Salviamo il Cielo più Stellato d'Italia, l’unico rimasto, dall’inquinamento luminoso!

Il problema

Vi prego, davvero, di leggere questa nota. Ne va della salvezza del cielo più stellato dell’Italia Peninsulare, l’ultimo rimasto. Se volete, firmate e condividete, aiutateci a difendere l’ultimo baluardo di meraviglia celeste.

->  Vedi l'intervista su questo tema all’Agenzia di Stampa Dire.it

Il cielo stellato più ricco di meraviglie dell’Italia Peninsulare è a rischio di estinzione. Parliamo del Comune di Manciano, nella maremma Grossetana.

Nella zona, infatti, è prevista l’installazione di un parco eolico imponente (pale di 200 metri), che con il suo indotto di luci comprometterà una risorsa così preziosa e purtroppo rarissima. Una risorsa che oggi permette a molte persone di recarsi in quel luogo da tutto il Paese per ammirare le stelle e ad un importante polo astronomico proprio adiacente all’area oggetto del progetto di contribuire allo studio e alla divulgazione delle scienze astronomiche. Oggi, ma domani?

Ben venga la realizzazione di impianti che convertano in energia la radiazione solare o la forza del vento, da me sempre sostenuti:  essi ci aiuteranno a ridurre notevolmente i gas serra, ma credo che nel caso che qui ho descritto sia stato prodotto un assoluto paradosso, per via della scelta del luogo: non se ne poteva scegliere uno peggiore, dal punto di vista dell’impatto ambientale.

Vi invito a firmare e condividere questa petizione.

Pertanto, esprimerò presso le sedi opportune la mia contrarietà a tale progetto per la scelta del tutto errata del luogo, segno di una conoscenza solo parziale del territorio, altrimenti esso non sarebbe mai stato proposto. 

Se volete, potete leggere più dettagliatamente le motivazioni che mi hanno spinto a mettermi in gioco in prima persona per difendere questa risorsa preziosissima, affinché un giorno anche i nostri figli possano ammirare la bellezza del firmamento.

Grazie intanto per avermi seguito fin qui.

Gianluca Masi

-- Nota dettagliata --

Il mio amore per il cielo inizia nella mia infanzia quando, 45 anni fa o giù di lì, era possibile ammirare un paesaggio stellato incontaminato pressoché dappertutto, con la sola esclusione delle più grandi città. Proprio l’accessibilità di quel panorama celeste, fruibile comodamente in tutta la sua ricchezza ogni notte serena, ispirò i sogni di quel bimbo, portandolo a decidere che da grande avrebbe fatto l’astronomo. Cosa che poi ha fatto, effettivamente.

Sin da piccolo, avevo notato come bastasse accendere qualche luce in più per perdere molta di quella bellezza, molte di quelle stelle. I miei dirimpettai, con grande sensibilità, ascoltavano sempre quel bambino, quando andava a chiedere loro se era possibile spegnere qualche lampioncino. 

Purtroppo, nel corso di lustri e decenni, nel nostro Paese è esplosa quella smodata diffusione della luce artificiale nell’ambiente notturno, che la scienza chiama inquinamento luminoso e che ha privato la stragrande maggioranza dei cittadini Italiani dello spettacolo del cielo stellato.

Molti dei nostri bimbi il cielo non sanno nemmeno che cosa sia. Semplicemente, esso è scomparso dalla loro esperienza, cancellato appunto della marea di luce artificiale che l’Italia dirige verso il cielo. Non lo vedono, dunque non lo ammirano, dunque non sogneranno mai di poterlo conoscere, studiare e, magari un giorno, navigare.

Pensate: stando agli studi più raffinati come “The new world atlas of artificial night sky brightness” (Science Advances, 10 Jun 2016, Vol 2, Issue 6, di Fabio Falchi et al.), l’Italia è in assoluto il Paese del G20 che produce il maggior inquinamento luminoso sulla faccia della terra, in compagnia della Corea del Sud. Buttiamo OGNI ANNO all’aria CENTINAIA di milioni di euro con questa scelleratezza.

L’inquinamento luminoso in Italia (2015)

Da CONVINTISSIMO amico dell’ambiente, trovo assurdo gettare all’aria così tanta luce in eccesso e così tanti soldi, interferendo pesantemente con flora e fauna, con la salute umana e cancellando - appunto - lo spettacolo sublime del firmamento.

