NO al bavaglio dell'informazione on-line ! NO al DDL gambaro !

Il problema

Il DDL “Gambaro”, presentato in Senato il 7 febbraio 2017 e firmato trasversalmente da senatori di quasi tutte le forze politiche, rischia di minare seriamente il principio libertario alla base di Internet nel nostro Paese, trascinandoci ancora più a fondo nelle classifiche sulla libertà di espressione.

Le “Disposizioni per prevenire la manipolazione dell’informazione online, garantire la trasparenza sul web e incentivare l’alfabetizzazione mediatica“ rappresentano la volontà di parte del Senato di “cercare di impedire abusi, garantire il pluralismo e, soprattutto, tutelare i cittadini a cui i media si indirizzano“, pena multe salatissime fino a 10.000€.

Al che, pensandoci bene, la domanda madre è sempre la stessa: chi stabilisce il grado di tollerabilità della manipolazione di una notizia o di una fonte di informazione ? Perché ogni fatto, ogni atto, ogni evento o documento, se narrato, può essere letto ed interpretato secondo molte sfaccettature: alcune, secondo il DDL, sono legittime, altre -probabilmente più scomode all’establishment- no.

Quale è la discriminante tra informazione e disinformazione ? Chi decide quali opinioni rischiano di apparire fatti conclamati ? Chi decide quali sono gli atti volti a miniare il regolare svolgimento dei processi democratici ?

E’ evidente che siamo davanti ad un vero e proprio, ennesimo, tentativo di imbavagliare il diritto alla libertà di espressione, garantito costituzionalmente dall’art. 21, in nome di presunte “limitazioni della libertà“. Ma, soprattutto, a far tacere le voci critiche (e sgradite) nei confronti di personalità politiche ed a bandire la libera espressione delle proprie opinioni, seppur sbagliate o comunque tendenziose.

La tua FIRMA per dire NO a questo Disegno di Legge

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Michele PinassiPromotore della petizione
Questa petizione aveva 603 sostenitori

Il problema

Il DDL “Gambaro”, presentato in Senato il 7 febbraio 2017 e firmato trasversalmente da senatori di quasi tutte le forze politiche, rischia di minare seriamente il principio libertario alla base di Internet nel nostro Paese, trascinandoci ancora più a fondo nelle classifiche sulla libertà di espressione.

Le “Disposizioni per prevenire la manipolazione dell’informazione online, garantire la trasparenza sul web e incentivare l’alfabetizzazione mediatica“ rappresentano la volontà di parte del Senato di “cercare di impedire abusi, garantire il pluralismo e, soprattutto, tutelare i cittadini a cui i media si indirizzano“, pena multe salatissime fino a 10.000€.

Al che, pensandoci bene, la domanda madre è sempre la stessa: chi stabilisce il grado di tollerabilità della manipolazione di una notizia o di una fonte di informazione ? Perché ogni fatto, ogni atto, ogni evento o documento, se narrato, può essere letto ed interpretato secondo molte sfaccettature: alcune, secondo il DDL, sono legittime, altre -probabilmente più scomode all’establishment- no.

Quale è la discriminante tra informazione e disinformazione ? Chi decide quali opinioni rischiano di apparire fatti conclamati ? Chi decide quali sono gli atti volti a miniare il regolare svolgimento dei processi democratici ?

E’ evidente che siamo davanti ad un vero e proprio, ennesimo, tentativo di imbavagliare il diritto alla libertà di espressione, garantito costituzionalmente dall’art. 21, in nome di presunte “limitazioni della libertà“. Ma, soprattutto, a far tacere le voci critiche (e sgradite) nei confronti di personalità politiche ed a bandire la libera espressione delle proprie opinioni, seppur sbagliate o comunque tendenziose.

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Michele PinassiPromotore della petizione

I decisori

Senatrice Adele Gambaro
Senatrice Adele Gambaro
Senato della Repubblica Italiana
Francescomaria Giro
Francescomaria Giro
Senato della Repubblica Italiana
Camilla Fabbri
Camilla Fabbri
Senato della Repubblica Italiana
Fabiola Anitori
Fabiola Anitori
Senato della Repubblica Italiana
Lucio Barani
Lucio Barani
Senato della Repubblica Italiana

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Petizione creata in data 17 febbraio 2017