Actualización de la peticiónSiamo già osteopati: vogliamo l’equipollenza, non altri esami“Equipollenza: verrà approvata, rimandata o stravolta?”
Andrew T. StillRome, Italia
22 oct 2025

Se ci credi dedica un ora a raccogliere firme…

Negli ultimi giorni la situazione sull’equipollenza dei titoli in osteopatia è arrivata a un punto decisivo. Il nuovo schema di accordo tra Governo e Regioni, che definisce il riconoscimento dei titoli pregressi e le modalità di accesso alla professione, è stato inserito all’ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni del 23 ottobre (fonte: Quotidiano Sanità, 21/10/25).

Il testo prevede elenchi speciali ad esaurimento per chi già esercita, un’equipollenza parziale o condizionata dei titoli, un esame di abilitazione nazionale e scadenze rigide (come il 31 agosto 2026 per regolarizzare la posizione o iscriversi ai corsi universitari di osteopatia). Dal 1° settembre 2026 l’osteopatia diventerebbe esclusivamente universitaria.

Ma attenzione: il testo non è ancora approvato definitivamente. Serve il parere della Conferenza Stato-Regioni e poi la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Ogni punto è ancora modificabile.

Il Consiglio Superiore di Sanità ha espresso parere favorevole. Il ROI sostiene la versione attuale e spinge per l’approvazione immediata. La CONFOSIT (Confederazione delle Scuole e Istituti di Osteopatia Italiani) ha invece inviato una lettera ufficiale segnalando criticità e chiedendo modifiche. In parallelo, l’APROS – con il presidente Oliviero Bonetti – ha preso una posizione chiara a favore dell’equipollenza piena e contro l’obbligo di nuovi CFU o percorsi universitari per chi già lavora. Anche altre sigle hanno fatto fronte comune.

Le prese di posizione di CONFOSIT, APROS e delle altre associazioni hanno avuto ampia risonanza nel settore e sono arrivate fino agli ambienti istituzionali. Questa pressione ha riaperto il confronto nella Conferenza, costringendo le Regioni a valutare la tenuta giuridica del testo e il rispetto dei diritti acquisiti.

Per questo è fondamentale continuare a firmare e far firmare la petizione: ogni firma serve a far capire che chi lavora e studia da anni non può essere retrocesso a studente. L’osteopatia è già riconosciuta (D.M. 1563/2023 del MUR) e formata secondo standard europei. L’equipollenza non è un privilegio, ma un atto di giustizia e dignità professionale.

Allo stesso tempo, è importante sostenere l’associazione che si sente più vicina — che sia il ROI, la CONFOSIT, l’APROS o altre — perché solo uniti e rappresentati possiamo contare davvero. Informarsi, scegliere e partecipare attivamente è l’unico modo per non lasciare che altri decidano per noi.

Il 23 ottobre sarà un passaggio decisivo. Dopo quella data sapremo se la nostra voce avrà inciso. Fino ad allora, continuiamo a firmare, condividere e farci sentire.
Non esiste neutralità nei momenti decisivi: restare in silenzio significa accettare che altri decidano per noi.

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