Proteggere il cielo, cartina di tornasole sui comportamenti dell’uomo in fatto di ambiente, è dunque per me una priorità, animata esclusivamente dall’amore per quel cielo che mi fece innamorare da bambino, sostenuto del desiderio che anche chi nasce oggi possa scoprirlo e vivere, se lo desidera, la stessa incredibile avventura.

Molte situazioni sono ormai pesantemente compromesse, si può lavorare per evitare che peggiorino, mentre altre sono più o meno sanabili. Pochissime aree del Paese sono ancora immuni da questo problema ed esse andrebbero messe in sicurezza. Questo rappresenterebbe un allineamento con quanto sta accadendo altrove nel mondo, in primis in Europa, dove da tempo alcuni Paesi stanno realizzando dei veri e propri “Parchi delle Stelle”, da proteggere contro l’inquinamento luminoso. Luoghi che hanno assunto una certa rilevanza anche dal punto del cosidetto “astroturismo”.

Purtroppo, quasi tutto il nostro Paese è gravemente malato di luce artificiale parassita. Chi desidera raggiungere un luogo dal quale poter ammirare il cielo stellato deve davvero faticare, spesso senza trovarlo, più spesso rinunciando. Appunto, siamo il Paese peggiore del mondo in questo ambito.

Eppure, incredibilmente, nel Centro Italia vi è una fortunatissima, incredibile oasi che in questi anni, nonostante tutto, ha mantenuto un cielo primitivo, traboccante di stelle, dove la Via Lattea toglie il fiato, anche in inverno, quando essa è meno evidente di quella estiva. Un luogo che non si trova a tremila metri di quota (luoghi, quelli, di interesse solo virtuale, essendo che nessuno può praticamente frequentarli con facilità), ma a circa 300 metri, a pochi chilometri dal mare, dove non nevica mai, fruibile da tutti, anche in T-shirt durante la stagione calda.

L’area di Manciano (GR), la più buia dell’Italia Peninsulare

Si tratta del territorio del Comune di Manciano, nella splendida Maremma grossetana. Un territorio del quale mi sono innamorato molti anni fa, per la sua indescrivibile, leggendaria bellezza. Sì, leggendaria: basta pronunciare la parola “Maremma” a Tokyo, a Buenos Aires, a Chicago, a Sidney, ovunque, per vedere il proprio interlocutore mostrare un’espressione sognante, di estasi quasi.

Un luogo che si è mantenuto pressoché incontaminato, per le sue caratteristiche rurali e per l’amore e le attenzioni verso quel territorio da parte di chi lo abita.

A così tanta bellezza diurna la Maremma, soprattutto nel Comune di Manciano, aggiunge altrettanta magnificenza notturna: un cielo intatto in tutte le sue stelle, che regala un’esperienza cui l’osservatore fatica a credere, eppure è tutto vero.

Il cielo sopra la località di Montauto, a Manciano (GR), ripreso la scorsa primavera.

I più recenti studi internazionali, in effetti, mostrano come il territorio del Comune di Manciano sia quello meno colpito dall’inquinamento luminoso in tutta l’Italia Peninsulare. Un dato che può apparire sbalorditivo, stante la grave contaminazione di luce artificiale che altrove in Italia regna sovrana. 

A chi è pratico di termici tecnici, dico che il valore SQM del cielo di Montauto - Manciano è 21.5, misurato dal sottoscritto in condizioni non ideali (dunque ancora migliore). Un valore preziosissimo per lo studio e l’osservazione del cosmo.

Dettaglio dell’Inquinamento Luminoso nel territorio di Manciano: si noti la fortunata qualità del cielo notturno (colore azzurro).

Basta recarsi sul posto per constatare quanto sia prezioso, splendido e unico il cielo di quella terra.

Così unico e speciale che quasi dieci anni fa un agriturismo locale, con grande lungimiranza dei proprietari, ha avuto l’idea di mettere a disposizione una parte della proprietà per installazioni astronomiche, controllabili da remoto. Una finalità concordata con il Comune di Manciano, che ha ben compreso il valore di una risorsa unica come un cielo così ricco di stelle, declinabile sia a favore della scienza e fotografia astronomiche che del turismo astronomico, così vivace in Europa, ancora pionieristico in Italia.

