

Salviamo la RSA Le Civette di San Salvi (Firenze)
Il problema
PETIZIONE POPOLARE
ai sensi dell'art. 49 dello Statuto del Comune di Firenze
SALVIAMO LA RSA LE CIVETTE DI SAN SALVI
No alla dismissione della RSA pubblica.
Difendiamo anziani, famiglie, lavoratori e servizi del territorio.
Una storia che rischia di ripetersi
La RSA Le Civette di San Salvi è una delle poche strutture residenziali per anziani di proprietà pubblica rimaste nel territorio fiorentino e regionale. Da anni garantisce cura, dignità, continuità assistenziale e relazioni di vita a persone anziane fragili, rappresentando un presidio fondamentale per il Quartiere 2 e per tutta la città di Firenze.
È anche la RSA pubblica con la quota sociale più bassa della città: circa 53 euro al giorno, contro una media di 61,60 euro nelle strutture private accreditate. È il posto che costa meno alle famiglie — ed è quello che si svuota.
Già nel 2011 era stata programmata la chiusura della struttura. Solo la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori e dei familiari, che si opposero allo spostamento degli anziani, riuscì a impedirne la definitiva chiusura — con un presidio in piazza della Signoria mentre il Consiglio Comunale era riunito. Le Civette restò aperta.
La struttura venne comunque ridimensionata: da 60 posti (autorizzazione n. 128 del 2001) a 40 (determinazione dirigenziale 2405 del 2017), con lo spostamento di una parte dei 73 operatori allora presenti. Negli anni successivi si sono susseguiti i rinnovi dell'appalto, fino all'attuale affidamento alla Cooperativa Proges, il cui contratto scade il 31 dicembre 2026.
La chiusura "temporanea" che rischia di diventare definitiva
Nell'ottobre 2023 l'ASL comunicò — con nota protocollo 63620 del 6 ottobre, inviata anche al Comune di Firenze — la chiusura temporanea di un'ala delle Civette e del Centro Diurno Alzheimer, motivandola con la necessità di mettere in sicurezza la struttura. Gli anziani furono trasferiti in altre strutture e i lavoratori ricollocati. I posti scesero da 40 a 20.
La chiusura del Centro Diurno Alzheimer — 15 posti attivi dal 2003 — è diventata definitiva con delibera ASL e con il provvedimento dirigenziale della Direzione Servizi Sociali del Comune di Firenze del 4 luglio 2025. Di un atto che autorizzasse formalmente quel secondo dimezzamento dei posti RSA non risulta traccia pubblica.
Nel frattempo, parte degli spazi rimasti disponibili è stata destinata ad altri servizi ASL — riabilitazione infanzia, infermieri territoriali — mentre i lavori promessi non risultano ancora avviati. Quella riduzione «temporanea» non ha mai avuto un cronoprogramma per il ritorno ai 40 posti autorizzati.
E ora cosa accadrà alla RSA?
Attraverso l'accesso civico risposto dall'ASL il 18 agosto 2026 si apprende che l'Azienda ha scelto di destinare la struttura ad attività oggi ospitate altrove: nella porzione di piano già dismessa dalla RSA si realizzerà una Centrale Operativa Territoriale con fondi PNRR, mentre per il resto del complesso è in redazione un documento di fattibilità che prevede cure primarie, salute mentale per l'età evolutiva, autismo adulti, Centro Fior di Prugna e uffici — con l'obiettivo dichiarato di ridurre i costi degli affitti di altri immobili.
Ai 28 lavoratori rimasti nella struttura è stata chiesta la disponibilità a essere trasferiti presso altre strutture. Alle famiglie dei circa 20 anziani attualmente presenti si prospetta lo spostamento in altre RSA.
A Firenze, alla fine del 2025, le persone in lista d'attesa per un posto in RSA erano 206 — il numero più alto di tutta la Toscana. Il 13 agosto 2026 i posti liberi nelle 35 strutture accreditate erano zero. Circa 40 anziani sono in lista d'attesa per un posto alle Civette.
Ma gli anziani non sono pacchi da trasferire. I lavoratori non sono numeri da ricollocare. Le relazioni di cura non possono essere interrotte senza conseguenze. E i servizi pubblici non possono essere cancellati senza confronto con la comunità.
Chiediamo
ai sensi dell'art. 49 dello Statuto del Comune di Firenze, che il Consiglio Comunale discuta e deliberi in merito a:
1. La sospensione immediata di qualsiasi procedura finalizzata alla chiusura o alla dismissione della RSA Le Civette, fino a quando non saranno rese pubbliche tutte le informazioni sulla destinazione della struttura.
