ristretti e carichi familiari quotidiani;
  • finisce per trasferire l’onere della sicurezza sui comportamenti individuali, anziché su soluzioni infrastrutturali e organizzative.

È stato chiarito che l’incontro era finalizzato a un confronto proattivo e costruttivo, volto a individuare interventi strutturali e migliorativi, non a uno scarico di responsabilità sui genitori. Non si possono infatti responsabilizzare o colpevolizzare le famiglie finché:

  • i marciapiedi non garantiscono adeguate condizioni di sicurezza;
  • non sono presenti né adeguatamente promosse modalità alternative di trasporto;
  • il trasporto scolastico non è incentivato, anche dal punto di vista economico.

In assenza di queste condizioni, la problematica della sosta selvaggia resterà inevitabilmente persistente, anche dopo eventuali periodi di sanzioni annunciati. Terminata la fase dei controlli, si tornerà alle stesse criticità.

I concetti di mobilità ecosostenibile e di riduzione dell’uso delle auto sono temi attuali e da promuovere, ma perché possano avere effetti concreti devono essere realistici e attuabili, tenendo conto delle esigenze quotidiane delle famiglie, della sicurezza dei bambini e delle infrastrutture disponibili. Solo così la promozione di modalità alternative di trasporto può tradursi in risultati reali e percorribili. Se questi concetti restano invece solo belle parole, rischiano di non valorizzare il cambiamento culturale necessario nelle abitudini delle persone e, paradossalmente, di generare un effetto opposto.

Per quanto riguarda i dossi rallentatori, è stato riferito che saranno necessarie ulteriori analisi tecniche ed economiche approfondite. Anche su questo punto, al momento, non sono stati assunti impegni concreti nei tempi.

In sintesi, si parla di problematiche note da decenni e mai risolte, che rientrano a pieno titolo nella gestione ordinaria della sicurezza urbana e scolastica. Nulla di particolarmente complesso o straordinario, ma interventi di base che avrebbero dovuto essere affrontati da tempo.

Personalmente, ciò che mi preoccupa è la tendenza a presentare oggi questi interventi minimi come azioni eccezionali e soprattutto come la macchina tecnico-amministrativa abbia difficoltà nel gestire queste azioni ordinarie e quindi cosa aspettarci nei casi più complessi. Ma spero di essere smentito.

Attendiamo gli aggiornamenti promessi dall’amministrazione, ma l’invito a tutti è chiaro: non accontentarsi.

È nell’interesse collettivo, approfondire ed individuare soluzioni ottimali, ragionevoli e durature, a tutela di tutti. Soluzioni simboliche non servono a nessuno.

Un saluto,

Mirko Saponaro

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