“Separati dall’Amore: una storia di ingiustizia familiare”


“Separati dall’Amore: una storia di ingiustizia familiare”
Il problema
Nel 2023, i nostri bambini sono stati presi da noi e collocati in un ambiente comunitario. Ora ci è stato detto che vogliono affidarli a un'altra famiglia per altri due anni. Siamo genitori amorevoli e attivi. Abbiamo fatto degli errori, è vero - qualche urlo, uno schiaffo - ma gesti errati che accadono in molte famiglie. Non abbiamo mai smesso di amare profondamente i nostri figli. Abbiamo affrontato un processo per maltrattamenti, abbiamo pagato per i nostri errori e abbiamo imparato a cambiarci. Ora vediamo i nostri bambini infelici, strappati da coloro che li amano più di ogni altra cosa al mondo. Viviamo con abitudini sane, abbiamo un lavoro stabile, e ogni giorno ci alziamo solo con il desiderio di poterli riabbracciare. Chiediamo giustizia e umanità, e una vera possibilità di tornare a essere una famiglia unita. In Italia, ci sono più di 30.000 bambini in affido ma ogni caso è unico e merita l'attenzione e il discernimento appropriati. Sostenete la nostra causa firmando questa petizione. Chiediamo una revisione del provvedimento di affido per i nostri bambini. Ogni firma conta. Grazie.
Titolo provvisorio:
“Separati dall’Amore: una storia di ingiustizia familiare”
Introduzione
Siamo una famiglia come tante: abbiamo fatto errori, sì, come succede a milioni di famiglie in tutto il mondo.
A volte abbiamo litigato davanti ai nostri figli, qualche volta, sbagliando, ci siamo fatti travolgere dalle emozioni. Sono errori veri, reali, che non giustifichiamo ma che abbiamo riconosciuto.
Abbiamo affrontato anche un processo: non è successo niente di gravissimo, ma abbiamo pagato per i nostri errori. Abbiamo capito, abbiamo cambiato strada.
Nonostante tutto, i nostri figli sono stati allontanati. Due anni e mezzo della loro infanzia — anni preziosi e irripetibili — sono stati spesi in comunità, in un luogo senza amore, senza mamma e papà accanto, vedendoci solo una volta al mese.
Una volta al mese.
Per un bambino, è una punizione troppo grande.
Abbiamo vissuto — noi e loro — un dolore profondissimo: l’ingiustizia più crudele non è stata contro di noi genitori, ma contro i nostri figli.
Essere separati dalle persone che ami di più al mondo lascia dentro una ferita che non guarisce facilmente.
Il nostro impegno
Ci siamo sempre impegnati.
Abbiamo dato ai nostri figli tutto quello che potevamo:
cibo sano,
vestiti puliti,
attività sportive,
amore, affetto, presenza quotidiana.
Abbiamo cresciuto i nostri figli tra migliaia di belle esperienze, sorrisi, abbracci sinceri.
Nonostante questo, i servizi sociali hanno chiesto l’affidamento a un’altra famiglia.
Hanno costruito contro di noi racconti falsi, hanno peggiorato la nostra immagine, ci hanno dipinto come genitori sbagliati.
Questa non è solo un’ingiustizia: è una ferita aperta, che continua a sanguinare ogni giorno.
Il nostro dolore e le nostre domande
Ci chiediamo:
Perché?
Perché raccontare il falso?
Perché non vedere i cambiamenti reali?
Perché non dare una vera possibilità a una famiglia che ha imparato dai suoi errori e vuole solo amare i propri figli?
Vediamo i nostri figli soffrire di un vuoto, di un senso di abbandono, alimentato da chi dovrebbe proteggerli davvero.
Vediamo operatori scrivere relazioni piene di bugie: che non ascoltiamo abbastanza, che non siamo attenti.
Ma noi siamo lì, nei pochi momenti concessi, a regalare sorrisi, abbracci, esperienze, a cercare di farli ridere ancora.
Vogliamo solo una cosa: poter vivere ancora insieme ai nostri figli, dare loro tutto l’amore che meritano.
Il nostro cambiamento
Siamo cambiati.
Siamo diventati genitori migliori, più consapevoli, più forti.
Siamo pronti a dare tutto il meglio di noi.
Ma come si può dimostrarlo, se nessuno ti lascia una vera possibilità?
Come si può rinascere se ogni sforzo viene raccontato al contrario?
Una richiesta di giustizia
Scriviamo questa storia non solo per noi, ma per tutte le famiglie che vivono la stessa ingiustizia.
Per dire che l’amore di un genitore non deve essere ignorato.
Per dire che il cambiamento è possibile.
Per chiedere una cosa semplice: di poter tornare a essere una famiglia.