Gli osservatori astronomici a Montauto/Manciano, nel mezzo di una natura incontaminata.

Cupole e box a tetto scorrevole, oggi arrivati al numero di venticinque. Una concentrazione di telescopi senza eguali in Italia, gestiti da appassionati e studiosi di tutto lo Stivale. Quegli strumenti contribuiscono sia alla ricerca scientifica che alla divulgazione in ambito astronomico, con osservazioni, misure ed immagini che migliorano la nostra conoscenza del Cosmo, vicino e lontano.

Un luogo, insomma, dove si può studiare e contemplare il cielo nella sua primitiva bellezza, vivendo l’indescrivibile esperienza di restare senza fiato al cospetto di migliaia di stelle, tutte perfettamente visibili ad occhio nudo. Una risorsa in cui il Comune di Manciano, con grande lungimiranza, crede moltissimo, lavorando alla tutela di un bene così prezioso, fragile e altrove irrecuperabile. Un caso più unico che raro nel Paese.

La cometa C/2023 P1 Nishimura, ripresa il 5 settembre da Montauto (Manciano, GR)

Purtroppo, su questo capolavoro di bellezze naturali diurne e notturne incombe una concreta minaccia: sappiamo da alcune settimane che è stato presentato un progetto per installare nella regione meridionale del territorio, proprio quella dove sono attivi gli osservatori astronomici, 8 pale eoliche alte circa 200 metri, con diametro di circa 170 metri, per una potenza complessiva di 48 Mw. Non solo, nella stessa zona si valuta di installare 100 ettari di fotovoltaico.

Una zona dove, poco lontano, si trovano la Riserva di Montauto (proprio al confine con l’area interessata dal progetto), il Parco Archeologico di Vulci, il Castello dell’Abbadia, tanto per restituire la preziosità del territorio.

Localizzazione prevista per l’impianto eolico, con marcata la posizione del centro astronomico, poco distante.

Chi mi conosce lo sa bene, stante le innumerevoli volte che ne ho parlato: sono un convinto sostenitore della prima ora della necessità di una seria transizione a fonti di energia rinnovabili, essenziale percorso per dare un’opportunità di salvezza a un pianeta di cui abbiamo maldestramente abusato.

Proprio questa attenzione, che ho la presunzione di definite acuta, mi spinge a guardare con particolare criticità quelle opere che, per essere realizzate, erodono porzioni consistenti di suolo, soprattutto se si tratta di un suolo particolarmente “nobile” dal punto di vista naturalistico, come quello di cui stiamo parlando.

Uno scorcio della Via Lattea estiva ripresa da Montauto (Manciano, GR)

Ben venga la realizzazione di impianti che convertano in energia la radiazione solare o la forza del vento, essi ci aiuteranno a ridurre notevolmente i gas serra, ma credo che nel caso che qui ho descritto sia stato prodotto un assoluto paradosso, per via della scelta del luogo: non se ne poteva scegliere uno peggiore, dal punto di vista dell’impatto ambientale.

Come si può, infatti, nel nome della tutela ambientale, distruggere un patrimonio naturale così prezioso, unico e irrecuperabile come quello maremmano? Come è possibile che nel 2023 non si consideri la purezza del cielo notturno ovvero l’inquinamento luminoso come un parametro fondamentale per valutare l’impatto di un’opera così imponente? Come è possibile che si sia trascurata l’esistenza di un importante centro astronomico nella zona, attivo da circa dieci anni?

Uno scorcio della Via Lattea estiva ripresa da Montauto (Manciano, GR)

L’opera proposta stravolgerebbe pesantemente l’ambiente rurale ove verrebbe installata, generando inoltre una notevole contaminazione luminosa. Questi impianti portano con sé una notevole quantità di luce artificiale, in parte necessaria per segnalare la presenza di pale così grandi, in parte utilizzata per illuminare le infrastrutture dell’impianto.

La Maremma oggi vive grazie a quei turisti che, attratti da una bellezza naturale unica al mondo (cielo compreso), decidono di sostare in quella terra. Un paradiso incontaminato, da tutelare anche per questo suo valore simbolico.

