Scuole chiuse per allerta meteo/emergenza: NON LASCIATE SOLI I GENITORI CHE LAVORANO!

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Raggiungiamo 500 firme!
Le petizioni con più di 1.000 sostenitori hanno 5 volte più possibilità di vincere!

Il problema

Chiediamo allo Stato una tutela specifica per le famiglie quando scuole e servizi educativi vengono chiusi improvvisamente per motivi di sicurezza.

Quando, a seguito di un'allerta meteo o di un'emergenza, un Comune dispone la chiusura delle scuole e dei servizi educativi, lo fa nell'interesse della sicurezza dei bambini, dei ragazzi, del personale e dell'intera comunità.

Questa petizione non intende mettere in discussione tali decisioni, né il principio di precauzione sul quale si fondano.

Vogliamo invece porre l'attenzione su ciò che accade immediatamente dopo quella decisione.

Per migliaia di famiglie, infatti, alla comunicazione della chiusura segue inevitabilmente una domanda:

“Domani devo andare a lavorare. Mio figlio dove lo lascio?”

Questa situazione mette in difficoltà centinaia di migliaia di famiglie italiane. Secondo dati Istat, in Italia ci sono oltre 8 milioni di famiglie con figli minori di 15 anni. Considerando le oltre 1.000 chiusure scolastiche straordinarie registrate solo nel 2022 per condizioni meteo avverse, si capisce l’urgenza di adottare misure più concrete che proteggano non soltanto gli studenti, ma anche le famiglie.

UN'EMERGENZA PUBBLICA NON PUÒ DIVENTARE UN PROBLEMA PRIVATO DELLE FAMIGLIE

Le famiglie organizzano la propria vita lavorativa anche sulla base del calendario scolastico e, durante i periodi di sospensione delle lezioni, ricorrono spesso a servizi educativi e campi estivi a pagamento proprio perché entrambi i genitori devono lavorare.

Una chiusura straordinaria, talvolta comunicata soltanto nel pomeriggio o in tarda serata per il giorno successivo, può far saltare completamente questa organizzazione.

Da quel momento inizia una corsa contro il tempo.

Bisogna cercare un nonno, un parente o qualcuno disponibile a occuparsi del bambino; chiedere improvvisamente ferie o permessi; modificare un turno di lavoro; rinunciare a una giornata lavorativa o trovare, in poche ore, una soluzione alternativa.

Ma non tutti hanno una rete familiare disponibile.

Non tutti possono lavorare da casa.

Non tutti possono ottenere ferie con poche ore di preavviso.

Non tutti hanno un datore di lavoro in grado di riorganizzare turni e presenze dall'oggi al domani.

E per un genitore solo, per una famiglia senza nonni vicini o per chi svolge un lavoro precario o difficilmente sostituibile, il problema può diventare ancora più grave.

C'È ANCHE UN PARADOSSO

Se scuole e servizi vengono chiusi perché le condizioni meteorologiche possono rendere pericolosi gli spostamenti, un genitore che deve comunque presentarsi sul posto di lavoro può trovarsi costretto proprio durante l'allerta a prendere l'auto per accompagnare il proprio figlio da un nonno, da un parente o da qualcuno che possa occuparsene.

La tutela della sicurezza dei minori dovrebbe invece essere accompagnata da strumenti che consentano realmente alle famiglie di rispettare le indicazioni delle autorità.

Se chiediamo a un bambino di rimanere a casa per la sua sicurezza, dobbiamo mettere almeno uno dei suoi genitori nelle condizioni di potersi occupare di lui.

UN PROBLEMA DESTINATO A DIVENTARE SEMPRE PIÙ FREQUENTE

Queste situazioni non possono più essere considerate esclusivamente eventi eccezionali.

Il cambiamento climatico e l'aumento della frequenza e dell'intensità di alcuni fenomeni meteorologici stanno imponendo alle nostre comunità di adattarsi a una nuova realtà.

Le chiusure precauzionali potranno quindi diventare sempre più frequenti.