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Il problema
Nel 2023, i nostri bambini sono stati presi da noi e collocati in un ambiente comunitario. Ora ci è stato detto che vogliono affidarli a un'altra famiglia per altri due anni. Siamo genitori amorevoli e attivi. Abbiamo fatto degli errori, è vero - qualche urlo, uno schiaffo - ma gesti errati che accadono in molte famiglie. Non abbiamo mai smesso di amare profondamente i nostri figli. Abbiamo affrontato un processo per maltrattamenti, abbiamo pagato per i nostri errori e abbiamo imparato a cambiarci. Ora vediamo i nostri bambini infelici, strappati da coloro che li amano più di ogni altra cosa al mondo. Viviamo con abitudini sane, abbiamo un lavoro stabile, e ogni giorno ci alziamo solo con il desiderio di poterli riabbracciare. Chiediamo giustizia e umanità, e una vera possibilità di tornare a essere una famiglia unita. In Italia, ci sono più di 30.000 bambini in affido ma ogni caso è unico e merita l'attenzione e il discernimento appropriati. Sostenete la nostra causa firmando questa petizione. Chiediamo una revisione del provvedimento di affido per i nostri bambini. Ogni firma conta. Grazie.
Titolo provvisorio:
“Separati dall’Amore: una storia di ingiustizia familiare”
Introduzione
Siamo una famiglia come tante: abbiamo fatto errori, sì, come succede a milioni di famiglie in tutto il mondo.
A volte abbiamo litigato davanti ai nostri figli, qualche volta, sbagliando, ci siamo fatti travolgere dalle emozioni. Sono errori veri, reali, che non giustifichiamo ma che abbiamo riconosciuto.
Abbiamo affrontato anche un processo: non è successo niente di gravissimo, ma abbiamo pagato per i nostri errori. Abbiamo capito, abbiamo cambiato strada.
Nonostante tutto, i nostri figli sono stati allontanati. Due anni e mezzo della loro infanzia — anni preziosi e irripetibili — sono stati spesi in comunità, in un luogo senza amore, senza mamma e papà accanto, vedendoci solo una volta al mese.
Una volta al mese.
Per un bambino, è una punizione troppo grande.
Abbiamo vissuto — noi e loro — un dolore profondissimo: l’ingiustizia più crudele non è stata contro di noi genitori, ma contro i nostri figli.
Essere separati dalle persone che ami di più al mondo lascia dentro una ferita che non guarisce facilmente.
Il nostro impegno
Ci siamo sempre impegnati.
Abbiamo dato ai nostri figli tutto quello che potevamo:
cibo sano,
vestiti puliti,
attività sportive,
amore, affetto, presenza quotidiana.
Abbiamo cresciuto i nostri figli tra migliaia di belle esperienze, sorrisi, abbracci sinceri.
Nonostante questo, i servizi sociali hanno chiesto l’affidamento a un’altra famiglia.
Hanno costruito contro di noi racconti falsi, hanno peggiorato la nostra immagine, ci hanno dipinto come genitori sbagliati.
Questa non è solo un’ingiustizia: è una ferita aperta, che continua a sanguinare ogni giorno.
Il nostro dolore e le nostre domande
Ci chiediamo:
Perché?
Perché raccontare il falso?
Perché non vedere i cambiamenti reali?
Perché non dare una vera possibilità a una famiglia che ha imparato dai suoi errori e vuole solo amare i propri figli?
Vediamo i nostri figli soffrire di un vuoto, di un senso di abbandono, alimentato da chi dovrebbe proteggerli davvero.
Vediamo operatori scrivere relazioni piene di bugie: che non ascoltiamo abbastanza, che non siamo attenti.
Ma noi siamo lì, nei pochi momenti concessi, a regalare sorrisi, abbracci, esperienze, a cercare di farli ridere ancora.
Vogliamo solo una cosa: poter vivere ancora insieme ai nostri figli, dare loro tutto l’amore che meritano.
Il nostro cambiamento
Siamo cambiati.
Siamo diventati genitori migliori, più consapevoli, più forti.
Siamo pronti a dare tutto il meglio di noi.
Ma come si può dimostrarlo, se nessuno ti lascia una vera possibilità?
Come si può rinascere se ogni sforzo viene raccontato al contrario?
Una richiesta di giustizia
Scriviamo questa storia non solo per noi, ma per tutte le famiglie che vivono la stessa ingiustizia.
Per dire che l’amore di un genitore non deve essere ignorato.
Per dire che il cambiamento è possibile.
Per chiedere una cosa semplice: di poter tornare a essere una famiglia.
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I decisori
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Petizione creata in data 29 aprile 2025