una Mobilità Sostenibile per Catania

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Recentemente 20 Associazioni catanesi hanno trasmesso al Sindaco di Catania un documento con il quale hanno voluto esortare l’amministrazione comunale ad intraprendere una serie di azioni al fine di mitigare la congestione della vita sociale di ogni giorno e migliorare sensibilmente il traffico in città e ridurre l’inquinamento atmosferico. Quanto riportato nel documento è un programma di massima per la mobilità sostenibile nonché per implementare l’utilizzo della micromobilità e del trasporto pubblico, riducendo sensibilmente il ricorso all’auto privata all’interno del perimetro storico e commerciale di Catania. È sicuramente un risultato tangibile la condivisione del testo con 20 associazioni (Associazione Esperti Promotori della Mobilita Ciclistica; Associazione Mediterranea Autobus Storici; ASD Etna Free Bike Catania; CAI Catania sezione dell’Etna; Catania in bici; CittàInsieme; Etna e Dintorni; FIAB Catania MontaInBike Sicilia A.S.D.; FIAB Etnaviva; Fridays For Future Catania; Greenways; Legambiente Catania; Lipu-BirdLife Catania; Mobilita Catania; Mobilità Sostenibile Catania; Salvaiciclisti Catania; SiciliAntica sede di Catania; Sicily Cycle Lab; Stelle e Ambiente; WWF Sicilia Nord Orientale), la qual cosa testimonia lo sforzo non indifferente per concretizzare e concertare le proposte per una città a misura d'uomo e non di automobile. 

Un momento eccezionale come quello che stiamo vivendo ha bisogno di risposte
altrettanto eccezionali e dovremo arrivare pronti all’appuntamento delle prossime settimane. Per questo proponiamo alcune sfide per la “riapertura dal lockdown”, tutte concrete e attuabili nell'arco di pochi mesi, con fabbisogni di risorse  relativamente contenuti e alcuni già disponibili. Molti sindaci di alcune grandi città italiane (da Milano a Napoli, passando per Rimini e Firenze) si stanno ponendo l’obiettivo di pianificare la riapertura, così da non arrivare impreparati alla “Fase 2”; è necessario, infatti, ricominciare in sicurezza per non aprire una seconda fase di contagio. Le relazioni tra la diffusione del coronavirus e gli alti tassi di inquinamento atmosferico sono ormai scientificamente dimostrati, pertanto è necessario aumentare la dotazione delle stazioni di monitoraggio dell’inquinamento atmosferico in città. In assenza di interventi specifici sulla mobilità è facile prevedere l’uso indiscriminato dell’automobile privata (paura del contagio), ciò potrebbe riportare al collasso il traffico della nostra città, una tra la più congestionate, con una scarsa manutenzione della rete stradale, presenza diffusa di parcheggi abusivi e con controlli delle Forze dell'Ordine purtroppo insufficienti.

E' quindi necessario ed improrogabile prendere in considerazione diverse strategie mirate alla sostenibilità ambientale e tutela della salute pubblica quali:

  • ampliare le ZTL e creare una estesa zona 30 km/h, con zone a 20 km/h più ristrette, per garantire la sicurezza dei pedoni e dei ciclisti e per rendere competitivo il trasporto pubblico e gli spostamenti non motorizzati;
  • consolidare ed incentivare il lavoro ed i servizi al cittadino da remoto sia per la Pubblica Amministrazione che per le aziende private;
  • differenziare l’orario degli uffici sia nel settore pubblico che privato, con particolare riferimento a scuole ed esercizi commerciali;
  • ampliare gli spazi riservati ai pedoni, ove i soli marciapiedi non permettano di rispettare le distanze di sicurezza interpersonali, riducendo gli spazi di sosta o restringendo al minimo le carreggiate;
  • intercettare le quote di mobilità, precedentemente assorbite dal trasporto pubblico nei parcheggi scambiatori e presso le stazioni della metropolitana, delle ferrovie e dei capolinea degli autobus extraurbani, cercando di disincentivare l’uso dell’automobile privata, offrendo una estesa “Rete di Mobilità d’Emergenza” alternativa, dedicata alle biciclette e alla micromobilità;
  • estendere l’accesso alle biciclette a tutte le corsie preferenziali del Trasporto Pubblico Locale in aggiunta alle tratte dove è già consentito;
  • consentire il trasporto della bicicletta sugli autobus in maniera gratuita, anche in virtù dei maggiori spazi disponibili in base alle norme di distanziamento anticontagio;
  • ripristinare la piena fruibilità pedonale e ciclistica dell’area portuale (compresa l’area commerciale), per collegare il centro storico con la zona balneare della Playa;
  • favorire la sosta breve nelle zone cittadine ad indice di attrattività elevata, adoperando uno schema tariffario progressivo che preveda l'incremento della tariffa crescente col trascorrere del tempo;
  • destinare almeno 1 stallo auto ogni 50 per l’installazione di una rastrelliera per la sosta gratuita delle biciclette nei parcheggi sia pubblici sia privati;
  • prevedere forme di incentivazione per i commercianti che intendano realizzare rastrelliere per bici nello spazio dedicato alla sosta delle auto antistante la propria bottega;
  • riaprire la metropolitana e rendere, per la durata dell’emergenza, l’uso del trasporto pubblico gratuito o con tariffa ridotta;
  • attivare più corsie preferenziali per gli autobus;
  • preferire gli autobus urbani di tipo “corto” alle vetture di tipo “lungo” (12 ml o 10,5 ml), ove ritenuto più opportuno e applicabile;
  • istituire un servizio urbano di trasporto pubblico on demand;
  • installare rastrelliere per bici nei luoghi pubblici e incentivare le aziende pubbliche e private a creare spazi dedicati e sicuri alla sosta bici;
  • realizzare le velostazioni, ossia dei centri per il deposito custodito di biciclette, l'assistenza tecnica e l'eventuale servizio di noleggio, in prossimità dell’aeroporto, delle stazioni ferroviarie e dei parcheggi scambiatori, delle stazioni della metropolitana e della stazione marittima;
  • estendere il servizio di noleggio biciclette “BiCT” Amt, già presente nell’autorimessa R1 e in piazza Borsellino, in corrispondenza dei cinque chioschi info-point Amt e anche nelle principali piazze cittadine (ad es. piazza Abramo Lincoln, piazza Eroi d’Ungheria, piazza due Giugno, …);
  • sollecitare l’effettiva attuazione delle competenze previste dalla normativa per il mobility manager d’area, affinché tutte le aziende private e gli enti pubblici che ne hanno l’obbligo individuino, ove non l’avessero già fatto, un responsabile della mobilità aziendale e scolastica, e adottino e realizzino un concreto piano condiviso degli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola;
  • attivare una serie di azioni e trasformazioni urbane di carattere sperimentale e con un alto valore comunicativo (“urbanesimo tattico”) sull’esempio delle “Zona 30 Milano”;
  • incentivare la mobilità sostenibile e sollecitare anche per le città metropolitane la promozione dei fondi del “Programma Buoni di mobilità” previsti dal “decreto clima”.

Chiediamo quindi all'Amministrazione Comunale di Catania di accogliere le superiori proposte (già contenute nel documento trasmesso il 27 aprile u.s.), attivando urgentemente un tavolo partecipativo permanente sulla mobilità sostenibile insieme agli Enti per la mobilità metropolitana (AMT, FCE, FS, AST, …) e alle Associazioni firmatarie.