Essa è, infatti, proprio un esempio vivente di natura conservata, capace di ispirare comportamenti virtuosi in altre realtà: come si può minare questo suo significato superiore?

Perciò, sottolineando con forza la mia PIENA FIDUCIA verso tecnologie e strutture capaci di fornire “energia pulita”, esprimerò presso le sedi opportune la mia contrarietà a tale progetto per la scelta del tutto errata del luogo, segno di una conoscenza solo parziale del territorio, altrimenti esso non sarebbe mai stato proposto. Un pensiero condiviso da tutti gli utenti degli osservatori che ho ricordato e da molti altri amanti del cielo stellato e della natura.

Gli osservatori astronomici installati a Montauto (Manciano, GR)

In tempi in cui l’International Astronomical Union si adopera con energia per tutelare il patrimonio del cielo notturno per via del suo incalcolabile valore culturale, in Italia ci accingiamo a distruggerlo per sempre, definitivamente.

Di una cosa resto convinto: se davvero si vuole perseguire la transizione ecologica, essa va condotta nel rispetto proprio di quel movente che la ispira: la salvaguardia e la messa in sicurezza dell’ambiente, in tutte le sue declinazioni. Cosa che non è certamente vera nel caso che ho qui riportato.

Auspico che la comunità  ci sia vicina in questa vicenda, per questo chiedo il vostro supporto, sottoscrivendo questa petizione, che verrà infine inviata al MASE.

Concludo ricordando la Dichiarazione Universale dei Diritti delle Generazioni Future dell’UNESCO del 1991, dove si afferma:

"Le persone delle generazioni future hanno il diritto a una Terra indenne e non contaminata, includendo il diritto a un cielo puro".

 

Grazie per aver letto fin qui.

Gianluca Masi

ps: Qui trovate tutti i dettagli del progetto

avatar of the starter
Gianluca MasiPromotore della petizioneAstrofisico e Dottore di Ricerca in Astronomia, amante del cielo stellato sin dall'infanzia
Vittoria
Questa petizione ha creato un cambiamento con 4119 sostenitori!

Il problema

Vi prego, davvero, di leggere questa nota. Ne va della salvezza del cielo più stellato dell’Italia Peninsulare, l’ultimo rimasto. Se volete, firmate e condividete, aiutateci a difendere l’ultimo baluardo di meraviglia celeste.

->  Vedi l'intervista su questo tema all’Agenzia di Stampa Dire.it

Il cielo stellato più ricco di meraviglie dell’Italia Peninsulare è a rischio di estinzione. Parliamo del Comune di Manciano, nella maremma Grossetana.

Nella zona, infatti, è prevista l’installazione di un parco eolico imponente (pale di 200 metri), che con il suo indotto di luci comprometterà una risorsa così preziosa e purtroppo rarissima. Una risorsa che oggi permette a molte persone di recarsi in quel luogo da tutto il Paese per ammirare le stelle e ad un importante polo astronomico proprio adiacente all’area oggetto del progetto di contribuire allo studio e alla divulgazione delle scienze astronomiche. Oggi, ma domani?

Ben venga la realizzazione di impianti che convertano in energia la radiazione solare o la forza del vento, da me sempre sostenuti:  essi ci aiuteranno a ridurre notevolmente i gas serra, ma credo che nel caso che qui ho descritto sia stato prodotto un assoluto paradosso, per via della scelta del luogo: non se ne poteva scegliere uno peggiore, dal punto di vista dell’impatto ambientale.

Vi invito a firmare e condividere questa petizione.

Pertanto, esprimerò presso le sedi opportune la mia contrarietà a tale progetto per la scelta del tutto errata del luogo, segno di una conoscenza solo parziale del territorio, altrimenti esso non sarebbe mai stato proposto. 

Se volete, potete leggere più dettagliatamente le motivazioni che mi hanno spinto a mettermi in gioco in prima persona per difendere questa risorsa preziosissima, affinché un giorno anche i nostri figli possano ammirare la bellezza del firmamento.

Grazie intanto per avermi seguito fin qui.

