Petition updateSolidarietà con la Catalogna – per il diritto all’autodeterminazione pacifica!La legittimità penale e il processo di indipendenza – petizione di più di cento giuristi
Prof. Dr. Axel SchönbergerGermany
Nov 12, 2017
«I sottoscritti, tutti professori di diritto penale delle Università spagnole, di fronte alla crisi politica più grave vissuta dal nostro Paese dal colpo di stato del 1981, si sentono in dovere di esprimere il loro parere di esperti in merito a una serie di qualificazioni giuridiche che, effettuate dall’ufficio del procuratore generale e dalla titolare della Corte centrale di istruzione n. 3 della Corte Nazionale, hanno causato un generale rifiuto e seria preoccupazione nei media giuridici spagnoli. Dal comportamento osservato da vari membri del Parlamento e del Governo catalano si può sospettare, con alta probabilità, la commissione di molteplici delitti che devono essere indagati e, nel caso, puniti in conformità alle esigenze del nostro sistema di giustizia penale. Ma va detto che la responsabilità penale per quanto accaduto deve essere effettuata con la massima osservanza delle nostre leggi penali e procedurali e rispettando in forma esigente il principio di legalità, di adempimento obbligatorio in questo campo. A questo proposito va notato che a nostro avviso è gravemente sbagliato considerare i fatti come costitutivi di un crimine di ribellione secondo l’articolo 474 del CP, e questo per il motivo potentissimo che è assente un elemento strutturale di quell'illecito che è la violenza; requisito che, dopo una vivace discussione in Senato, si decise di integrare nella tipizzazione proprio per vincolare la sua applicazione esclusivamente ai casi di estrema gravità che non si danno in questo caso: solo violando gravemente il principio del diritto penale si può giungere ad affermare che gli imputati, in merito ai fatti che vengono attribuiti loro, hanno potuto realizzare questo crimine o il crimine della cospirazione per la ribellione che richiede, per essere effettuato, di un accordo congiunto con laviolenza. Né crediamo che concorra in questo caso il delitto di sedizione dell' articolo 544 del CP, perché in nessun momento si è fornita alcuna indicazione che i sospetti hanno indotto, provocato o hanno portato come protagonisti qualsiasi rivolta ribelle tale e come la richiede la legge, e non possono essere attribuiti a quegli eventi avvenuti in precedenza o fatti da altre persone distinte, in quanto nel diritto penale governa il principio della responsabilità personale ed è possibile giudicare qualcuno solo per i suoi propri atti. Allo stesso modo si deve dire con forza che non compete all’Alta Corte, la «Audiencia Nacional», giudicare i crimini di ribellione o di sedizione, e che tale giurisdizione corrisponde alla Corte provinciale di Barcellona («Audiencia Provincial de Barcelona»). Infatti, la Legge Organica del Potere Giudiziario, all’articolo 65.1, si riferisce ai «crimini contro la forma di governo» abrogate come soggetto della giurisdizione della «Audiencia Nacional», e in nessun punto allude ai reati di ribellione o sedizione. In questo senso, l’argomento avanzato dalla titolare della Corte centrale d’inchiesta («Juzgado Central de Instrucción») per rivendicare la loro competenza costituisce una manipolazione raramente vista nel campo forense. A maggior ragione se si considera che nell’Ordine del 2 dicembre 2008, il Plenum della Camera dell’Alta Corte penale («Pleno de la Sala de lo Penal de la Audiencia Nacional»), questo organo di giurisdizione dichiarò categoricamente che l’Alta Corte (la «Audiencia Nacional») non è mai stato competente per il riconoscimento del reato di ribellione; e lo stesso si può dire, aggiungiamo, in relazione al reato di sedizione. Sviluppando questa idea va ricordato che la stessa procura, nella stessa procedura della quale abbiamo appena fatto riferimento, ha detto che il reato di ribellione «non ha mai fatto parte dei delitti contro la forma di governo ... quindi è del tutto ingiustificata la conclusione ... che la Alta Corte («Audiencia Nacional») abbia competenza per la sua indagine e il suo processo.» Occorre invece denunciare la mancanza di restrizione della titolare della Corte centrale d’istruzione («Juzgado Central de Instrucción») n. 3 sia nella fissazione delle date per dare una dichiarazione – specialmente se si tiene conto della decisione presa a questo proposito dall’istituto della Corte Suprema («Tribunal Supremo») – e nell’emissione di prigioni preventive che, senza dubbio, sono state seriamente sproporzionate e mancanti di sufficiente giustificazione, al di là delle manifestazioni astratte. In conclusione: da una prospettiva strettamente giuridica, chiediamo che le autorità fiscali e giudiziarie rispettino il Diritto e la legge, che indaghino e, se del caso, sanzionino tutto ciò che la legge di diritto autorizza e obbliga, ma esclusivamente questo, perché solo in quei margini può essere opportunità, proporzione e giustizia. Francisco Javier Álvarez García e María Luisa Maqueda Abreu Professori di Diritto Penale delle Università di Carlos III e Granada» Firme: https://www.peticiones24.com/signatures/legalidad_penal_y_proceso_independentista/start/0
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