2. La verifica, da parte del Comune di Firenze, della conformità dell'attuale utilizzo degli spazi rispetto all'autorizzazione vigente (40 posti, det. dirigenziale 2405/2017) e l'adozione dei provvedimenti conseguenti.
3. La garanzia del mantenimento della funzione di RSA pubblica delle Civette e il ripristino della capienza autorizzata di 40 posti.
4. La garanzia della continuità assistenziale e della permanenza nella struttura per gli anziani attualmente ospitati, evitando trasferimenti non necessari e non condivisi con le famiglie.
5. La tutela dei 28 lavoratori attualmente impegnati nella struttura, garantendo confronto, trasparenza e continuità occupazionale.
6. La pubblicazione e illustrazione pubblica del progetto relativo ai lavori e alla futura destinazione d'uso dell'immobile: tempi, costi, finanziamenti PNRR e servizi previsti.
7. La riapertura del Centro Diurno Alzheimer nel Quartiere 2, o la sua sostituzione con un servizio equivalente nel territorio.
8. La tutela e il potenziamento dell'offerta di posti RSA pubblici, in considerazione delle 206 persone in lista d'attesa a Firenze e delle circa 40 in attesa per un posto alle Civette.
9. Il coinvolgimento formale del Comune di Firenze e della Regione Toscana in tutte le decisioni riguardanti il futuro delle Civette.
LE CIVETTE NON SONO UN IMMOBILE DA LIBERARE
Le Civette sono un servizio pubblico. Sono il luogo in cui vivono persone anziane con una storia, affetti, abitudini e relazioni. Sono il luogo in cui lavorano professionisti della cura che da anni garantiscono assistenza e continuità. Sono un presidio del territorio e una risorsa per le famiglie.
Ci siamo opposti alla chiusura nel 2011. Ci siamo opposti al progressivo ridimensionamento della struttura. Ci opponiamo oggi a una possibile definitiva dismissione della RSA.
SALVIAMO LE CIVETTE. DIFENDIAMO LA RSA PUBBLICA. DIFENDIAMO IL DIRITTO ALLA CURA.
Firenze, settembre 2026
Informativa privacy (art. 13 GDPR): i dati personali raccolti con questa petizione saranno utilizzati esclusivamente per la presentazione al Consiglio Comunale di Firenze e non saranno ceduti a terzi.

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Il problema
PETIZIONE POPOLARE
ai sensi dell'art. 49 dello Statuto del Comune di Firenze
SALVIAMO LA RSA LE CIVETTE DI SAN SALVI
No alla dismissione della RSA pubblica.
Difendiamo anziani, famiglie, lavoratori e servizi del territorio.
Una storia che rischia di ripetersi
La RSA Le Civette di San Salvi è una delle poche strutture residenziali per anziani di proprietà pubblica rimaste nel territorio fiorentino e regionale. Da anni garantisce cura, dignità, continuità assistenziale e relazioni di vita a persone anziane fragili, rappresentando un presidio fondamentale per il Quartiere 2 e per tutta la città di Firenze.
È anche la RSA pubblica con la quota sociale più bassa della città: circa 53 euro al giorno, contro una media di 61,60 euro nelle strutture private accreditate. È il posto che costa meno alle famiglie — ed è quello che si svuota.
Già nel 2011 era stata programmata la chiusura della struttura. Solo la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori e dei familiari, che si opposero allo spostamento degli anziani, riuscì a impedirne la definitiva chiusura — con un presidio in piazza della Signoria mentre il Consiglio Comunale era riunito. Le Civette restò aperta.
La struttura venne comunque ridimensionata: da 60 posti (autorizzazione n. 128 del 2001) a 40 (determinazione dirigenziale 2405 del 2017), con lo spostamento di una parte dei 73 operatori allora presenti. Negli anni successivi si sono susseguiti i rinnovi dell'appalto, fino all'attuale affidamento alla Cooperativa Proges, il cui contratto scade il 31 dicembre 2026.
La chiusura "temporanea" che rischia di diventare definitiva
Nell'ottobre 2023 l'ASL comunicò — con nota protocollo 63620 del 6 ottobre, inviata anche al Comune di Firenze — la chiusura temporanea di un'ala delle Civette e del Centro Diurno Alzheimer, motivandola con la necessità di mettere in sicurezza la struttura. Gli anziani furono trasferiti in altre strutture e i lavoratori ricollocati. I posti scesero da 40 a 20.
La chiusura del Centro Diurno Alzheimer — 15 posti attivi dal 2003 — è diventata definitiva con delibera ASL e con il provvedimento dirigenziale della Direzione Servizi Sociali del Comune di Firenze del 4 luglio 2025. Di un atto che autorizzasse formalmente quel secondo dimezzamento dei posti RSA non risulta traccia pubblica.
