

SENZA PREFERENZE NIENTE VOTO BASTA LISTE BLOCCATE
Il problema
Scegliere i propri rappresentanti è il fondamento della sovranità popolare. BASTA LISTE BLOCCATE!
Senza il diritto di scelta dei propri rappresentanti, il valore del voto viene mutilato: ai cittadini è data solo la possibilità di scegliere un partito, ma non le persone che li rappresenteranno. Senza il diritto di scelta, la composizione del Parlamento non viene affidata al popolo, ma alle segreterie dei partiti, per i quali è più comodo avere un esercito di "yesman" invece che persone di valore che godano di un reale consenso sul proprio territorio.
La Costituzione garantisce un voto libero e diretto. Quando l'elettore si trova di fronte a liste bloccate, decise nelle stanze del potere, il legame di fiducia si spezza: l’eletto cessa di rispondere ai propri elettori per rispondere esclusivamente a coloro che lo hanno nominato.
Per far fronte alle critiche spesso rivolte al sistema delle preferenze: Per evitare che la scelta della persona diventi un ostacolo anziché un valore, suggeriamo di considerare due aspetti fondamentali che renderebbero la legge più equilibrata e sostenibile:
· Riduzione dei costi e legame col territorio: Suggeriamo che la legge preveda circoscrizioni di livello regionale e collegi di livello provinciale. Questa struttura è l’unica via per abbattere i costi esorbitanti delle campagne elettorali: limitando lo spazio d'azione al territorio provinciale, la competizione smette di essere una sfida tra budget milionari e torna a essere un confronto diretto tra i cittadini e i loro rappresentanti.
· Tutela del merito e riequilibrio della rappresentanza territoriale: Proponiamo che una quota del 25% dei seggi sia destinata al recupero dei candidati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze individuali nelle Regioni dove il proprio partito è meno rappresentato. Questo meccanismo garantisce due risultati fondamentali: da un lato, assicura che le eccellenze politiche non vadano disperse solo a causa della geografia elettorale; dall'altro, garantisce un reale equilibrio territoriale del Parlamento. Si evita così che intere Regioni siano rappresentate solo da una parte politica, assicurando che ogni territorio abbia i propri portavoce in ogni schieramento, premiando chi ha saputo conquistare la fiducia dei cittadini anche nelle zone più difficili.
In sintesi, il nostro ragionamento è molto semplice: Tutto si riduce al diritto fondamentale di scegliere la persona che ci deve rappresentare, perché un voto senza questa possibilità rimane un voto a metà. Vogliamo un Parlamento di persone che rispondano ai cittadini anziché alle segreterie dei partiti: finché ci verrà negato il diritto di indicare i nostri rappresentanti, la nostra unica risposta sarà l’astensione consapevole. Questa forma di protesta è l’unico modo che ci resta per denunciare con forza la limitazione della nostra sovranità e la riduzione degli spazi di democrazia. È l'estremo atto di dignità per pretendere un Parlamento che torni a rispondere davvero e soltanto al popolo, così come vuole la nostra Costituzione.
I partiti che si opporranno all'introduzione delle preferenze dovranno spiegare pubblicamente il motivo per cui vogliono questa riduzione di sovranità popolare e se ne prenderanno la piena responsabilità davanti ai propri elettori.
Se viene negato il diritto costituzionale di scelta dei propri rappresentanti, non ha senso presentarsi alle urne! Se le segreterie dei partiti hanno deciso di scegliersi da sole i membri del prossimo Parlamento, allora che se lo votino da sole.
Nota: Il volto e l'immagine sono creazioni digitali dell'intelligenza artificiale per fini illustrativi.

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Il problema
Scegliere i propri rappresentanti è il fondamento della sovranità popolare. BASTA LISTE BLOCCATE!
Senza il diritto di scelta dei propri rappresentanti, il valore del voto viene mutilato: ai cittadini è data solo la possibilità di scegliere un partito, ma non le persone che li rappresenteranno. Senza il diritto di scelta, la composizione del Parlamento non viene affidata al popolo, ma alle segreterie dei partiti, per i quali è più comodo avere un esercito di "yesman" invece che persone di valore che godano di un reale consenso sul proprio territorio.
La Costituzione garantisce un voto libero e diretto. Quando l'elettore si trova di fronte a liste bloccate, decise nelle stanze del potere, il legame di fiducia si spezza: l’eletto cessa di rispondere ai propri elettori per rispondere esclusivamente a coloro che lo hanno nominato.
Per far fronte alle critiche spesso rivolte al sistema delle preferenze: Per evitare che la scelta della persona diventi un ostacolo anziché un valore, suggeriamo di considerare due aspetti fondamentali che renderebbero la legge più equilibrata e sostenibile:
· Riduzione dei costi e legame col territorio: Suggeriamo che la legge preveda circoscrizioni di livello regionale e collegi di livello provinciale. Questa struttura è l’unica via per abbattere i costi esorbitanti delle campagne elettorali: limitando lo spazio d'azione al territorio provinciale, la competizione smette di essere una sfida tra budget milionari e torna a essere un confronto diretto tra i cittadini e i loro rappresentanti.
· Tutela del merito e riequilibrio della rappresentanza territoriale: Proponiamo che una quota del 25% dei seggi sia destinata al recupero dei candidati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze individuali nelle Regioni dove il proprio partito è meno rappresentato. Questo meccanismo garantisce due risultati fondamentali: da un lato, assicura che le eccellenze politiche non vadano disperse solo a causa della geografia elettorale; dall'altro, garantisce un reale equilibrio territoriale del Parlamento. Si evita così che intere Regioni siano rappresentate solo da una parte politica, assicurando che ogni territorio abbia i propri portavoce in ogni schieramento, premiando chi ha saputo conquistare la fiducia dei cittadini anche nelle zone più difficili.
In sintesi, il nostro ragionamento è molto semplice: Tutto si riduce al diritto fondamentale di scegliere la persona che ci deve rappresentare, perché un voto senza questa possibilità rimane un voto a metà. Vogliamo un Parlamento di persone che rispondano ai cittadini anziché alle segreterie dei partiti: finché ci verrà negato il diritto di indicare i nostri rappresentanti, la nostra unica risposta sarà l’astensione consapevole. Questa forma di protesta è l’unico modo che ci resta per denunciare con forza la limitazione della nostra sovranità e la riduzione degli spazi di democrazia. È l'estremo atto di dignità per pretendere un Parlamento che torni a rispondere davvero e soltanto al popolo, così come vuole la nostra Costituzione.
I partiti che si opporranno all'introduzione delle preferenze dovranno spiegare pubblicamente il motivo per cui vogliono questa riduzione di sovranità popolare e se ne prenderanno la piena responsabilità davanti ai propri elettori.
Se viene negato il diritto costituzionale di scelta dei propri rappresentanti, non ha senso presentarsi alle urne! Se le segreterie dei partiti hanno deciso di scegliersi da sole i membri del prossimo Parlamento, allora che se lo votino da sole.
Nota: Il volto e l'immagine sono creazioni digitali dell'intelligenza artificiale per fini illustrativi.

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Petizione creata in data 11 maggio 2026