SALVIAMO LE GITE e i viaggi d'istruzione dopo 4 anni di pandemia e burocrazia!

Il problema

Evviva, ce l'abbiamo quasi fatta! Il primo round è nostro: l'agenzia Nazionale Anti-Corruzione ANAC ha concesso la moratoria (=la proroga fino al 30 settembre 2024). È una vittoria a metà, perché ormai i costi sono diventati proibitivi per troppe famiglie e in molti casi bisognerà ripiegare su mete più a portata di mano e di portafoglio. 

Adesso dobbiamo ottenere che:

1) venga rimosso l'obbligo per le scuole di sottostare alla lunghissima procedura MEPA (minimo 35 giorni, durante i quali i costi continuano a salire e alla fine i preventivi presentati non valgono più, innescando il processo a catena che abbiamo visto capace di travolgere tutto);

2) venga riconosciuta un'indennità di missione al personale della scuola;

3) i Consigli d'Istituto regolamentino la partecipazione ai viaggi d'istruzione di personale ATA e genitori, regolarmente coperti dall'assicurazione, in modo da alleviare la responsabilità del personale docente. 

"Mi ritrovo a 16 anni a non aver mai fatto un uscita didattica di più di un giorno" ha dichiarato sconsolato Emanuele. E non è il solo. 
Lo scorso anno uno studente su due non è partito e tra i motivi principali c’erano la spesa eccessiva e il rifiuto dei professori di assumersi la responsabilità di accompagnare la classe.

Quest’anno i problemi sono addirittura aumentati, con l’obbligo per le scuole di divenire stazioni appaltanti qualificate se solo superavano la soglia dei 140.000,00 euro per i viaggi d’istruzione (soglia di per sé non bassa, ma inadeguata per i viaggi d’istruzione), la mancata formazione delle segreterie scolastiche e i molti disservizi della piattaforma MePA. Così i tempi si sono allungati a dismisura, nel frattempo i costi sono lievitati al di là delle possibilità di molte famiglie e nell’incertezza – economica e organizzativa- tanti viaggi già programmati non verranno effettuati.

Ciò su cui chiediamo di intervenire è quello che è stato autorevolmente definito un “impatto tellurico” per le scuole, ossia l’obbligo di divenire stazioni appaltanti qualificate, almeno per quanto riguarda i viaggi d’istruzione, o comunque di rimuovere l'obbligo di utilizzare il Mercato elettronico limitatamente a gite e viaggi d'istruzione. Ecco ciò che hanno riferito tanti rappresentanti di classe e d'istituto all'Associazione genitori AGe Toscana tramite il gruppo Facebook di consulenza gratuita "Genitori nella scuola", che raccoglie già oltre 2300 iscritti:

  • Hanno presentato delle scatole vuote con un preventivo che poi non è stato confermato dall’agenzia che ha alzato i prezzi perché ormai i posti disponibili sono pochi. Non hanno ancora prenotato nulla di musei e quant’altro e ormai è tardi.
     
  • Stiamo ancora aspettando info dal coordinatore: sia la conferma del costo che del programma. A oggi ci saremmo tutti, ma non paghiamo fino a conferma.  È possibile pagare senza sapere dove andranno i ragazzi?

  • Venerdì mi ha telefonato la Dirigente per dirmi dell'aumento dei costi e che si deve pagare entro il 22 cm. Ovviamente i genitori hanno protestato. Scrivo alla Commissione Viaggi ma non ottengo risposte, allora chiamo la Dirigente e lei: "Stiamo aspettando info dall'agenzia".

  • È arrivata una circolare che dice: “A seguito della continua modifica dei partecipanti, che ha comportato una rimodulazione dell’offerta con conseguente rialzo dei costi, TUTTI i viaggi d’istruzione per TUTTE le classi e per TUTTE le destinazioni sono annullati”.


Chiediamo al Ministro di intervenire anche sulla questione delle indennità di missione per gli insegnanti. Ecco la testimonianza di un maestro appassionato del suo lavoro: “Non viene considerato alcun rimborso per il servizio prestato in più... neppure il recupero delle ore, perciò la tendenza è quella di fare mini-uscite in orario scolastico, privando i bambini dell'opportunità di fare esperienze formative un po' più lontane dall'hinterland della propria città. Può sembrare affare di poco conto, ma nel tempo saranno sempre meno i docenti disponibili ad assumersi gli oneri e i rischi delle uscite. Non è assolutamente concepibile che un impegno continuativo dalle 7 del mattino alle 22 venga considerato esclusivamente come volontariato regalato ai bambini”. 

Nell’immediato potrebbe essere utile una circolare che incoraggi le scuole a utilizzare il fondo incentivante per compensare i docenti che accompagnano i ragazzi in viaggio d’istruzione. In seguito sarebbe importante aggiungere questa voce fra le tipologie di utilizzo previste per il Fondo incentivante oppure riattivare l’indennità di missione per gli insegnanti accompagnatori.

Fiduciosi in un tempestivo intervento, cordialmente salutiamo.