Gianluca Masi

-- Nota dettagliata --

Il mio amore per il cielo inizia nella mia infanzia quando, 45 anni fa o giù di lì, era possibile ammirare un paesaggio stellato incontaminato pressoché dappertutto, con la sola esclusione delle più grandi città. Proprio l’accessibilità di quel panorama celeste, fruibile comodamente in tutta la sua ricchezza ogni notte serena, ispirò i sogni di quel bimbo, portandolo a decidere che da grande avrebbe fatto l’astronomo. Cosa che poi ha fatto, effettivamente.

Sin da piccolo, avevo notato come bastasse accendere qualche luce in più per perdere molta di quella bellezza, molte di quelle stelle. I miei dirimpettai, con grande sensibilità, ascoltavano sempre quel bambino, quando andava a chiedere loro se era possibile spegnere qualche lampioncino. 

Purtroppo, nel corso di lustri e decenni, nel nostro Paese è esplosa quella smodata diffusione della luce artificiale nell’ambiente notturno, che la scienza chiama inquinamento luminoso e che ha privato la stragrande maggioranza dei cittadini Italiani dello spettacolo del cielo stellato.

Molti dei nostri bimbi il cielo non sanno nemmeno che cosa sia. Semplicemente, esso è scomparso dalla loro esperienza, cancellato appunto della marea di luce artificiale che l’Italia dirige verso il cielo. Non lo vedono, dunque non lo ammirano, dunque non sogneranno mai di poterlo conoscere, studiare e, magari un giorno, navigare.

Pensate: stando agli studi più raffinati come “The new world atlas of artificial night sky brightness” (Science Advances, 10 Jun 2016, Vol 2, Issue 6, di Fabio Falchi et al.), l’Italia è in assoluto il Paese del G20 che produce il maggior inquinamento luminoso sulla faccia della terra, in compagnia della Corea del Sud. Buttiamo OGNI ANNO all’aria CENTINAIA di milioni di euro con questa scelleratezza.

L’inquinamento luminoso in Italia (2015)

Da CONVINTISSIMO amico dell’ambiente, trovo assurdo gettare all’aria così tanta luce in eccesso e così tanti soldi, interferendo pesantemente con flora e fauna, con la salute umana e cancellando - appunto - lo spettacolo sublime del firmamento.

Proteggere il cielo, cartina di tornasole sui comportamenti dell’uomo in fatto di ambiente, è dunque per me una priorità, animata esclusivamente dall’amore per quel cielo che mi fece innamorare da bambino, sostenuto del desiderio che anche chi nasce oggi possa scoprirlo e vivere, se lo desidera, la stessa incredibile avventura.

Molte situazioni sono ormai pesantemente compromesse, si può lavorare per evitare che peggiorino, mentre altre sono più o meno sanabili. Pochissime aree del Paese sono ancora immuni da questo problema ed esse andrebbero messe in sicurezza. Questo rappresenterebbe un allineamento con quanto sta accadendo altrove nel mondo, in primis in Europa, dove da tempo alcuni Paesi stanno realizzando dei veri e propri “Parchi delle Stelle”, da proteggere contro l’inquinamento luminoso. Luoghi che hanno assunto una certa rilevanza anche dal punto del cosidetto “astroturismo”.

Purtroppo, quasi tutto il nostro Paese è gravemente malato di luce artificiale parassita. Chi desidera raggiungere un luogo dal quale poter ammirare il cielo stellato deve davvero faticare, spesso senza trovarlo, più spesso rinunciando. Appunto, siamo il Paese peggiore del mondo in questo ambito.

Eppure, incredibilmente, nel Centro Italia vi è una fortunatissima, incredibile oasi che in questi anni, nonostante tutto, ha mantenuto un cielo primitivo, traboccante di stelle, dove la Via Lattea toglie il fiato, anche in inverno, quando essa è meno evidente di quella estiva. Un luogo che non si trova a tremila metri di quota (luoghi, quelli, di interesse solo virtuale, essendo che nessuno può praticamente frequentarli con facilità), ma a circa 300 metri, a pochi chilometri dal mare, dove non nevica mai, fruibile da tutti, anche in T-shirt durante la stagione calda.

L’area di Manciano (GR), la più buia dell’Italia Peninsulare

Si tratta del territorio del Comune di Manciano, nella splendida Maremma grossetana. Un territorio del quale mi sono innamorato molti anni fa, per la sua indescrivibile, leggendaria bellezza. Sì, leggendaria: basta pronunciare la parola “Maremma” a Tokyo, a Buenos Aires, a Chicago, a Sidney, ovunque, per vedere il proprio interlocutore mostrare un’espressione sognante, di estasi quasi.

