Priorità del vaccino anti covid-19 alle persone con disabilità psichica ed intellettiva

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Vaccinazione anti Covid-19 per le persone con disabilità psichica ed intellettiva

In Italia ci sono circa 600 mila disabili gravi “giovani e adulti”. Una grande parte di loro non sono ricoverati in strutture assistenziali, residenziali o semiresidenziali. Circa la metà di questi sono “figli”, ovvero vivono con uno o entrambi i genitori. Oltre il 50% di loro non usufruisce di aiuti dai servizi pubblici, né si affida a quelli a pagamento, né può contare sull’aiuto di familiari non conviventi: l’assistenza grava quindi completamente a carico dei familiari conviventi.

È necessario pertanto includere le persone con disabilità psichica ed intellettiva, altrimenti non già incluse nell’attuale Piano Vaccini (in quanto anziani con altre comorbidità o perché residenti in strutture assistenziali), in un accesso prioritario alla vaccinazione anti-COVID, in condizioni di sicurezza e agibilità nel rispetto delle differenti disabilità e della loro libertà di scelta individuale e delle loro famiglie.

Si richiede che venga assunta ogni iniziativa affinché tutte le persone con disabilità psichiche ed intellettive e con disturbi del neurosviluppo siano vaccinate contro il Covid-19, in condizioni di priorità, analogamente a quanto già previsto per altre categorie di cittadini, a garanzia della salute dell’individuo, dei suoi caregivers e della comunità. 

  • La probabilità di decorso grave della malattia e di morte sono più elevate rispetto alla popolazione generale a causa della maggiore prevalenza, in questa fascia di popolazione, di comorbidità (tra cui diabete mellito e obesità) e di polifarmacoterapia, con severi rischi di Drug-Drug-Interactions con farmaci potenzialmente da usare in caso di COVID complicata.
  • Le restrizioni per la prevenzione da contagio rappresentano criticità molto complesse e di difficile gestione per le persone con disabilità e per i loro caregivers.
  • L’isolamento domiciliare o ospedaliero aggrava la patologia psichiatrica con ulteriore depauperamento delle funzioni intellettive e affettive e con manifestazioni di scompenso.
  • Il ricovero in reparto Covid-19 è una situazione estremamente problematica nel caso di persone con disabilità psichiche e intellettive non collaboranti.

La versione integrale di questo documento è stata già sottoscritta da medici infettivologi, psichiatri e tecnici della riabilitazione psichiatrica ed è stata inviata al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, al Ministro della Salute, al Viceministro della Salute, al Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, al Presidente dell’AIFA e al Comitato Tecnico Scientifico.

Il documento è reperibile qui.