 

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AGe ToscanaPromotore della petizione

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Il problema

Evviva, ce l'abbiamo quasi fatta! Il primo round è nostro: l'agenzia Nazionale Anti-Corruzione ANAC ha concesso la moratoria (=la proroga fino al 30 settembre 2024). È una vittoria a metà, perché ormai i costi sono diventati proibitivi per troppe famiglie e in molti casi bisognerà ripiegare su mete più a portata di mano e di portafoglio. 

Adesso dobbiamo ottenere che:

1) venga rimosso l'obbligo per le scuole di sottostare alla lunghissima procedura MEPA (minimo 35 giorni, durante i quali i costi continuano a salire e alla fine i preventivi presentati non valgono più, innescando il processo a catena che abbiamo visto capace di travolgere tutto);

2) venga riconosciuta un'indennità di missione al personale della scuola;

3) i Consigli d'Istituto regolamentino la partecipazione ai viaggi d'istruzione di personale ATA e genitori, regolarmente coperti dall'assicurazione, in modo da alleviare la responsabilità del personale docente. 

"Mi ritrovo a 16 anni a non aver mai fatto un uscita didattica di più di un giorno" ha dichiarato sconsolato Emanuele. E non è il solo. 
Lo scorso anno uno studente su due non è partito e tra i motivi principali c’erano la spesa eccessiva e il rifiuto dei professori di assumersi la responsabilità di accompagnare la classe.

Quest’anno i problemi sono addirittura aumentati, con l’obbligo per le scuole di divenire stazioni appaltanti qualificate se solo superavano la soglia dei 140.000,00 euro per i viaggi d’istruzione (soglia di per sé non bassa, ma inadeguata per i viaggi d’istruzione), la mancata formazione delle segreterie scolastiche e i molti disservizi della piattaforma MePA. Così i tempi si sono allungati a dismisura, nel frattempo i costi sono lievitati al di là delle possibilità di molte famiglie e nell’incertezza – economica e organizzativa- tanti viaggi già programmati non verranno effettuati.

Ciò su cui chiediamo di intervenire è quello che è stato autorevolmente definito un “impatto tellurico” per le scuole, ossia l’obbligo di divenire stazioni appaltanti qualificate, almeno per quanto riguarda i viaggi d’istruzione, o comunque di rimuovere l'obbligo di utilizzare il Mercato elettronico limitatamente a gite e viaggi d'istruzione. Ecco ciò che hanno riferito tanti rappresentanti di classe e d'istituto all'Associazione genitori AGe Toscana tramite il gruppo Facebook di consulenza gratuita "Genitori nella scuola", che raccoglie già oltre 2300 iscritti:

  • Hanno presentato delle scatole vuote con un preventivo che poi non è stato confermato dall’agenzia che ha alzato i prezzi perché ormai i posti disponibili sono pochi. Non hanno ancora prenotato nulla di musei e quant’altro e ormai è tardi.
     
  • Stiamo ancora aspettando info dal coordinatore: sia la conferma del costo che del programma. A oggi ci saremmo tutti, ma non paghiamo fino a conferma.  È possibile pagare senza sapere dove andranno i ragazzi?

  • Venerdì mi ha telefonato la Dirigente per dirmi dell'aumento dei costi e che si deve pagare entro il 22 cm. Ovviamente i genitori hanno protestato. Scrivo alla Commissione Viaggi ma non ottengo risposte, allora chiamo la Dirigente e lei: "Stiamo aspettando info dall'agenzia".

  • È arrivata una circolare che dice: “A seguito della continua modifica dei partecipanti, che ha comportato una rimodulazione dell’offerta con conseguente rialzo dei costi, TUTTI i viaggi d’istruzione per TUTTE le classi e per TUTTE le destinazioni sono annullati”.


Chiediamo al Ministro di intervenire anche sulla questione delle indennità di missione per gli insegnanti. Ecco la testimonianza di un maestro appassionato del suo lavoro: “Non viene considerato alcun rimborso per il servizio prestato in più... neppure il recupero delle ore, perciò la tendenza è quella di fare mini-uscite in orario scolastico, privando i bambini dell'opportunità di fare esperienze formative un po' più lontane dall'hinterland della propria città. Può sembrare affare di poco conto, ma nel tempo saranno sempre meno i docenti disponibili ad assumersi gli oneri e i rischi delle uscite. Non è assolutamente concepibile che un impegno continuativo dalle 7 del mattino alle 22 venga considerato esclusivamente come volontariato regalato ai bambini”. 

Nell’immediato potrebbe essere utile una circolare che incoraggi le scuole a utilizzare il fondo incentivante per compensare i docenti che accompagnano i ragazzi in viaggio d’istruzione. In seguito sarebbe importante aggiungere questa voce fra le tipologie di utilizzo previste per il Fondo incentivante oppure riattivare l’indennità di missione per gli insegnanti accompagnatori.

Fiduciosi in un tempestivo intervento, cordialmente salutiamo.

 

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I decisori

ANAC - Autorità Nazionale Anticorruzione
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protocollo@pec.anticorruzione.it
Presidente del Consiglio dei Ministri On. Giorgia Meloni
Presidente del Consiglio dei Ministri On. Giorgia Meloni
Ministro dell’Istruzione e del Merito On. Giuseppe Valditara
Ministro dell’Istruzione e del Merito On. Giuseppe Valditara
avatar segreteria.ministro@istruzione.it

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