SANITA' PUBBLICA. UN VALORE UNIVERSALE


SANITA' PUBBLICA. UN VALORE UNIVERSALE
Il problema
Siamo ad un bivio: o si trova la forza di costruire un "Patto Paese” per rilanciare le azioni per la salute delle nostre comunità o rischiamo di perdere un diritto fondamentale. Questa è una raccolta firme per difendere e sostenere il diritto alla salute, dalla prevenzione alla cura durante tutto il percorso di vita.
La sanità pubblica universalistica è uno dei pilastri più importanti del nostro Paese: cura chiunque, non in base al reddito ma in base al bisogno di salute. Ha un triplo valore: quello più importante, di tutela della salute; quello economico (per la creazione di valore aggiunto vale 127 miliardi di euro); e quello del lavoro, garantendo occupazione per circa un milione e mezzo di operatori.
È un diritto, non un privilegio: un diritto che va concretizzato giorno dopo giorno, a partire dal ringraziamento e dalla valorizzazione di tutto il personale. Una risorsa fondamentale, che attraverso la formazione universitaria ed il ruolo della ricerca contribuisce ad assicurare maggiore qualità della vita ai nostri concittadini.
Non possiamo accettare i Pronto Soccorso sotto pressione, le liste d’attesa troppo lunghe, l’indebolimento dei servizi di base e territoriali nel nostro Paese. Quando la sanità pubblica rallenta, accelerano le ingiustizie: chi può paga e si cura, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami, con il rischio di aggravare la propria situazione di salute.
La povertà ha portato oltre 5 milioni di Italiani a non curarsi (dati Istat) e questo è intollerabile.
In Emilia-Romagna la salute e la sanità sono responsabilità condivisa, e nonostante i buoni esempi (come l’accordo con i Medici di Medicina Generale, l’“Agenda Sanità” sottoscritta con le organizzazioni sindacali, l’impegno per il prossimo piano sanitario regionale, con il mantenimento dell’accoglienza per la cura dei nostri concittadini) se il governo non ci ascolta e si muove senza concertazione, senza confronto, senza una idea condivisa tutto diventa più difficile.
La verità è che senza un cambio di passo nazionale nessuna Regione può farcela da sola.
Questa raccolta firme nasce per una ragione chiara: difendere, valorizzare e rilanciare la sanità pubblica, universale e di prossimità, prima che diventi irreversibile la sua lenta erosione.
Le nostre 10 richieste, di buonsenso:
1. Più risorse stabili e adeguate: portare il finanziamento della sanità almeno al 7,5% del PIL, tenendo conto di inflazione e bisogni reali oltre al necessario riequilibrio verso parametri europei;
2. No alla riforma del Servizio Sanitario Nazionale del Governo che istituisce gli Ospedali di Terzo livello e li colloca di fatto nella giurisdizione nazionale, sottraendo programmazione e standard alla gestione regionale con il rischio concreto che salti il sistema a rete regionale e provinciale. Sarà necessaria una vera riforma del SSN, da attuare insieme alle Regioni e non contro di loro;
3. Superamento della problematica delle liste d’attesa con la presa in carico e in cura dei pazienti dando risposte ai bisogni di salute all’interno di percorsi diagnostico-terapeutici-assistenziali che dovranno avere come centralità l’appropriatezza e la nuova organizzazione territoriale (con le Case della Comunità fulcro della risposta quotidiana ai bisogni dei cittadini e la rete ospedaliera per i problemi di salute più acuti);
4. Sostegno ai Piani di Prevenzione, promozione di corretti stili di vita e campagne di screening;
5. Più personale, più tutele, più dignità: sbloccare i vincoli sulle assunzioni, valorizzare gli operatori e rendere attrattivo il lavoro nel pubblico;
6. Assicurare le reti ospedaliere territoriali tra hub e ospedali nel sistema provinciale;
7. Rete territoriale più forte socio-sanitaria: potenziare medicina di comunità, assistenza domiciliare e case della comunità per non sovraccaricare gli ospedali e i Pronto Soccorso;
8. Aumentare la cultura digitale, le connessioni territoriali per utilizzare la tecnologia per assicurare migliori servizi di rete, più integrati, per i cittadini;
9. Prevenzione e salute mentale: garantire benessere psicologico e supporto precoce, specialmente per giovani e famiglie;
10. Una sanità che non fa differenze: garantire servizi accessibili a chi vive nelle aree montane, a chi ha disabilità, a chi assiste i propri familiari. Una sanità che valorizza il mondo del volontariato e del Terzo Settore per co-progettare e costruire risposte moderne insieme per i nostri cittadini.
Perché firmare: la tua firma è una scelta di futuro!
Significa dire che la salute non può dipendere dalla ricchezza personale, chiedere che la sanità torni ad essere una priorità nazionale, difendere un'idea di Paese dove nessuno viene lasciato indietro e dove il senso dell’umanità, dell’appropriatezza e della equità possa aiutare tutti ad essere una comunità aperta accogliente e inclusiva.
Una comunità in salute.
Partito Democratico Città di Modena

