SI ad un fondo indennità straordinario

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SI A UN FONDO INDENNITARIO STRAORDINARIO

Nel corso degli ultimi anni, si stanno rafforzando le tutele ed i servizi offerti ai professionisti iscritti alle Casse ed Enti di previdenza. 

I Professionisti (avvocati, medici, commerialisti, notai, ingegneri) o meglio le rispettive Casse si stanno attivando per offrire ai propri iscritti un ventaglio di prestazioni assistenziali già molto ampio (e comunque in costante espansione). 

Ciascuna Cassa, anche sulla base delle effettive esigenze dei propri iscritti, ha predisposto:  
- prestazioni e convenzioni finalizzate a integrare il reddito di chi esercita - o ha esercitato - la libera professione e della sua famiglia, sia a sostegno della normale vita quotidiana sia in caso di imprevisti o particolari condizioni di difficoltà;
- misure finalizzate a sostenere l’attività professionale, come ad esempio corsi di formazione o di aggiornamento o altre misure di assistenza al lavoro e alla professione (borse di studio, corsi di specializzazione, convenzioni per l'assistenza fiscale, agevolazioni per l'acquisto di strumentazione professionale, convenzioni per ristrutturazioni di studi;
- misure dirette a soddisfare i bisogni strettamente correlati al nucleo familiare del libero professionista, come nel caso dell'indennità di maternità o di eventuali contributi per il sostegno delle spese correlate ad asili nido e baby-sitter;
prestazioni dirette a sostenere le esigenze sanitarie legate allo stato di salute dell'iscritto o dei suoi familiari, ad esempio attraverso polizze sanitarie gratuite o convenzionate o mediante convenzioni nel caso in cui si renda necessario usufruire di assistenza domiciliare o di strutture specializzate;  
- misure finalizzate a offrire al libero professionista e/o al suo nucleo familiare agevolazioni per attività non strettamente legate all’esercizio della professione (ad esempio, acquisto di particolari beni o possibilità di godere di tariffe agevolate presso particolari strutture ricettive).

I Notai, ad esempio, da sempre godono di un assegno che consiste in un intervento diretto ad integrare gli onorari del Notaio fino alla concorrenza di una quota dell'onorario medio nazionale determinata annualmente con delibera del Consiglio di Amministrazione, entro i limiti fissati dall'art. 4 n. 2 del Regolamento per l'Attività di Previdenza e Solidarietà. 

Perché non prevedere quindi una Fondo Indennitario per gli Agenti di Commercio? Perché non costruirci noi stessi, con le nostre provvigioni, un fondo di tutela e garanzia?

Molte delle prestazioni su esposte sono già previste per l’agente e vengono erogate a richiesta dalla Fondazione Enasarco, manca però un vero e proprio fondo dove l’agente in caso di disdetta, possa attingere per un periodo più o meno breve per dare il giusto sostentamento a se e alla propria famiglia.

Pensiamo a tutti i monomandatari che a 50/60 anni vengono disdettati o si ritrovano con l’azienda che chiude per fallimento, liquidazione, e non percepiscono alcuna indennità; pensiamo anche alle decine di migliaia di agenti che pur plurimandatari sono costretti a lavorare per una sola preponente in tentata vendita o in altre formule. 

Siamo 240 mila agenti, un esercito, sarebbero sufficienti pochi euro a testa per creare un fondo presso L'ENASARCO o l'INPS dove attingere nel caso di calamità e di singole, e documentate, necessità per periodi temporanei. 

Duecentoquarantamila agenti commerciali, con un fatturato provvigionale medio di 40.000 euro l'anno, raggiungono un fatturato provvigionale complessivo di 9,6 miliardi di euro l'anno.

Anche senza l'aiuto delle mandanti o dello Stato, se volessimo costituire un fondo di garanzia da utilizzare in casi gravi come quelli enunciati precedentemente. Un fondo gestito dalla nostra fondazione ENASARCO o dall'INPS, un fondo fatto con i nostri soldi.

Pensiamoci, versando solo lo 0,1% delle ns. provvigioni, circa 40.000 euro l'anno, il contributo annuo che verserebbe in media ogni agente ammonterebbe alla modica somma di 40 euro l’anno, si verrebbe così a costituire un fondo di circa 9,6 milioni di euro l'anno. Un fondo enorme da utilizzare nei casi che andremo ad individuare e ovviamente a regolamentare.

Con il sistema della contribuzione sulle provvigioni, attraverso la "mutualità", i costi per il singolo sarebbero irrisori quasi nulli ed i benefici sarebbero tanti, per tutti. 

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