Comunicato dell'Associazione Nazionale Piccoli Musei


E mentre la petizione ha superato le 300 firme, l'Associazione Nazionale Piccoli Musei (APM) interviene nella questione dei contratti a titolo gratuito per il conferimento dell'incarico di direzione scientifica dei musei, tornata sotto i riflettori dell'opinione pubblica dopo il caso del Comune di Deruta.
Di seguito il testo del comunicato:
Oggetto: Intervento del Presidente dell’APM, Prof. Giancarlo Dall’Ara, e del Direttivo dell’APM, in merito alla questione dei contratti a titolo gratuito per il conferimento di incarichi di direzione dei musei
L’Associazione Nazionale Piccoli Musei, a seguito dell’avviso pubblico emesso lo scorso 28 maggio dal Comune di Deruta, in provincia di Perugia, per il conferimento dell'incarico, a titolo gratuito, di direttore scientifico del Museo Regionale delle Ceramiche e della pinacoteca Comunale, si oppone con forza ad una consuetudine che svilisce il lavoro dei professionisti museali e li priva dei fondamentali diritti costituzionali.
L’art. 36, comma 1 della Costituzione della Repubblica Italiana stabilisce, infatti, che “il lavoratore deve essere retribuito proporzionatamente alla quantità e alla qualità di lavoro svolto e sufficientemente per poter aver una "esistenza libera e dignitosa".
La maggior parte degli incarichi di direttore scientifico di musei civici e regionali, offerti a titolo gratuito o che prevedono soltanto rimborsi, si basa sull’Art. 2229 e ss. del Codice Civile. L’Art. 2233, nello specifico, recita che “il compenso, se non è convenuto dalle parti e non può essere determinato secondo le tariffe o gli usi, è determinato dal giudice, (sentito il parere dell'associazione professionale a cui il professionista appartiene)”.
Ma aggiunge che
“In ogni caso la misura del compenso deve essere adeguata all'importanza dell'opera e al decoro della professione”.
Troppo spesso, però, questa forma di contratto si traduce in uno sfruttamento dei professionisti museali, senza regole ben definite e controlli. Inoltre, non tutti i professionisti museali rientrano nell’ambito di specifiche associazioni professionali, come previsto dall’Art. 2231 del Codice Civile e come accennato nel già citato Art. 2233 a proposito della determinazione del compenso da parte del giudice; pertanto è palese che la normativa vigente non sembra prendere in considerazione tutte le categorie professionali che sono interessate dai contratti di prestazione d’opera intellettuale, lasciando indefiniti alcuni casi e consentendo, così, l’applicazione talvolta arbitraria e soggettiva di tali contratti.
E’ dunque necessario e urgente che si stabilisca un tariffario univoco a livello nazionale per la categoria dei professionisti museali affinché non si ripetano casi come quello di Deruta e di molti altri Comuni italiani.
Ci si domanda per quale ragione per le professioni museali non si è mai giunti, finora, a definire un tariffario, per esempio usando modelli che pure già esistono in altri ambiti.
Si evidenzia, inoltre, che il direttore, soprattutto nell’ambito dei piccoli musei, assume carattere di particolare complessità in quanto spesso, a differenza dei grandi musei che dispongono di staff più articolati, è l’unica figura che garantisce l’espletamento delle numerose funzioni richieste da ogni organismo museale, a prescindere dalle dimensioni o dalle singole specificità.
Per tale ragione è ancora più doveroso difendere i direttori dei piccoli musei, soprattutto quelli ubicati nei Comuni con più bassa popolazione che, solitamente, sono proprio quelli che ricorrono ai contratti di prestazione professionale gratuita.
L’Associazione Nazionale Piccoli Musei chiede, pertanto, a coloro che hanno responsabilità politiche e sindacali di intervenire affinché:
- tutti i professionisti museali vedano riconosciuta la propria professionalità ed il proprio ruolo scientifico e culturale, sempre strategico e determinante nel sostegno allo sviluppo economico e sociale, soprattutto delle piccole comunità locali;
- si definisca un tariffario unico nazionale che i committenti siano obbligati per legge ad applicare a tutti i contratti che riguardano le professioni museali;
- i piccoli Comuni proprietari di strutture museali possano usufruire di specifici aiuti finanziari, finalizzati a garantire che i professionisti museali siano equamente retribuiti e coperti da contribuzione previdenziale.
In attesa di un auspicato e urgente intervento che assicuri i diritti costituzionali a tutti i lavoratori del settore museale, si ringrazia per l’attenzione.
Distinti saluti
Il Presidente e il Direttivo dell’APM
Sant’Agata Feltria, 14 giugno 2020