

Venezia 29 settembre 2023
Gentile Direttrice Generale dell’UNESCO
Signora Audrey Azoulay,
ricorderà che in concomitanza con la 45° sessione del Comitato Unesco, in data 11 settembre 2023 il suo ufficio ha ricevuto un appello firmato da più di quattromila cittadini di Venezia.
I firmatari esortavano Lei e il Comitato ad inserire Venezia nella lista dei patrimoni mondiali in pericolo come proposto dagli stessi commissari della sua organizzazione.
I cittadini La invitavano anche a venire a Venezia per costatare personalmente la gravità della situazione che i commissari Unesco hanno segnalato in maniera dettagliata: monocultura turistica, spopolamento, mancanza di case e servizi per i residenti, nessuna regolamentazione dei flussi turistici e del loro impatto sulla città, compromissione fisica del fragile tessuto urbano e del patrimonio artistico, inquinamento e moto ondoso, dissesto idrogeologico e ambientale.
Si tratta di criticità gravissime che si trascinano da decenni e che le amministrazioni locali non intendono affrontare intente come sono a garantirsi il consenso di coloro che dallo sfruttamento turistico ricavano enormi profitti economici.
L'inclusione di Venezia tra i patrimoni in pericolo avrebbe rappresentato un segnale inconfutabile per costoro. Confidavamo che la direzione Unesco avesse l'autorevolezza per fare valere le conclusioni dei suoi stessi commissari i quali tanto acutamente e obbiettivamente hanno analizzato il caso, come risulta dalle osservazioni sottoposte al Comitato.
Ci siamo illusi che il prestigio e la credibilità dei commissari Unesco ci aiutassero a proteggere Venezia, ma così non è stato.
Nessuna persona minimamente competente può credere che l'applicazione di un biglietto di ingresso per trenta giorni nell'arco di un anno possa influire sulla gestione dei flussi turistici in una città che accoglie trenta milioni di visitatori.
Nessun ingegnere idraulico o studioso della laguna che abbia a cuore Venezia può negare i danni provocati dall'ingresso della grandi navi in laguna e ignorare lo scempio dei progettati nuovi scavi.
Eppure l'Unesco ha preferito ignorare, abdicare al suo ruolo e compiacere governi e lobby economiche piuttosto che accogliere il grido d'aiuto della società civile che, Le ricordiamo, per statuto l'Unesco è impegnata ad ascoltare e considerare.
Come cittadini ci battiamo da anni per invertire le dissennate scelte politiche che stanno inesorabilmente conducendo la nostra città alla distruzione fisica e sociale e continueremo a farlo anche senza l'appoggio dell'Ente che Lei dirige da cinque anni.
Siamo certi che l’UNESCO ritroverà quanto prima la finalità per cui è nata, e cioè quella di proteggere siti che, come Venezia, sono in pericolo e con loro le comunità che in questi luoghi vivono.