A queste giornate si aggiungono tutte le altre difficoltà organizzative che le famiglie già affrontano durante l'anno scolastico, comprese le giornate interessate dagli scioperi dei servizi scolastici.

Il risultato è che, anno dopo anno, una parte sempre maggiore dell'organizzazione necessaria a garantire contemporaneamente la cura dei figli e la continuità lavorativa viene lasciata esclusivamente sulle spalle delle famiglie.

E mentre il nostro sistema di protezione civile si sta necessariamente adattando a eventi meteorologici più frequenti e complessi, anche il sistema di protezione sociale e del lavoro deve evolversi.

OGGI MANCA UNA TUTELA SPECIFICA

Quando la scuola viene chiusa improvvisamente con un provvedimento dell'autorità, il genitore lavoratore non dispone automaticamente di uno strumento specificamente pensato per affrontare quella situazione.

Nella maggior parte dei casi deve ricorrere alle proprie ferie, utilizzare permessi previsti per altre esigenze, chiedere una modifica del turno, rinunciare alla retribuzione oppure affidarsi alla disponibilità di parenti e conoscenti.

Ma le ferie servono al recupero psicofisico del lavoratore e alla vita familiare.

Non dovrebbero diventare il principale ammortizzatore sociale delle emergenze climatiche.

Per questo riteniamo che sia arrivato il momento di affrontare il problema a livello nazionale.

COSA CHIEDIAMO AL GOVERNO E AL PARLAMENTO

Chiediamo al Governo e al Parlamento di valutare l'introduzione di una tutela nazionale specifica per i genitori lavoratori in caso di chiusura straordinaria di scuole, asili nido e servizi educativi pubblici e privati disposta dalle autorità competenti per allerte meteorologiche, calamità o altre situazioni di emergenza.

Non pretendiamo di stabilire con una petizione quale debba essere la soluzione tecnica definitiva.

Chiediamo però che quella soluzione venga studiata.

Tra le misure che potrebbero essere valutate proponiamo:

l'introduzione di un “Permesso Emergenza Scuola”, utilizzabile quando la chiusura viene disposta ufficialmente dall'autorità competente;
un numero determinato di giornate o ore annuali di permesso straordinario;
un congedo specifico, distinto dalle ferie e dai normali permessi del lavoratore;
la possibilità, quando la mansione lo consente, di ricorrere temporaneamente al lavoro agile per la durata della chiusura;
forme di tutela equivalenti per tutti quei lavoratori che, per la natura della propria attività, non possono lavorare da remoto;
l'applicazione della tutela alle famiglie con figli che frequentano scuole pubbliche e paritarie, asili nido e servizi educativi pubblici e privati;
la valutazione di strumenti analoghi, nei periodi di sospensione scolastica, in caso di chiusura per emergenza dei centri e campi estivi regolarmente organizzati.
UN “PERMESSO EMERGENZA SCUOLA” SOSTENUTO ANCHE ATTRAVERSO L'INPS

Riteniamo fondamentale che l'introduzione di una tutela di questo tipo non si trasformi semplicemente in un nuovo costo interamente a carico dei datori di lavoro.

Il problema riguarda l'intera collettività e necessita quindi di una soluzione equilibrata che tuteli contemporaneamente famiglie, lavoratori e imprese.

Per questo chiediamo al legislatore di valutare la possibilità che il “Permesso Emergenza Scuola” sia accompagnato da un'indennità economica erogata o sostenuta, totalmente o parzialmente, attraverso l'INPS, oppure finanziata mediante uno specifico fondo pubblico nazionale.

Le modalità, i limiti di età dei figli, il numero massimo di giornate riconoscibili, la percentuale di retribuzione coperta e gli eventuali criteri di accesso dovrebbero naturalmente essere definiti dal legislatore valutandone la sostenibilità economica.

Ma riteniamo importante affermare un principio:

se l'assenza dal lavoro del genitore deriva direttamente da un provvedimento adottato da un'autorità pubblica nell'interesse della sicurezza collettiva, il relativo costo sociale non può essere lasciato esclusivamente alla famiglia o al datore di lavoro.