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Il problema
Siamo ad un bivio: o si trova la forza di costruire un "Patto Paese” per rilanciare le azioni per la salute delle nostre comunità o rischiamo di perdere un diritto fondamentale. Questa è una raccolta firme per difendere e sostenere il diritto alla salute, dalla prevenzione alla cura durante tutto il percorso di vita.
La sanità pubblica universalistica è uno dei pilastri più importanti del nostro Paese: cura chiunque, non in base al reddito ma in base al bisogno di salute. Ha un triplo valore: quello più importante, di tutela della salute; quello economico (per la creazione di valore aggiunto vale 127 miliardi di euro); e quello del lavoro, garantendo occupazione per circa un milione e mezzo di operatori.
È un diritto, non un privilegio: un diritto che va concretizzato giorno dopo giorno, a partire dal ringraziamento e dalla valorizzazione di tutto il personale. Una risorsa fondamentale, che attraverso la formazione universitaria ed il ruolo della ricerca contribuisce ad assicurare maggiore qualità della vita ai nostri concittadini.
Non possiamo accettare i Pronto Soccorso sotto pressione, le liste d’attesa troppo lunghe, l’indebolimento dei servizi di base e territoriali nel nostro Paese. Quando la sanità pubblica rallenta, accelerano le ingiustizie: chi può paga e si cura, chi non può aspetta o rinuncia a visite ed esami, con il rischio di aggravare la propria situazione di salute.
La povertà ha portato oltre 5 milioni di Italiani a non curarsi (dati Istat) e questo è intollerabile.
In Emilia-Romagna la salute e la sanità sono responsabilità condivisa, e nonostante i buoni esempi (come l’accordo con i Medici di Medicina Generale, l’“Agenda Sanità” sottoscritta con le organizzazioni sindacali, l’impegno per il prossimo piano sanitario regionale, con il mantenimento dell’accoglienza per la cura dei nostri concittadini) se il governo non ci ascolta e si muove senza concertazione, senza confronto, senza una idea condivisa tutto diventa più difficile.
La verità è che senza un cambio di passo nazionale nessuna Regione può farcela da sola.
Questa raccolta firme nasce per una ragione chiara: difendere, valorizzare e rilanciare la sanità pubblica, universale e di prossimità, prima che diventi irreversibile la sua lenta erosione.
Le nostre 10 richieste, di buonsenso:
1. Più risorse stabili e adeguate: portare il finanziamento della sanità almeno al 7,5% del PIL, tenendo conto di inflazione e bisogni reali oltre al necessario riequilibrio verso parametri europei;
2. No alla riforma del Servizio Sanitario Nazionale del Governo che istituisce gli Ospedali di Terzo livello e li colloca di fatto nella giurisdizione nazionale, sottraendo programmazione e standard alla gestione regionale con il rischio concreto che salti il sistema a rete regionale e provinciale. Sarà necessaria una vera riforma del SSN, da attuare insieme alle Regioni e non contro di loro;
3. Superamento della problematica delle liste d’attesa con la presa in carico e in cura dei pazienti dando risposte ai bisogni di salute all’interno di percorsi diagnostico-terapeutici-assistenziali che dovranno avere come centralità l’appropriatezza e la nuova organizzazione territoriale (con le Case della Comunità fulcro della risposta quotidiana ai bisogni dei cittadini e la rete ospedaliera per i problemi di salute più acuti);
4. Sostegno ai Piani di Prevenzione, promozione di corretti stili di vita e campagne di screening;
5. Più personale, più tutele, più dignità: sbloccare i vincoli sulle assunzioni, valorizzare gli operatori e rendere attrattivo il lavoro nel pubblico;
6. Assicurare le reti ospedaliere territoriali tra hub e ospedali nel sistema provinciale;
7. Rete territoriale più forte socio-sanitaria: potenziare medicina di comunità, assistenza domiciliare e case della comunità per non sovraccaricare gli ospedali e i Pronto Soccorso;
8. Aumentare la cultura digitale, le connessioni territoriali per utilizzare la tecnologia per assicurare migliori servizi di rete, più integrati, per i cittadini;
9. Prevenzione e salute mentale: garantire benessere psicologico e supporto precoce, specialmente per giovani e famiglie;
10. Una sanità che non fa differenze: garantire servizi accessibili a chi vive nelle aree montane, a chi ha disabilità, a chi assiste i propri familiari. Una sanità che valorizza il mondo del volontariato e del Terzo Settore per co-progettare e costruire risposte moderne insieme per i nostri cittadini.
Perché firmare: la tua firma è una scelta di futuro!
Significa dire che la salute non può dipendere dalla ricchezza personale, chiedere che la sanità torni ad essere una priorità nazionale, difendere un'idea di Paese dove nessuno viene lasciato indietro e dove il senso dell’umanità, dell’appropriatezza e della equità possa aiutare tutti ad essere una comunità aperta accogliente e inclusiva.
Una comunità in salute.
Partito Democratico Città di Modena

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Petizione creata in data 6 maggio 2026