

Salviamo le scuole di lingua locali del Trentino
Il problema
Alla cortese attenzione del Presidente della Provincia Autonoma di Trento e della Giunta Provinciale
La Premessa
La Giunta provinciale ha stanziato 4 milioni di euro di fondi pubblici (FSE+ 2021-2027) per finanziare il "Catalogo Lingue" affidando la gestione a grandi enti e società di consulenza. Questi soggetti, spesso privi di competenze glottodidattiche specifiche, ricevono ingenti somme e delegano poi l'insegnamento al ribasso o a singoli docenti, creando una concorrenza sleale che rischia di far chiudere le micro e piccole scuole di lingua radicate sul territorio trentino.
La nostra Richiesta alla Provincia di Trento:
Chiediamo con forza una revisione radicale del sistema di assegnazione dei fondi per la formazione linguistica attraverso:
L'introduzione di un Sistema Voucher: Assegnare il finanziamento pubblico direttamente al cittadino. Il cittadino deve essere libero di spendere il proprio voucher nel centro linguistico che ritiene più virtuoso.
La tutela del tessuto economico locale: Rivedere i criteri di accreditamento provinciali, oggi talmente onerosi da escludere ingiustamente le micro-imprese del territorio a favore di colossi della consulenza.
La misurazione dell'efficacia didattica: Vincolare l'erogazione dei fondi alla reale qualità formativa, all'adeguatezza degli spazi e alla continuità dei docenti, e non solo al mero conteggio elettronico delle ore.
Perché l'attuale sistema danneggia i cittadini e il territorio:
Falsa gratuità: I corsi appaiono a costo zero per l'utente, ma sono pagati con soldi pubblici senza reali controlli sulla qualità didattica.
Logica del profitto rapido: I calendari sono rigidi e i corsi compressi in modo intensivo. Lo scopo primario sembra accelerare la rendicontazione per incassare i fondi della Provincia, non l'apprendimento.
Classi sovraffollate ed eterogenee: Gruppi da 8 fino a 15 persone uniscono livelli di conoscenza diversi, compromettendo l'efficacia delle lezioni.
Assenza di continuità: Esauriti i fondi pubblici, i corsi spariscono (come già accaduto nel post-Covid), lasciando gli utenti senza un percorso formativo stabile.
Il valore e la crisi delle Piccole Scuole Locali:
Mentre i grandi enti accreditati usano il denaro pubblico per logiche puramente numeriche, le nostre scuole sul territorio offrono da sempre servizi ad alto valore aggiunto che rischiano l'estinzione:
Programmi strutturati per ogni fascia d’età, dai bambini agli adulti.
Standard certificati, come i centri d'esame ufficiali Trinity College.
Flessibilità e personalizzazione, con percorsi individuali, di gruppo, in presenza o online; orari flessibili per chi ha problemi di lavoro o altro; contenuti fatti su misura
Inclusione reale, con percorsi dedicati a studenti con difficoltà di apprendimento (DSA/BES) che richiedono attenzioni specifiche non garantite dai grandi corsi di massa.
:
Firma anche tu per difendere la qualità della formazione e le imprese del nostro territorio!

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Il problema
Alla cortese attenzione del Presidente della Provincia Autonoma di Trento e della Giunta Provinciale
La Premessa
La Giunta provinciale ha stanziato 4 milioni di euro di fondi pubblici (FSE+ 2021-2027) per finanziare il "Catalogo Lingue" affidando la gestione a grandi enti e società di consulenza. Questi soggetti, spesso privi di competenze glottodidattiche specifiche, ricevono ingenti somme e delegano poi l'insegnamento al ribasso o a singoli docenti, creando una concorrenza sleale che rischia di far chiudere le micro e piccole scuole di lingua radicate sul territorio trentino.
La nostra Richiesta alla Provincia di Trento:
Chiediamo con forza una revisione radicale del sistema di assegnazione dei fondi per la formazione linguistica attraverso:
L'introduzione di un Sistema Voucher: Assegnare il finanziamento pubblico direttamente al cittadino. Il cittadino deve essere libero di spendere il proprio voucher nel centro linguistico che ritiene più virtuoso.
La tutela del tessuto economico locale: Rivedere i criteri di accreditamento provinciali, oggi talmente onerosi da escludere ingiustamente le micro-imprese del territorio a favore di colossi della consulenza.
La misurazione dell'efficacia didattica: Vincolare l'erogazione dei fondi alla reale qualità formativa, all'adeguatezza degli spazi e alla continuità dei docenti, e non solo al mero conteggio elettronico delle ore.
Perché l'attuale sistema danneggia i cittadini e il territorio:
Falsa gratuità: I corsi appaiono a costo zero per l'utente, ma sono pagati con soldi pubblici senza reali controlli sulla qualità didattica.
Logica del profitto rapido: I calendari sono rigidi e i corsi compressi in modo intensivo. Lo scopo primario sembra accelerare la rendicontazione per incassare i fondi della Provincia, non l'apprendimento.
Classi sovraffollate ed eterogenee: Gruppi da 8 fino a 15 persone uniscono livelli di conoscenza diversi, compromettendo l'efficacia delle lezioni.
Assenza di continuità: Esauriti i fondi pubblici, i corsi spariscono (come già accaduto nel post-Covid), lasciando gli utenti senza un percorso formativo stabile.
Il valore e la crisi delle Piccole Scuole Locali:
Mentre i grandi enti accreditati usano il denaro pubblico per logiche puramente numeriche, le nostre scuole sul territorio offrono da sempre servizi ad alto valore aggiunto che rischiano l'estinzione:
Programmi strutturati per ogni fascia d’età, dai bambini agli adulti.
Standard certificati, come i centri d'esame ufficiali Trinity College.
Flessibilità e personalizzazione, con percorsi individuali, di gruppo, in presenza o online; orari flessibili per chi ha problemi di lavoro o altro; contenuti fatti su misura
Inclusione reale, con percorsi dedicati a studenti con difficoltà di apprendimento (DSA/BES) che richiedono attenzioni specifiche non garantite dai grandi corsi di massa.
:
Firma anche tu per difendere la qualità della formazione e le imprese del nostro territorio!

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Petizione creata in data 27 agosto 2026