Salviamo l’ospedale di San Giovanni in Fiore

Il problema

Il comitato Si(la) Salute Bene Comune – composto dalle seguenti Associazioni: I Spontanei, Fiori Florensi, ADIFA, Legambiente SILA, Club UNESCO, Associazione San Paolo, AVIS, Jure Vetere, Associazione Massimiliano Iaquinta, i sindacati CGIL e CISL e la rappresentanza di 5 liberi cittadini – ha inteso indire una petizione online per ribadire che la sanità pubblica ha una missione: garantire, in modo equo e universalistico, prevenzione e cure adeguate.

Il 7° Rapporto della Fondazione GIMBE (Gruppo Italiano Per la Medicina Basata selle Evidenze) offre una fotografia sconfortante della sanità in Calabria: se il 7,6% della popolazione rinuncia alle cure per mancanza di risorse economiche o per liste d’attesa troppo lunghe, migliaia di calabresi sono costretti a spostarsi per ricevere cure extra regionali generando per la Regione Calabria una spesa annua di oltre 304 milioni. 

A conferma del rapporto GIMBE è arrivato il DPCM del 7 marzo 2025 che decreta lo stato di emergenza sulla rete ospedaliera calabrese, concedendo poteri eccezionali ad un ulteriore commissario, funzionario della Protezione Civile, per accelerare sui nuovi nosocomi. È un atto di resa incapacità della Regione Calabria.

La situazione più generale a San Giovanni in Fiore si riflette in modo più drammatico. La morte del giovane Serafino Congi, avvenuta lo scorso 4 gennaio, ha lasciato tutti sgomenti. La mancanza di personale medico ha determinato, in quella occasione, l’impossibilità di trasportare un paziente, con un infarto in corso, in un luogo di cura più prossimo per essere curato adeguatamente. Da quel fatidico giorno la situazione nella cittadina silana rimane invariata. Ripetiamo: invariata!  Da quel momento tutti noi siamo diventati Serafino. 

È per tale motivo che la cittadinanza attiva, attraverso il comitato civico, apartitico, “Si-la Salute bene comune” – composto da associazioni, sigle sindacali e liberi cittadini – si è mobilitata promuovendo numerose iniziative democratiche per far in modo che la sanità pubblica sia ristabilita come punto prioritario ed efficiente nell’agenda politica dei tavoli istituzionali preposti alle politiche sanitarie. E a tal fine promuove questa petizione per chiedere ciò che urge alla nostra comunità.

Chiediamo:

- 6 medici al pronto soccorso;

- 2 anestesisti;

- 1 cardiologo giornaliero;

- L'attivazione dell’O.B.I.;

- 6 medici al 118;

- 40 turni in guardia medica; 

- Superare la criticità che vede come Spoke di riferimento Cetraro.

Ribadiamo anche la necessità che tanto si possa fare nell’ambito di quanto stabilito dalle Linee Guida del Ministero della Salute per gli interventi nelle aree interne che per il nostro territorio rappresentano il filtro utile e necessario per ridurre l’afflusso al P.S.  Ci riferiamo a quanto possa rappresentare il recupero pieno di tutte le branche specialistiche con una previsione di ore rapportate alle tante patologie esistenti. Il Servizio di Salute Mentale che anni addietro ha rappresentato un servizio di importanza fondamentale deve essere ripristinato recuperando tutte le figure professionali che, venute meno, non sono state mai rimpiazzate. L’ADI come assistenza domiciliare deve avere una pianta organica completa senza più ricorrere alle consulenze esterne. Il servizio di fisioterapia deve funzionare compiutamente, con le figure professionali previste e la sostituzione dei macchinari oramai obsoleti e vetusti. L’altro servizio oramai monco da diversi anni è il consultorio familiare che deve essere messo nelle condizioni di avere il ruolo che gli compete nell’ambito delle problematiche familiari a pieno spettro.

Il comitato Si(la) salute bene comune – al fine di rappresentare le istanze sin qui espresse – chiede l’apertura di un tavolo istituzionale, al quale vorrebbe sedersi, con il commissario alla sanità Roberto Occhiuto, il Direttore Generale dell’ASP di Cosenza Antonello Graziano, il Direttore Generale di Azienda Zero Gandolfo Miserendino ed alla presenza del sindaco di San Giovanni in Fiore Rosaria Succurro.

La salute non può aspettare.                                                      

Ed è per questo diritto garantito dalla nostra Costituzione che ci rivolgiamo ad ogni cittadina e cittadino e ad ogni utente della salute. Facciamo sentire il nostro grido di rabbia e di indignazione, consapevoli che le nostre rivendicazioni rappresentano le condizioni imprescindibili per poter rimanere a vivere nel nostro territorio montano. Non esitiamo: basta un clic e continuiamo tutti insieme ad onorare Serafino e difendere il diritto alla salute.