Nel frattempo, parte degli spazi rimasti disponibili è stata destinata ad altri servizi ASL — riabilitazione infanzia, infermieri territoriali — mentre i lavori promessi non risultano ancora avviati. Quella riduzione «temporanea» non ha mai avuto un cronoprogramma per il ritorno ai 40 posti autorizzati.
E ora cosa accadrà alla RSA?
Attraverso l'accesso civico risposto dall'ASL il 18 agosto 2026 si apprende che l'Azienda ha scelto di destinare la struttura ad attività oggi ospitate altrove: nella porzione di piano già dismessa dalla RSA si realizzerà una Centrale Operativa Territoriale con fondi PNRR, mentre per il resto del complesso è in redazione un documento di fattibilità che prevede cure primarie, salute mentale per l'età evolutiva, autismo adulti, Centro Fior di Prugna e uffici — con l'obiettivo dichiarato di ridurre i costi degli affitti di altri immobili.
Ai 28 lavoratori rimasti nella struttura è stata chiesta la disponibilità a essere trasferiti presso altre strutture. Alle famiglie dei circa 20 anziani attualmente presenti si prospetta lo spostamento in altre RSA.
A Firenze, alla fine del 2025, le persone in lista d'attesa per un posto in RSA erano 206 — il numero più alto di tutta la Toscana. Il 13 agosto 2026 i posti liberi nelle 35 strutture accreditate erano zero. Circa 40 anziani sono in lista d'attesa per un posto alle Civette.
Ma gli anziani non sono pacchi da trasferire. I lavoratori non sono numeri da ricollocare. Le relazioni di cura non possono essere interrotte senza conseguenze. E i servizi pubblici non possono essere cancellati senza confronto con la comunità.
Chiediamo
ai sensi dell'art. 49 dello Statuto del Comune di Firenze, che il Consiglio Comunale discuta e deliberi in merito a:
1. La sospensione immediata di qualsiasi procedura finalizzata alla chiusura o alla dismissione della RSA Le Civette, fino a quando non saranno rese pubbliche tutte le informazioni sulla destinazione della struttura.
2. La verifica, da parte del Comune di Firenze, della conformità dell'attuale utilizzo degli spazi rispetto all'autorizzazione vigente (40 posti, det. dirigenziale 2405/2017) e l'adozione dei provvedimenti conseguenti.
3. La garanzia del mantenimento della funzione di RSA pubblica delle Civette e il ripristino della capienza autorizzata di 40 posti.
4. La garanzia della continuità assistenziale e della permanenza nella struttura per gli anziani attualmente ospitati, evitando trasferimenti non necessari e non condivisi con le famiglie.
5. La tutela dei 28 lavoratori attualmente impegnati nella struttura, garantendo confronto, trasparenza e continuità occupazionale.
6. La pubblicazione e illustrazione pubblica del progetto relativo ai lavori e alla futura destinazione d'uso dell'immobile: tempi, costi, finanziamenti PNRR e servizi previsti.
7. La riapertura del Centro Diurno Alzheimer nel Quartiere 2, o la sua sostituzione con un servizio equivalente nel territorio.
8. La tutela e il potenziamento dell'offerta di posti RSA pubblici, in considerazione delle 206 persone in lista d'attesa a Firenze e delle circa 40 in attesa per un posto alle Civette.
9. Il coinvolgimento formale del Comune di Firenze e della Regione Toscana in tutte le decisioni riguardanti il futuro delle Civette.
LE CIVETTE NON SONO UN IMMOBILE DA LIBERARE
Le Civette sono un servizio pubblico. Sono il luogo in cui vivono persone anziane con una storia, affetti, abitudini e relazioni. Sono il luogo in cui lavorano professionisti della cura che da anni garantiscono assistenza e continuità. Sono un presidio del territorio e una risorsa per le famiglie.
Ci siamo opposti alla chiusura nel 2011. Ci siamo opposti al progressivo ridimensionamento della struttura. Ci opponiamo oggi a una possibile definitiva dismissione della RSA.
SALVIAMO LE CIVETTE. DIFENDIAMO LA RSA PUBBLICA. DIFENDIAMO IL DIRITTO ALLA CURA.
Firenze, settembre 2026
Informativa privacy (art. 13 GDPR): i dati personali raccolti con questa petizione saranno utilizzati esclusivamente per la presentazione al Consiglio Comunale di Firenze e non saranno ceduti a terzi.

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Petizione creata in data 20 settembre 2026