SCIOLGA IL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

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Trento 25 luglio 2019

In piena continuità con l’esecutivo precedente, l'attuale giunta provinciale trentina, presieduta dal Presidente Maurizio Fugatti, perseguita gli orsi. Lo fa con ancora più accanimento e ferocia, avendo promesso ai propri elettori meno avveduti che una volta al potere avrebbe eliminato gli orsi dal Trentino, animali preziosi per un equilibrato ecosistema e protetti da leggi nazionali e internazionali.

Il consiglio provinciale trentino si è insediato alla fine del 2018 e la nuova giunta ha avuto come priorità la persecuzione di un orso, denominato M49, un maschio di tre anni nato e vissuto libero fino al momento della cattura.

M49 è stato indicato come il responsabile della maggior parte di danni attribuibili ai plantigradi in Trentino. Sono state comunicate percentuali via via crescenti, in base all'umore del giorno del Presidente: 30%, 80%, 100%. Senza prove convincenti, all'orso M49 sono state attribuite numerose predazioni di animali da reddito.
Apprendiamo da fonti giornalistiche che si tratta, nei primi cinque mesi del 2019 di 6 (sei) animali da reddito su oltre 100.000 presenti sul territorio provinciale. A M49 sono state anche attribuite numerose intrusioni in casolari abbandonati, con conseguenti danni agli immobili: insomma una sorta di Arsenio Lupin degli orsi.

Attenzione! Attribuiti, non significa che c'è la certezza: semplicemente si suppone. Certo se non fossero danni da orso, non sarebbero indennizzati. Bisogna pure precisare che anche gli animali predati erano tecnicamente abbandonati, in altre parole non custoditi, non protetti dalle opere di prevenzione previste per impedire le predazioni da orsi che la PAT concede in comodato d'uso gratuito.

È stato anche accertato che questo mariuolo, alla vista di un essere umano fugge a zampe levate, eppure è stato classificato come pericoloso per l'uomo. Infine, per farla breve, al giovane M49 sono state attribuite il 100% delle predazioni di maiali nel 2018: 4 maiali su 6.300 capi censiti in Trentino per un totale di 1.200,00 € interamente risarciti. Insomma, il documento tecnico citato dal quotidiano online Il Dolomiti, assegna a M49 danni certi per € 13.832,07 e indennizzati per tutto il 2018. Scrivere che si tratta di una cifra ridicola è usare un eufemismo.

Poi per la serie "probabilmente è stato lui" gli sono stati attribuiti altri € 13.822,40 di danni e per la serie "è possibile che sia stato lui" altri € 3.630,82. Appare evidente anche ai più sprovveduti che non sanno più cosa inventarsi per classificare M49 come dannoso.

Per questi danneggiamenti in cifre risibili, l'orso M49 è stato dichiarato pericoloso per l'uomo e a suo carico è stato emesso un ordine di cattura per rinchiuderlo a vita in un microscopico recinto. Poiché l'orso era radiocollarato, non è stato difficile piazzare trappole a tubo nell'area da lui frequentata e catturarlo. Il Presidente Fugatti non ha impedito che l’animale soffrisse durante le operazioni di cattura e trasporto. L'orso, infatti, dopo la cattura, non è stato sedato ed è stato trasportato nella trappola tubo per diverse ore da sveglio e per strade impervie: il terrore, e le sofferenze per il povero orso sono state inimmaginabili! Il Presidente Fugatti, spalleggiato dalla giunta e dalla sua maggioranza in consiglio provinciale, ha voluto esibire ferocia contro un animale indifeso! Appare evidente il comportamento abietto!

L'orso che si trovava in montagna in zona poco antropizzata, è stato trasportato da sveglio per esibito sadismo, verso il recinto del Casteller, un centro faunistico a disposizione dei cacciatori, alle porte di Trento. Il recinto è circondato da reti elettrificate a 7.000 volt e un muro di 4 metri. Il personale incaricato del trasporto e dei maltrattamenti inflitti al povero orso, gli ha tolto il radiocollare, e dopo il rilascio, ha chiuso i cancelli e ha abbandonato la prigione senza altra vigilanza.

M49, rimasto solo, ha trovato il modo di lasciare la prigione dove carcerieri dilettanti lo avevano lasciato senza custodia. In pochi minuti il terrore e la voglia di libertà gli hanno dato la forza di riuscire a scavalcare le reti elettrificate e il muro e si è allontanato facendo perdere le proprie tracce. A dimostrazione della sua scarsa consuetudine con il pensiero scientifico, il Presidente Fugatti ha dichiarato che "proprio la fuga dimostra che l'animale è pericoloso e che la scienza è stata sconfessata"!

Naturalmente lui se fosse stato torturato e rinchiuso in un recinto, lasciato poi incustodito, sarebbe rimasto tranquillo per il resto dei suoi giorni senza tentare di fuggire o di tagliarsi le vene per la disperazione.