Un luogo che si è mantenuto pressoché incontaminato, per le sue caratteristiche rurali e per l’amore e le attenzioni verso quel territorio da parte di chi lo abita.

A così tanta bellezza diurna la Maremma, soprattutto nel Comune di Manciano, aggiunge altrettanta magnificenza notturna: un cielo intatto in tutte le sue stelle, che regala un’esperienza cui l’osservatore fatica a credere, eppure è tutto vero.

Il cielo sopra la località di Montauto, a Manciano (GR), ripreso la scorsa primavera.

I più recenti studi internazionali, in effetti, mostrano come il territorio del Comune di Manciano sia quello meno colpito dall’inquinamento luminoso in tutta l’Italia Peninsulare. Un dato che può apparire sbalorditivo, stante la grave contaminazione di luce artificiale che altrove in Italia regna sovrana. 

A chi è pratico di termici tecnici, dico che il valore SQM del cielo di Montauto - Manciano è 21.5, misurato dal sottoscritto in condizioni non ideali (dunque ancora migliore). Un valore preziosissimo per lo studio e l’osservazione del cosmo.

Dettaglio dell’Inquinamento Luminoso nel territorio di Manciano: si noti la fortunata qualità del cielo notturno (colore azzurro).

Basta recarsi sul posto per constatare quanto sia prezioso, splendido e unico il cielo di quella terra.

Così unico e speciale che quasi dieci anni fa un agriturismo locale, con grande lungimiranza dei proprietari, ha avuto l’idea di mettere a disposizione una parte della proprietà per installazioni astronomiche, controllabili da remoto. Una finalità concordata con il Comune di Manciano, che ha ben compreso il valore di una risorsa unica come un cielo così ricco di stelle, declinabile sia a favore della scienza e fotografia astronomiche che del turismo astronomico, così vivace in Europa, ancora pionieristico in Italia.

Gli osservatori astronomici a Montauto/Manciano, nel mezzo di una natura incontaminata.

Cupole e box a tetto scorrevole, oggi arrivati al numero di venticinque. Una concentrazione di telescopi senza eguali in Italia, gestiti da appassionati e studiosi di tutto lo Stivale. Quegli strumenti contribuiscono sia alla ricerca scientifica che alla divulgazione in ambito astronomico, con osservazioni, misure ed immagini che migliorano la nostra conoscenza del Cosmo, vicino e lontano.

Un luogo, insomma, dove si può studiare e contemplare il cielo nella sua primitiva bellezza, vivendo l’indescrivibile esperienza di restare senza fiato al cospetto di migliaia di stelle, tutte perfettamente visibili ad occhio nudo. Una risorsa in cui il Comune di Manciano, con grande lungimiranza, crede moltissimo, lavorando alla tutela di un bene così prezioso, fragile e altrove irrecuperabile. Un caso più unico che raro nel Paese.

La cometa C/2023 P1 Nishimura, ripresa il 5 settembre da Montauto (Manciano, GR)

Purtroppo, su questo capolavoro di bellezze naturali diurne e notturne incombe una concreta minaccia: sappiamo da alcune settimane che è stato presentato un progetto per installare nella regione meridionale del territorio, proprio quella dove sono attivi gli osservatori astronomici, 8 pale eoliche alte circa 200 metri, con diametro di circa 170 metri, per una potenza complessiva di 48 Mw. Non solo, nella stessa zona si valuta di installare 100 ettari di fotovoltaico.

Una zona dove, poco lontano, si trovano la Riserva di Montauto (proprio al confine con l’area interessata dal progetto), il Parco Archeologico di Vulci, il Castello dell’Abbadia, tanto per restituire la preziosità del territorio.

Localizzazione prevista per l’impianto eolico, con marcata la posizione del centro astronomico, poco distante.

Chi mi conosce lo sa bene, stante le innumerevoli volte che ne ho parlato: sono un convinto sostenitore della prima ora della necessità di una seria transizione a fonti di energia rinnovabili, essenziale percorso per dare un’opportunità di salvezza a un pianeta di cui abbiamo maldestramente abusato.