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Angela MarraPromotore della petizione

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Il problema

Il comitato Si(la) Salute Bene Comune – composto dalle seguenti Associazioni: I Spontanei, Fiori Florensi, ADIFA, Legambiente SILA, Club UNESCO, Associazione San Paolo, AVIS, Jure Vetere, Associazione Massimiliano Iaquinta, i sindacati CGIL e CISL e la rappresentanza di 5 liberi cittadini – ha inteso indire una petizione online per ribadire che la sanità pubblica ha una missione: garantire, in modo equo e universalistico, prevenzione e cure adeguate.

Il 7° Rapporto della Fondazione GIMBE (Gruppo Italiano Per la Medicina Basata selle Evidenze) offre una fotografia sconfortante della sanità in Calabria: se il 7,6% della popolazione rinuncia alle cure per mancanza di risorse economiche o per liste d’attesa troppo lunghe, migliaia di calabresi sono costretti a spostarsi per ricevere cure extra regionali generando per la Regione Calabria una spesa annua di oltre 304 milioni. 

A conferma del rapporto GIMBE è arrivato il DPCM del 7 marzo 2025 che decreta lo stato di emergenza sulla rete ospedaliera calabrese, concedendo poteri eccezionali ad un ulteriore commissario, funzionario della Protezione Civile, per accelerare sui nuovi nosocomi. È un atto di resa incapacità della Regione Calabria.

La situazione più generale a San Giovanni in Fiore si riflette in modo più drammatico. La morte del giovane Serafino Congi, avvenuta lo scorso 4 gennaio, ha lasciato tutti sgomenti. La mancanza di personale medico ha determinato, in quella occasione, l’impossibilità di trasportare un paziente, con un infarto in corso, in un luogo di cura più prossimo per essere curato adeguatamente. Da quel fatidico giorno la situazione nella cittadina silana rimane invariata. Ripetiamo: invariata!  Da quel momento tutti noi siamo diventati Serafino. 

È per tale motivo che la cittadinanza attiva, attraverso il comitato civico, apartitico, “Si-la Salute bene comune” – composto da associazioni, sigle sindacali e liberi cittadini – si è mobilitata promuovendo numerose iniziative democratiche per far in modo che la sanità pubblica sia ristabilita come punto prioritario ed efficiente nell’agenda politica dei tavoli istituzionali preposti alle politiche sanitarie. E a tal fine promuove questa petizione per chiedere ciò che urge alla nostra comunità.

Chiediamo:

- 6 medici al pronto soccorso;

- 2 anestesisti;

- 1 cardiologo giornaliero;

- L'attivazione dell’O.B.I.;

- 6 medici al 118;

- 40 turni in guardia medica; 

- Superare la criticità che vede come Spoke di riferimento Cetraro.

Ribadiamo anche la necessità che tanto si possa fare nell’ambito di quanto stabilito dalle Linee Guida del Ministero della Salute per gli interventi nelle aree interne che per il nostro territorio rappresentano il filtro utile e necessario per ridurre l’afflusso al P.S.  Ci riferiamo a quanto possa rappresentare il recupero pieno di tutte le branche specialistiche con una previsione di ore rapportate alle tante patologie esistenti. Il Servizio di Salute Mentale che anni addietro ha rappresentato un servizio di importanza fondamentale deve essere ripristinato recuperando tutte le figure professionali che, venute meno, non sono state mai rimpiazzate. L’ADI come assistenza domiciliare deve avere una pianta organica completa senza più ricorrere alle consulenze esterne. Il servizio di fisioterapia deve funzionare compiutamente, con le figure professionali previste e la sostituzione dei macchinari oramai obsoleti e vetusti. L’altro servizio oramai monco da diversi anni è il consultorio familiare che deve essere messo nelle condizioni di avere il ruolo che gli compete nell’ambito delle problematiche familiari a pieno spettro.

Il comitato Si(la) salute bene comune – al fine di rappresentare le istanze sin qui espresse – chiede l’apertura di un tavolo istituzionale, al quale vorrebbe sedersi, con il commissario alla sanità Roberto Occhiuto, il Direttore Generale dell’ASP di Cosenza Antonello Graziano, il Direttore Generale di Azienda Zero Gandolfo Miserendino ed alla presenza del sindaco di San Giovanni in Fiore Rosaria Succurro.

La salute non può aspettare.                                                      

Ed è per questo diritto garantito dalla nostra Costituzione che ci rivolgiamo ad ogni cittadina e cittadino e ad ogni utente della salute. Facciamo sentire il nostro grido di rabbia e di indignazione, consapevoli che le nostre rivendicazioni rappresentano le condizioni imprescindibili per poter rimanere a vivere nel nostro territorio montano. Non esitiamo: basta un clic e continuiamo tutti insieme ad onorare Serafino e difendere il diritto alla salute.

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Angela MarraPromotore della petizione

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Petizione creata in data 18 marzo 2025