Petition updateSalviamo Torre dell'Ovo ora!UNA TORRE CHE GUARDA AL MARE: TORRE DELL’OVO COME OSSERVATORIO MARINO E MUSEO DEL MARE – LA PROPOSTA
Andrea MeleItaly
12 Apr 2026

Dopo l’annuncio del sindaco di Maruggio riguardo una prossima riqualificazione della Torre dell’Ovo, appare opportuno esplorare le concrete possibilità che la stessa e il luogo in cui sorge offrono.

Per questa ragione abbiamo colto l’opportunità di confrontarci con la Dottoressa Greta Nembrini, biologa marina con vasta esperienza nella divulgazione scientifica marina sia nazionale che internazionale.

La dottoressa ha aperto il nostro sguardo sulle caratteristiche peculiari delle meraviglie marine che la torre osserva da sempre, e che le conferirebbero ulteriori potenziali ruoli che ben si candidano ad una funzione originale, unica ed attrattiva sul piano turistico, sociale, economico ed ambientale.

Riportiamo quindi per intero le riflessioni e le proposte formulate dalla Dott.ssa Nembrini poiché ci presentano una carta potenzialmente vincente per rendere la Torre dell’Ovo davvero unica nel panorama costiero nazionale!

Abbiamo inoltre realizzato una presentazione video del progetto su youtube, che è consultabile al link che segue: 

 Torre dell'Ovo osservatorio marino? Lo abbiamo chiesto alla Dott.ssa Greta Nembrini

Per chi volesse saperne di più sulla dottoressa, alleghiamo il link del suo Linkedin:

Dott.ssa Greta Nembrini - profilo Linkedin

“Ora che il restauro completo della Torre appare come un traguardo finalmente vicino, possiamo volgere lo sguardo al futuro e immaginare quale sarà la sua nuova vita. Nei precedenti aggiornamenti abbiamo già visto come questo luogo si presti a molteplici funzioni. La Torre, da secoli, osserva il mare: perché non farla diventare un vero e proprio osservatorio marino?

Le acque in cui si specchia la Torre ospitano due habitat tra i più preziosi e unici del Mediterraneo: la prateria di Posidonia e il coralligeno.

  • La Posidonia oceanica – spesso erroneamente scambiata per un’alga – è una pianta marina che occupa meno del 2% dei fondali mediterranei eppure rappresenta uno dei principali hotspot di biodiversità del nostro mare. Offre rifugio a oltre 350 specie, tra cui saraghi, castagnole, salpe, cavallucci marini, ma anche molti invertebrati come stelle marine, seppie e crostacei. Produce ossigeno, assorbe CO₂, crea aree nursery per i giovani pesci e protegge le nostre spiagge dall’erosione, grazie alla struttura delle sue fitte praterie e ai cumuli di foglie spiaggiate che tutti conosciamo (avete presente gli accumuli di foglie morte lungo il bagnasciuga? Forse ora vi saranno meno antipatici…).

 

  • Poco più al largo, la Torre veglia su un secondo tesoro, il coralligeno, una biocostruzione unica al mondo creata dalle alghe rosse calcaree che plasmano un ambiente tridimensionale e colorato molto simile alle scogliere coralline. Oltre alle alghe rosse, il fondale roccioso alla base del coralligeno è ricoperto anche da spugne e coralli di profondità come le gorgonie. È l’habitat più importante del Mediterraneo dopo la posidonia e si sviluppa lentissimamente: il nostro sta crescendo da circa 10.000 anni! Anche qui vivono e si riproducono innumerevoli creature marine.

In questa cornice, un museo e centro marino dentro la Torre dell’Ovo diventerebbe un punto di riferimento per attività di ricerca, tutela e ripristino della biodiversità, coinvolgendo enti, scuole, diving center, cittadini e turisti e riunendo più anime in un unico luogo:

• Museo marino e centro di educazione ambientale, con esposizioni, collezioni e attività didattiche volte all’approfondimento della biologia marina per scuole e privati

• Osservatorio per il monitoraggio della biodiversità e la tutela degli habitat locali

• Base per laboratori scientifici e collaborazioni con università, istituti di ricerca e associazioni

• Progetti di citizen science (la “scienza del cittadino”) per coinvolgere attivamente la comunità, ad esempio il restauro della prateria posidonica nelle aree danneggiate e iniziative di pulizia spiagge.

La Torre dell’Ovo rappresenterebbe così un simbolo di tutela, conoscenza e amore per il mare: un ponte tra storia e futuro, tra cultura e natura, tra cittadini e scienza.”

Il contributo della dottoressa descrive una realtà futura che può sembrarci un sogno ad occhi aperti… ma in realtà è una possibilità più concreta che mai! Non dobbiamo dimenticare che, quando questa petizione è stata lanciata nel 2017 (ben 9 anni fa!) a sembrarci un sogno erano gli interventi di difesa a mare e dei lavori di messa in sicurezza strutturale… eppure, firmando e condividendo la petizione, discutendo sui social e di persona, manifestando, dialogando con le autorità competenti, ecc. abbiamo potuto riscontrare che ognuno di noi può dare il suo piccolo contributo per rendere possibile ogni cosa! Ciò che sembrava fantasia è divenuto reale! Per questa ragione continuiamo a sostenere idee, proposte, condividiamole, facciamole conoscere, diffondiamole e sosteniamole con ogni mezzo democratico, anche e non solo con questa petizione. Ogni firma ed ogni condivisione è un passo in più che non costa nulla ma potrebbe regalarci ancora tanto. Non molliamo!

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