Proprio questa attenzione, che ho la presunzione di definite acuta, mi spinge a guardare con particolare criticità quelle opere che, per essere realizzate, erodono porzioni consistenti di suolo, soprattutto se si tratta di un suolo particolarmente “nobile” dal punto di vista naturalistico, come quello di cui stiamo parlando.

Uno scorcio della Via Lattea estiva ripresa da Montauto (Manciano, GR)

Ben venga la realizzazione di impianti che convertano in energia la radiazione solare o la forza del vento, essi ci aiuteranno a ridurre notevolmente i gas serra, ma credo che nel caso che qui ho descritto sia stato prodotto un assoluto paradosso, per via della scelta del luogo: non se ne poteva scegliere uno peggiore, dal punto di vista dell’impatto ambientale.

Come si può, infatti, nel nome della tutela ambientale, distruggere un patrimonio naturale così prezioso, unico e irrecuperabile come quello maremmano? Come è possibile che nel 2023 non si consideri la purezza del cielo notturno ovvero l’inquinamento luminoso come un parametro fondamentale per valutare l’impatto di un’opera così imponente? Come è possibile che si sia trascurata l’esistenza di un importante centro astronomico nella zona, attivo da circa dieci anni?

Uno scorcio della Via Lattea estiva ripresa da Montauto (Manciano, GR)

L’opera proposta stravolgerebbe pesantemente l’ambiente rurale ove verrebbe installata, generando inoltre una notevole contaminazione luminosa. Questi impianti portano con sé una notevole quantità di luce artificiale, in parte necessaria per segnalare la presenza di pale così grandi, in parte utilizzata per illuminare le infrastrutture dell’impianto.

La Maremma oggi vive grazie a quei turisti che, attratti da una bellezza naturale unica al mondo (cielo compreso), decidono di sostare in quella terra. Un paradiso incontaminato, da tutelare anche per questo suo valore simbolico.

Essa è, infatti, proprio un esempio vivente di natura conservata, capace di ispirare comportamenti virtuosi in altre realtà: come si può minare questo suo significato superiore?

Perciò, sottolineando con forza la mia PIENA FIDUCIA verso tecnologie e strutture capaci di fornire “energia pulita”, esprimerò presso le sedi opportune la mia contrarietà a tale progetto per la scelta del tutto errata del luogo, segno di una conoscenza solo parziale del territorio, altrimenti esso non sarebbe mai stato proposto. Un pensiero condiviso da tutti gli utenti degli osservatori che ho ricordato e da molti altri amanti del cielo stellato e della natura.

Gli osservatori astronomici installati a Montauto (Manciano, GR)

In tempi in cui l’International Astronomical Union si adopera con energia per tutelare il patrimonio del cielo notturno per via del suo incalcolabile valore culturale, in Italia ci accingiamo a distruggerlo per sempre, definitivamente.

Di una cosa resto convinto: se davvero si vuole perseguire la transizione ecologica, essa va condotta nel rispetto proprio di quel movente che la ispira: la salvaguardia e la messa in sicurezza dell’ambiente, in tutte le sue declinazioni. Cosa che non è certamente vera nel caso che ho qui riportato.

Auspico che la comunità  ci sia vicina in questa vicenda, per questo chiedo il vostro supporto, sottoscrivendo questa petizione, che verrà infine inviata al MASE.

Concludo ricordando la Dichiarazione Universale dei Diritti delle Generazioni Future dell’UNESCO del 1991, dove si afferma:

"Le persone delle generazioni future hanno il diritto a una Terra indenne e non contaminata, includendo il diritto a un cielo puro".

 

Grazie per aver letto fin qui.

Gianluca Masi

ps: Qui trovate tutti i dettagli del progetto

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Gianluca MasiPromotore della petizioneAstrofisico e Dottore di Ricerca in Astronomia, amante del cielo stellato sin dall'infanzia

Vittoria

Questa petizione ha creato un cambiamento con 4119 sostenitori!

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I decisori

Giorgia Meloni
Presidente di Fratelli d'Italia
Gennaro Sangiuliano
Gennaro Sangiuliano
Ministro della Cultura
Gilberto Pichetto Fratin
Gilberto Pichetto Fratin
Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica
Anna Maria Bernini
Anna Maria Bernini
Ministro dell'Università e della Ricerca
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