
Buon Natale 🎄
Oggi vi faccio un aggiornamento.
Qualche mese fa ho creato una petizione perché non mi tornavano (e non mi tornano) certi criteri e certe scelte che stanno ridisegnando l’osteopatia in Italia.
Perché quello che sta per succedere è un paradosso: chi lavora già dovrà “dimostrare” ciò che fa da anni, pagando esami e spese, venendo giudicato entro 6 anni da un sistema che, di fatto, sta spingendo l’osteopatia verso una versione più “ridotta”, con il rischio di svalutare esperienza, percorso e identità professionale.
In tanti l’avete firmata: oltre 5.000 persone, ormai quasi 6.000.
E sì: dentro ci sono osteopati.
E probabilmente anche qualche paziente, qualche amico, qualche persona vicina a noi. È normale.
Ma il punto resta: non è una cosa “da fuori”.
E allora sì: democrazia significa anche questo: poter dire la propria, anche quando non sei “allineato”, anche quando dai fastidio.
Mi ha colpito vedere la petizione attaccata in certi gruppi e ambienti “di nicchia”, dove spesso non puoi nemmeno entrare o rispondere. Ma va bene: se c’è una cosa che ho capito è che non va mai sottovalutato il singolo.
E nemmeno il gruppo, quando decide davvero di muoversi.
In questi giorni sta girando anche un questionario (solo per osteopati).
È stato condiviso in un momento un po’ sfortunato (Natale) e questo probabilmente ne ha rallentato la diffusione. Però il punto non cambia: serve a una cosa semplice, portare dati reali su cosa pensiamo davvero. Non “cosa dicono che pensiamo”.
Perché date alla mano, numeri alla mano, si vedrà se ciò che sta succedendo è davvero quello che vogliono gli osteopati.
E se non lo è, almeno avremo qualcosa di chiaro, misurabile, incontestabile.
E continuate, per favore, a dire la vostra:
se non siete d’accordo, firmate anche questa petizione. È giusto poter esprimere la propria posizione.
Almeno potremo dire: “abbiamo provato a fare la nostra parte”.
Non è una guerra tra colleghi.
È una questione di dignità professionale.
Perché ho la sensazione che, pezzo dopo pezzo, ci stiano togliendo l’osteopatia dalle mani.
Questa si chiama democrazia.
E qui chiudo con una cosa semplice:
alla fine non è un tema “burocratico”. È un tema di coerenza.
Perché l’osteopatia, almeno come la raccontiamo, nasce dall’idea che tutto è connesso: corpo, mente, abitudini, contesto.
Ma se poi, quando il contesto ci riguarda direttamente, restiamo fermi e muti… allora quella profondità diventa solo un modo elegante di parlare.
E la verità è semplice: non siamo ciò che DICIAMO di essere. Siamo ciò che FACCIAMO quando conta.
ecco il QUESTIONARIO DA COMPILARE DI LA TUA.
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfxblmVCMDawk0LBrkgvDyrtx2h__NZ7qE-z1UHaYN5ioe5OA/viewform