

Nei giorni scorsi la lapide della Biblioteca "A. Levasti" (chiusa dal 28 novembre scorso) è stata selvaggiamente divelta, strappata in modo tale da far pensare all'azione di teppisti. La targa in pietra si trovava a lato dell'entrata e recava, oltre al nome, gli orari d'apertura della biblioteca. I risultati di quest'azione vandalica si possono vedere nella fotografia soprastante, che mostra una situazione indegna di un muro del centro di Firenze. Alla nostra ipotesi si potrebbe obiettare: e perché mai i teppisti dovrebbero strappare la lapide di una biblioteca? Non sarebbe piuttosto da pensare che la targa sia stata tolta per ordine della dirigenza domenicana, quella che ha decretato la fine ingloriosa della gloriosa Biblioteca Levasti? Sarebbe malizioso sospettare che i frati dirigenti vogliano cancellare ogni traccia della Biblioteca, vogliano cancellare la Storia, vogliano attuare una damnatio memoriae come si potrebbe fare nei confronti del peggiore malvivente? Sì, sarebbe troppo malizioso sospettare tutto questo... noi ci ostiniamo a non crederlo, non possiamo credere che dei frati abbiano dato l'ordine di compiere un simile scempio. Noi continueremo a credere che i responsabili siano teppisti irritati dal colore della lapide, oppure dal nome curioso "Levasti". Ma sì, sono stati i teppisti...