Senza lo sci di fondo, Cortina perde una parte della sua anima

Firmatari recenti
irene ciardiello e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Lo sci di fondo a Cortina d’Ampezzo non è solo uno sport: è una tradizione radicata da oltre 50 anni, un patrimonio sociale, turistico ed economico che ha contribuito in modo significativo all’identità del territorio.

Fin dal 1971, e con la nascita nel 1974 della prima Scuola di Sci di Fondo, la località di Fiames è diventata un punto di riferimento per questa disciplina, accogliendo generazioni di appassionati, famiglie, bambini e professionisti.
Le piste hanno sempre funzionato in sicurezza, senza incidenti rilevanti e senza modifiche sostanziali del territorio.

 
Una chiusura incomprensibile e dannosa

Oggi, le piste turistiche di Fiames risultano chiuse non per mancanza di neve, ma per vincoli normativi mai spiegati in modo chiaro e trasparente.

Questa decisione appare ancora più contraddittoria se si considera che le stesse piste sono state recentemente promosse attraverso i canali ufficiali di comunicazione turistica.
Molti visitatori, attratti da questa offerta, sono arrivati a Cortina senza poter praticare lo sci di fondo, generando delusione, disservizi e un danno concreto all’immagine della località.

 
Le conseguenze sul territorio

La chiusura delle piste sta producendo effetti negativi immediati:

riduce l’offerta turistica invernale di Cortina 
penalizza maestri di sci, noleggiatori e operatori locali 
indebolisce l’attrattività della destinazione rispetto ad altre località alpine 
mette a rischio una tradizione sportiva accessibile e sostenibile 
 
Una contraddizione evidente

Interventi recenti nella stessa area, come la realizzazione del Villaggio Olimpico, dimostrano che – quando c’è volontà – è possibile affrontare e superare vincoli tecnici e normativi.

Inoltre, è noto che nel periodo invernale, con il terreno gelato e coperto dal manto nevoso, fenomeni come colate detritiche o esondazioni sono estremamente improbabili.
I rischi tipici della stagione, come le valanghe, sono sempre stati gestiti in modo efficace con chiusure temporanee e controllate delle piste.

 
CHIEDIAMO

Alle Autorità competenti e al Comune di Cortina d’Ampezzo di:

riaprire con urgenza tutte le piste di sci di fondo di Fiames 
tutelare il valore sportivo, sociale ed economico dello sci di fondo 
adottare soluzioni concrete (incluse eventuali deroghe stagionali) per assicurare la continuità dell’attività 
rispettare gli impegni presi negli anni verso cittadini, operatori e turisti 
 
FIRMA ANCHE TU

Per difendere una tradizione storica, sostenere l’economia locale e permettere a tutti di continuare a vivere lo sci di fondo nella straordinaria natura di Fiames.

 

avatar of the starter
Sergio MaioniPromotore della petizione

1087

Firmatari recenti
irene ciardiello e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Lo sci di fondo a Cortina d’Ampezzo non è solo uno sport: è una tradizione radicata da oltre 50 anni, un patrimonio sociale, turistico ed economico che ha contribuito in modo significativo all’identità del territorio.

Fin dal 1971, e con la nascita nel 1974 della prima Scuola di Sci di Fondo, la località di Fiames è diventata un punto di riferimento per questa disciplina, accogliendo generazioni di appassionati, famiglie, bambini e professionisti.
Le piste hanno sempre funzionato in sicurezza, senza incidenti rilevanti e senza modifiche sostanziali del territorio.

 
Una chiusura incomprensibile e dannosa

Oggi, le piste turistiche di Fiames risultano chiuse non per mancanza di neve, ma per vincoli normativi mai spiegati in modo chiaro e trasparente.

Questa decisione appare ancora più contraddittoria se si considera che le stesse piste sono state recentemente promosse attraverso i canali ufficiali di comunicazione turistica.
Molti visitatori, attratti da questa offerta, sono arrivati a Cortina senza poter praticare lo sci di fondo, generando delusione, disservizi e un danno concreto all’immagine della località.

 
Le conseguenze sul territorio

La chiusura delle piste sta producendo effetti negativi immediati:

riduce l’offerta turistica invernale di Cortina 
penalizza maestri di sci, noleggiatori e operatori locali 
indebolisce l’attrattività della destinazione rispetto ad altre località alpine 
mette a rischio una tradizione sportiva accessibile e sostenibile 
 
Una contraddizione evidente

Interventi recenti nella stessa area, come la realizzazione del Villaggio Olimpico, dimostrano che – quando c’è volontà – è possibile affrontare e superare vincoli tecnici e normativi.

Inoltre, è noto che nel periodo invernale, con il terreno gelato e coperto dal manto nevoso, fenomeni come colate detritiche o esondazioni sono estremamente improbabili.
I rischi tipici della stagione, come le valanghe, sono sempre stati gestiti in modo efficace con chiusure temporanee e controllate delle piste.

 
CHIEDIAMO

Alle Autorità competenti e al Comune di Cortina d’Ampezzo di:

riaprire con urgenza tutte le piste di sci di fondo di Fiames 
tutelare il valore sportivo, sociale ed economico dello sci di fondo 
adottare soluzioni concrete (incluse eventuali deroghe stagionali) per assicurare la continuità dell’attività 
rispettare gli impegni presi negli anni verso cittadini, operatori e turisti 
 
FIRMA ANCHE TU

Per difendere una tradizione storica, sostenere l’economia locale e permettere a tutti di continuare a vivere lo sci di fondo nella straordinaria natura di Fiames.

 

avatar of the starter
Sergio MaioniPromotore della petizione

Voci dei sostenitori

Aggiornamenti sulla petizione

Condividi questa petizione

Petizione creata in data 15 aprile 2026