Bisogna evidenziare che se, dopo aver superato la recinzione, M49 invece di avviarsi verso il bosco, si fosse diretto a valle, in pochi minuti avrebbe raggiunto il centro della città di Trento. Il presidente della provincia di Trento, rilasciando un orso terrorizzato e arrabbiato, per essere stato pesantemente maltrattato, alle porte della città ha messo a rischio la sicurezza dei cittadini, mentre accusa di pericolosità un orso che non faceva che l’orso tra boschi, montagne e bestiame poco custodito.
Alla luce di questi fatti, non si può certo parlare di buona e saggia amministrazione! Appare d'obbligo richiedere lo scioglimento del consiglio provinciale che ha consentito di infliggere tutto questo dolore ingiustificato a un prezioso animale selvatico e una pessima figura mondiale alla PAT. Si rammenta che il Trentino Alto Adige/Südtirol ha il secondo posto in Italia, dopo la regione Veneto, per uso di pesticidi e valutando il rischio conseguente per la popolazione di sviluppare malattie tumorali è necessario riconsiderare il concetto di pericolosità.

I sottoscritti firmatari di questa petizione le chiedono, Presidente del Consiglio dei Ministri, di:
dichiarare la decadenza della Giunta della Provincia Autonoma di Trento;
sciogliere il Consiglio della Provincia Autonoma di Trento;
denunciare alla magistratura tutti i torturatori di M49 e i mandanti per farne dichiarare l’interdizione dai pubblici uffici.
assegnare la gestione della popolazione ursina a un organismo indipendente in cui abbiano potere decisionale esperti nazionali e internazionali di certa e sicura formazione scientifica, insieme con rappresentanti di associazioni animaliste e ambientaliste che sono portatrici di un concreto e reale interesse pubblico per il futuro di un ambiente salubre per tutti esseri umani e animali compresi.

Nel caso fosse necessario aggiornare la normativa vigente, per raggiungere i risultati richiesti, lo faccia rapidamente.

L’uso tutt’altro che virtuoso che indegni rappresentanti istituzionali trentini, stanno facendo delle prerogative dell’Autonomia Speciale getta discredito su tutti i cittadini trentini e non è ulteriormente tollerabile.

 

PETIZIONE PRECEDENTE

Read the petition in English  Lies die deutsche Petition

Trento 9 agosto 2015

Il Consiglio della Provincia Autonoma di Trento,
in seduta straordinaria, il 24 luglio scorso, ha approvato una mozione che dichiara la guerra agli orsi, chiedendo che la Giunta provinciale ottenga mano libera nella gestione degli orsi al fine di ridurne drasticamente il numero: sterilizzazione, uccisione o trasferimento.

L’orso, com’è noto, è specie particolarmente protetta da convenzioni internazionali e ne è vietata la caccia e l’uccisione per scopi diversi dall’autodifesa.

La mozione, chiedendo l’uso di ogni mezzo possibile, di fatto, chiede alla Giunta di attivarsi per conquistare la libertà di compiere azioni illegali, perché tale è l’uccisione di orsi.

La sciagurata mozione, è stata presentata da alcuni consiglieri della cosiddetta opposizione e sostenuta convintamente dalla Giunta, che mai ha attuato, in modo efficace, le azioni di informazione e formazione della popolazione e degli operatori economici, per sostenere l’accettazione sociale, alta al lancio del progetto di ripopolamento denominato Life Ursus. La Giunta, in particolare, ha accompagnato il percorso di crescita dell’ostilità contro l’orso. Non è mai intervenuta, infatti, in occasione della diffusione di notizie false sul comportamento degli orsi e sulla loro reale pericolosità. Ha lasciato, in tal modo, che montasse la paura senza intervenire per contrastarla, come sarebbe stato suo dovere.

A nulla vale osservare che negli anni si sono succedute Giunte diverse: il comportamento omissivo è stato il medesimo.

Poiché, nella discussione in aula, alcuni dei firmatari la mozione, hanno chiaramente richiesto la caccia all’orso, chiamandola “caccia di selezione” per dare una nota di nobiltà a una pratica sadica e violenta, appare chiaro che l’intento ultimo è quello di assegnare ai cacciatori il compito di regolare il numero di orsi presenti nell’arco alpino.

E’ facile immaginare che si stabilirà una quantità di orsi considerati in soprannumero e si lasceranno uccidere ai cacciatori.

Peraltro il numero di orsi uccisi da bracconieri, senza che i colpevoli siano stati ricercati, è incalcolabile.

Non la raccontano in questo modo, ovviamente, ma è ormai chiaro, a nostro avviso, che il fine ultimo di tutte le negligenze e omissioni da parte dell’ente gestore (la Provincia) è l’assegnazione di un certo numero di orsi da regalare ai cacciatori perché li possano sadicamente uccidere.

Il Consiglio Provinciale si comporta in maniera abietta, indegno di governare il Trentino.

I sottoscritti firmatari di questa petizione le chiedono, Presidente, di:

dichiarare la decadenza della Giunta della Provincia Autonoma di Trento;

sciogliere il Consiglio della Provincia Autonoma di Trento;

denunciare alla magistratura i 31 consiglieri richiedenti il regime di illegalità per farne dichiarare l’interdizione dai pubblici uffici.

assegnare la gestione della popolazione ursina a un organismo indipendente in cui abbiano potere decisionale esperti di certa e sicura formazione ed esperienza, insieme con rappresentanti di associazioni animaliste e ambientaliste che sono portatrici di un concreto e reale interesse pubblico.

Nel caso fosse necessario aggiornare la normativa vigente, per raggiungere i risultati richiesti, lo faccia rapidamente.

L’uso vergognoso che 31 indegni rappresentanti istituzionali trentini, stanno facendo delle prerogative dell’Autonomia Speciale getta discredito su tutti i cittadini e non è tollerabile.