Una parte di quel rischio deve poter essere assorbita dal nostro sistema di protezione sociale.

POCA BUROCRAZIA, PERCHÉ L'EMERGENZA È GIÀ DOCUMENTATA

Una misura di questo tipo potrebbe inoltre essere semplice da certificare.

Quando la chiusura viene disposta con ordinanza o altro provvedimento ufficiale dell'autorità competente, quello stesso provvedimento potrebbe costituire il presupposto per accedere alla tutela, evitando a famiglie, aziende e amministrazioni inutili procedure burocratiche.

La misura dovrebbe essere utilizzabile soltanto nei giorni e nei territori interessati dal provvedimento e, naturalmente, secondo condizioni definite dalla legge.

In questo modo sarebbe possibile creare una tutela mirata alle vere situazioni di emergenza, evitando utilizzi impropri.

NON CHIEDIAMO UN PRIVILEGIO

Non chiediamo giorni di ferie aggiuntivi indiscriminati.

Non chiediamo che i datori di lavoro sostengano da soli il costo delle emergenze.

Non chiediamo di mettere in discussione le ordinanze dei Sindaci o delle altre autorità competenti.

Non chiediamo che una valutazione sulla sicurezza venga condizionata dalle esigenze lavorative delle famiglie.

Chiediamo esattamente il contrario: che le autorità possano continuare ad adottare tutte le misure necessarie per la sicurezza senza che una famiglia debba trovarsi a scegliere, il giorno successivo, tra proteggere un figlio e andare a lavorare.

ADATTARSI AL CAMBIAMENTO CLIMATICO SIGNIFICA ANCHE ADATTARE IL NOSTRO WELFARE

Quando parliamo di adattamento al cambiamento climatico pensiamo giustamente alla messa in sicurezza del territorio, alla prevenzione, alle infrastrutture, ai sistemi di allerta e alla Protezione Civile.

Ma esiste anche un'altra forma di adattamento.

Quella della nostra vita quotidiana.

Delle scuole.

Del lavoro.

Delle famiglie.

Del sistema di welfare.

Se eventi che un tempo consideravamo straordinari diventano più frequenti, non possiamo continuare ad affrontarne le conseguenze sociali con strumenti pensati per un mondo nel quale quelle emergenze erano eccezioni.

Serve una risposta strutturale.

CHIEDIAMO L'APERTURA DI UN CONFRONTO NAZIONALE

Con questa raccolta firme chiediamo quindi al Governo, al Parlamento e alle istituzioni competenti di aprire un confronto con INPS, Regioni, Comuni, parti sociali, rappresentanti dei lavoratori, delle imprese e delle famiglie per studiare l'introduzione di una tutela nazionale per queste situazioni.

Chiamiamolo “Permesso Emergenza Scuola”, congedo straordinario o in qualsiasi altro modo il legislatore riterrà opportuno.

Il nome non è la parte importante.

Il principio sì:

quando lo Stato, attraverso le proprie istituzioni, chiede a una famiglia di tenere un bambino a casa per proteggerlo da un'emergenza, quella famiglia non può essere lasciata completamente sola a gestirne le conseguenze lavorative ed economiche.

Proteggere i bambini significa anche mettere i loro genitori nelle condizioni di proteggerli.

FIRMA E CONDIVIDI QUESTA PETIZIONE

Se anche tu almeno una volta hai ricevuto una comunicazione con scritto:

“Domani la scuola resterà chiusa.”

e il tuo primo pensiero è stato:

“E adesso come faccio con il lavoro?”

questa richiesta riguarda anche te.

Non chiediamo meno sicurezza.

Chiediamo più tutela.

Chiediamo allo Stato di iniziare a costruire oggi gli strumenti di cui le famiglie avranno sempre più bisogno domani.

Firma la petizione e condividila. Facciamo arrivare questa proposta alle istituzioni.

 

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Tiziana TonarelliPromotore della petizione

I decisori

Giorgia Meloni
Presidente di Fratelli d'Italia
Gabriele Fava
Gabriele Fava
Presidente INPS
Marina Elvira Calderone
Marina Elvira Calderone
Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali

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