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Daniela ZiniRoma, Italy
Jul 22, 2017
“On a dit beaucoup trop de mal de la télévision, alors qu’on aurait dû lui en faire, en fusillant par exemple l’ensemble de ses journalistes et de ses animateurs. Ça pour commencer.” Michel-Georges Micberth La politica non è lo spazio né della Verità, né della Menzogna. Non deve accogliere un Assoluto da conservare a ogni costo, né un Vuoto radicale di significato, nel quale tutto è possibile; né un Bene né un Male. Perché, sovente, l’uno si riversa nell’altro. Una illustre tradizione che, in età moderna, nasce in parte da Niccolò Machiavelli e dalla Ragione di Stato, unisce la politica al Male e teorizza, così, la legalità per il potente di mentire; il potere politico è segreto, le sue vie e le sue ragioni sono occultate al popolo, al quale il vero fine dell’azione politica – la potenza – non deve essere rivelato, al contrario, si deve mascherarlo, dissimularlo, rappresentarlo falsamente, come se fosse orientato verso il Bene. Il potere è opaco e tale deve restare; non può essere né indagato né criticato, perché supera la comprensione del popolo, dei Cittadini. La modernità politica si è affermata attraverso la lotta illuminista contro i misteriosi imperi, contro la combinazione di segreto, dissimulazione, menzogna, cui ha opposto la luce della ragione pubblica, capace di indagare e di illuminare queste tenebre. E ciò si è verificato in nome della Libertà, che è anche la Libertà dei Cittadini di non essere ingannati dal potere e di vivere in uno spazio politico trasparente, pubblico e condiviso. Ciò non significa che la Menzogna non abiti la politica moderna. E non solo perché, sovente, i politici mentono, ma per la ragione più radicale che anche la politica moderna si è creduta portatrice di Verità – di una Verità di liberazione contro l’antica oppressione – e che, in nome delle sue certezze assolute, si è sentita legittimata a ogni comportamento – la Menzogna, e anche molto di più – per difenderle e affermarle: la crudeltà dei totalitarismi del ventesimo secolo ne è la testimonianza. E anche senza entrare negli inferni totalitari – nei quali Verità e Menzogna si riversano continuamente l’una nell’altra – la Menzogna ha contaminato anche la Democrazia; la politica moderna ha un nucleo di segreto – la difesa dello Stato, la sua potenza – cui, nonostante sia in contraddizione con la Democrazia, non sa rinunciare, anche al costo della Menzogna di Stato, della falsa rappresentazione del reale. Si è visto nel contesto imperiale degli Stati Uniti – che hanno mentito per giustificare le loro guerre dal Vietnam all’Iraq – e anche nel più modesto spazio italiano, francese e spagnolo, nel quale la politica degli omissis rispondeva alla stessa logica di salvaguardia, attraverso la Menzogna, del presunto bene superiore dello Stato. La tragedia della politica è proprio qui: nella dialettica tra il segreto del potere e la Libertà dei Cittadini. L’epoca contemporanea mostra che la Menzogna sposa la politica anche nella fabbricazione mediatrice di un mondo di favola e nel prodigarlo a platee di Cittadini ridotti a spettatori, che non possono esercitare il diritto di criticare, porre domande, avere risposte; anche l’illusionismo, che trasforma il discorso pubblico in una fiction, è Menzogna. Ma, oggi, la cronaca ci rivela un nuovo rapporto tra politica e Menzogna: quello delle Menzogne private, a proposito di comportamenti personali reprensibili, che assumono una importanza politica, proprio perché la politica è stata identificata da un uomo, un corpo, un evento personale. Questa privatizzazione della Menzogna, con effetti pubblici, unisce l’assurdo al tragico, ma viola, egualmente, l’unica Verità cui la politica democratica possa aspirare: quella che nasce in una comunità politica del libero confronto di Cittadini liberi da inganni e da manipolazioni. NON ARCHIVIATE IL CAO ALPI-HROVATIN! Daniela Zini
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