Petition updateSiamo già osteopati: vogliamo l’equipollenza, non altri esamiOSTEOPATIA QUELLO CHE STA ARRIVANDO NON È UN DETTAGLIO È UN CAMBIO DI IDENTITÀ
Andrew T. StillRome, Italy
26 Dec 2025

Buon Natale 🎄

Oggi vi faccio un aggiornamento.

Qualche mese fa ho creato una petizione perché non mi tornavano (e non mi tornano) certi criteri e certe scelte che stanno ridisegnando l’osteopatia in Italia.

Perché quello che sta per succedere è un paradosso: chi lavora già dovrà “dimostrare” ciò che fa da anni, pagando esami e spese, venendo giudicato entro 6 anni da un sistema che, di fatto, sta spingendo l’osteopatia verso una versione più “ridotta”, con il rischio di svalutare esperienza, percorso e identità professionale.

In tanti l’avete firmata: oltre 5.000 persone, ormai quasi 6.000.

E sì: dentro ci sono osteopati.

E probabilmente anche qualche paziente, qualche amico, qualche persona vicina a noi. È normale.

Ma il punto resta: non è una cosa “da fuori”.

E allora sì: democrazia significa anche questo: poter dire la propria, anche quando non sei “allineato”, anche quando dai fastidio.

Mi ha colpito vedere la petizione attaccata in certi gruppi e ambienti “di nicchia”, dove spesso non puoi nemmeno entrare o rispondere. Ma va bene: se c’è una cosa che ho capito è che non va mai sottovalutato il singolo.

E nemmeno il gruppo, quando decide davvero di muoversi.

In questi giorni sta girando anche un questionario (solo per osteopati).

È stato condiviso in un momento un po’ sfortunato (Natale) e questo probabilmente ne ha rallentato la diffusione. Però il punto non cambia: serve a una cosa semplice, portare dati reali su cosa pensiamo davvero. Non “cosa dicono che pensiamo”.

Perché date alla mano, numeri alla mano, si vedrà se ciò che sta succedendo è davvero quello che vogliono gli osteopati.

E se non lo è, almeno avremo qualcosa di chiaro, misurabile, incontestabile.

E continuate, per favore, a dire la vostra:

se non siete d’accordo, firmate anche questa petizione. È giusto poter esprimere la propria posizione.

Almeno potremo dire: “abbiamo provato a fare la nostra parte”.

Non è una guerra tra colleghi.

È una questione di dignità professionale.

Perché ho la sensazione che, pezzo dopo pezzo, ci stiano togliendo l’osteopatia dalle mani.

Questa si chiama democrazia.

E qui chiudo con una cosa semplice:

alla fine non è un tema “burocratico”. È un tema di coerenza.

Perché l’osteopatia, almeno come la raccontiamo, nasce dall’idea che tutto è connesso: corpo, mente, abitudini, contesto.

Ma se poi, quando il contesto ci riguarda direttamente, restiamo fermi e muti… allora quella profondità diventa solo un modo elegante di parlare.

E la verità è semplice: non siamo ciò che DICIAMO di essere. Siamo ciò che FACCIAMO quando conta.

ecco il QUESTIONARIO DA COMPILARE DI LA TUA. 

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfxblmVCMDawk0LBrkgvDyrtx2h__NZ7qE-z1UHaYN5ioe5OA/viewform

 

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