Aggiornamento sulla petizioneSalviamo il convento di San Marco (Firenze) dal nuovo provvedimento di chiusuraAppello al Papa nel nome di Giorgio La Pira

Salviamo il convento di San Marco a Firenze

15 lug 2018
Abbiamo già scritto dell’appello al Papa, vorremmo far notare quel motivo in più che ora abbiamo per ricorrere al Papa e che, fino a pochi giorni fa, non avevamo. Il motivo ce l’ha fornito lo stesso Pontefice, quando ha firmato (5 luglio) il decreto che accerta le virtù eroiche di Giorgio La Pira. Chiunque conosca minimamente la figura del cosiddetto “sindaco santo”, sa che La Pira e convento di San Marco sono inscindibili. Ci troviamo in una situazione veramente assurda: mentre il processo di beatificazione di La Pira entra nella fase finale, il convento subisce una chiusura forzata da parte degli stessi domenicani che, a parole, esaltano La Pira. La contraddizione è colossale e mostruosa, tanto più che gli “attori” di questa vicenda si dichiarano tutti “lapiriani”. Ma è proprio la vicenda di San Marco che permette di distinguere quelli che sono “lapiriani” solamente a parole, da quelli che lo sono a parole e nei fatti: come può un vero “lapiriano” ordinare la chiusura del convento?, come può un vero “lapiriano” rimanere indifferente mentre il convento chiude?
Un’ultima riflessione la facciamo a proposito della lamentata carenza di vocazioni, che, secondo la versione ufficiale, sarebbe all’origine del provvedimento di chiusura del convento. La chiusura del convento domenicano più famoso al mondo, chiusura voluta ostinatamente dagli stessi domenicani, si è trasformata in una notizia che ha fatto il giro del mondo, destando ovunque sconcerto e incredulità e indignazione. Di fatto i domenicani si sono fatti una tremenda pubblicità negativa, a livello mondiale. Quante vocazioni pensano di ottenere da questa pubblicità negativa? Era davvero così indispensabile chiudere San Marco?
Per meglio comprendere quanto La Pira e San Marco e Firenze siano inseparabili, in appendice riportiamo alcune citazioni di La Pira:
Tengo a dichiarare per iscritto che San Marco è la mia sola casa terrena e la cella numero 6 la porto sempre nel cuore, sempre!
perché se c’è una cosa cui aspiro dal profondo dell’anima è il mio ritorno al silenzio e alla pace della cella di San Marco, mia sola ricchezza e mia sola speranza!
Firenze è il centro del mondo, San Marco è il centro di Firenze e l’Annunciazione del Beato Angelico [lì affrescata] è il centro di San Marco. Quindi l’Annunciazione è il cuore della storia
chi dice Convento di S. Marco dice Firenze e destino, grandezza e responsabilità di Firenze.
fra Firenze e S. Marco vi è un nesso essenziale: forse il più essenziale, il più marcato, fra quanti ve ne sono fra questa città davvero misteriosa e le varie “cause” che Dio ha fatto operare per edificarla, per elevarla, per illuminarla e, anche, talvolta, per purificarla e per punirla.
S. Marco è, in qualche modo, Firenze: un Tabernacolo del Dio vivo! E’ un punto verso il quale ascendono le “tribù d’Israele” […] E’ un punto visibile in ognuna delle quattro direzioni del mondo: qui possono le nazioni tutte darsi ancora Convegno!
S. Marco e Firenze furono ieri – come Savonarola giustamente pensava – una “pista di lancio” per la grazia e per la civiltà cristiana: S. Marco e Firenze devono essere anche oggi – e più ancora lo saranno domani – una “pista di lancio” per la nuova avanzata della grazia e della civiltà cristiana in tutte le direzioni della terra.
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