
Se non può raccontare, dobbiamo poter verificare!
Il problema
SE NON PUÒ RACCONTARE, DOBBIAMO POTER VERIFICARE
Un bambino autistico, con difficoltà comunicative, secondo quanto denunciato in una vicenda che ha riacceso l’attenzione pubblica, sarebbe stato picchiato e maltrattato proprio nel luogo in cui avrebbe dovuto essere protetto: la scuola.
Ma questa vicenda solleva una domanda che riguarda tutti noi:
COME SI PROTEGGE UN BAMBINO CHE NON PUÒ RACCONTARE CIÒ CHE GLI È ACCADUTO?
Se un bambino torna a casa e non riesce a dire “mi hanno fatto del male”, come può un genitore sapere cosa è realmente successo?
Dobbiamo semplicemente fidarci delle versioni dei presenti?
Oppure dobbiamo avere strumenti che, quando viene segnalato un fatto grave, permettano di accertare la verità?
Io sono il papà di Lorenzo, un bambino autistico.
E per questo non posso considerare questa vicenda semplicemente “la storia di qualcun altro”.
Domani potrebbe riguardare mio figlio. Potrebbe riguardare tuo figlio.
Per questo chiediamo al Parlamento italiano di intervenire con una legge che disciplini in modo chiaro e rigoroso la videosorveglianza nelle scuole, con particolare attenzione ai minori vulnerabili e ai bambini con difficoltà comunicative.
Non chiediamo di controllare continuamente gli insegnanti.
Non chiediamo di violare la privacy.
Chiediamo regole precise, controlli rigorosi e procedure chiare per poter utilizzare le immagini esclusivamente nei casi previsti dalla legge e davanti a situazioni gravi.
Le telecamere possono proteggere i bambini.
Ma possono proteggere anche insegnanti, educatori e collaboratori scolastici innocenti da accuse ingiuste.
Perché una registrazione non ha amici e non ha nemici.
Mostra ciò che è accaduto.
Vogliamo una legge che garantisca:
tutela dei bambini più vulnerabili;
privacy e dignità di tutti;
accesso alle immagini solo nei casi e con le modalità previste dalla legge;
conservazione e cancellazione regolamentate;
tutela dei lavoratori;
strumenti concreti per accertare rapidamente eventuali maltrattamenti.
Questa non è una battaglia contro gli insegnanti.
È una battaglia per i bambini, per le famiglie e anche per tutti quei professionisti che ogni giorno svolgono correttamente il proprio lavoro.
Perché quando un bambino non può raccontare, non possiamo permetterci che la verità dipenda soltanto da chi era presente.
SE NON PUÒ RACCONTARE, DOBBIAMO POTER VERIFICARE.
Firma la petizione e condividila.
Più persone la firmeranno, più forte sarà la richiesta di intervenire rivolta alle istituzioni.

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Il problema
SE NON PUÒ RACCONTARE, DOBBIAMO POTER VERIFICARE
Un bambino autistico, con difficoltà comunicative, secondo quanto denunciato in una vicenda che ha riacceso l’attenzione pubblica, sarebbe stato picchiato e maltrattato proprio nel luogo in cui avrebbe dovuto essere protetto: la scuola.
Ma questa vicenda solleva una domanda che riguarda tutti noi:
COME SI PROTEGGE UN BAMBINO CHE NON PUÒ RACCONTARE CIÒ CHE GLI È ACCADUTO?
Se un bambino torna a casa e non riesce a dire “mi hanno fatto del male”, come può un genitore sapere cosa è realmente successo?
Dobbiamo semplicemente fidarci delle versioni dei presenti?
Oppure dobbiamo avere strumenti che, quando viene segnalato un fatto grave, permettano di accertare la verità?
Io sono il papà di Lorenzo, un bambino autistico.
E per questo non posso considerare questa vicenda semplicemente “la storia di qualcun altro”.
Domani potrebbe riguardare mio figlio. Potrebbe riguardare tuo figlio.
Per questo chiediamo al Parlamento italiano di intervenire con una legge che disciplini in modo chiaro e rigoroso la videosorveglianza nelle scuole, con particolare attenzione ai minori vulnerabili e ai bambini con difficoltà comunicative.
Non chiediamo di controllare continuamente gli insegnanti.
Non chiediamo di violare la privacy.
Chiediamo regole precise, controlli rigorosi e procedure chiare per poter utilizzare le immagini esclusivamente nei casi previsti dalla legge e davanti a situazioni gravi.
Le telecamere possono proteggere i bambini.
Ma possono proteggere anche insegnanti, educatori e collaboratori scolastici innocenti da accuse ingiuste.
Perché una registrazione non ha amici e non ha nemici.
Mostra ciò che è accaduto.
Vogliamo una legge che garantisca:
tutela dei bambini più vulnerabili;
privacy e dignità di tutti;
accesso alle immagini solo nei casi e con le modalità previste dalla legge;
conservazione e cancellazione regolamentate;
tutela dei lavoratori;
strumenti concreti per accertare rapidamente eventuali maltrattamenti.
Questa non è una battaglia contro gli insegnanti.
È una battaglia per i bambini, per le famiglie e anche per tutti quei professionisti che ogni giorno svolgono correttamente il proprio lavoro.
Perché quando un bambino non può raccontare, non possiamo permetterci che la verità dipenda soltanto da chi era presente.
SE NON PUÒ RACCONTARE, DOBBIAMO POTER VERIFICARE.
Firma la petizione e condividila.
Più persone la firmeranno, più forte sarà la richiesta di intervenire rivolta alle istituzioni.

I decisori

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Petizione creata in data 4 settembre 2026