

Salviamo il chiosco del Giardino Novara: un presidio sociale per il quartiere.
Il problema
SALVIAMO IL CHIOSCO SANDIA NEL GIARDINO DOMENICO MARIA NOVARO
PETIZIONE POPOLARE DEI CITTADINI DEL QUARTIERE
Richiesta di riapertura, riassegnazione della gestione e autorizzazione all’attività annuale del Chiosco del Giardino Domenico Maria Novaro
Al Sindaco del Comune di Bologna
Alla Giunta Comunale
Al Quartiere competente
Agli Uffici comunali competenti
I sottoscritti cittadini, residenti e frequentatori del quartiere, chiedono al Comune di Bologna di valutare con la massima attenzione la situazione del Chiosco del Giardino Domenico Maria Novaro e di adottare ogni iniziativa utile a consentirne la riapertura e la prosecuzione dell’attività.
Il Chiosco del Giardino Domenico Maria Novaro non rappresenta soltanto un’attività economica, ma un vero e proprio presidio sociale, ambientale e di sicurezza per l’intero quartiere. Negli anni è diventato un punto di riferimento per famiglie, anziani, bambini, giovani e cittadini che frequentano quotidianamente il parco, contribuendo a renderlo un luogo vivo, accogliente e sicuro.
A seguito del sequestro della struttura,l’attività è stata costretta a interrompere il proprio lavoro. Tale situazione sta causando gravissime conseguenze economiche e sociali, lasciando senza occupazione sette lavoratori e mettendo in seria difficoltà sette famiglie che dipendono direttamente da questa attività.
Pur nel pieno rispetto delle norme e delle decisioni delle Autorità competenti, riteniamo che debbano essere attentamente considerati anche l’interesse pubblico, il valore sociale del servizio svolto e il forte legame instaurato nel tempo tra la gestione e la comunità locale.
Il chiosco ha inoltre svolto una funzione essenziale nella cura del verde pubblico. La gestione si è sempre occupata con costanza e attenzione dell’annaffiatura delle piante e della manutenzione ordinaria delle aree verdi circostanti, contribuendo concretamente al decoro e alla conservazione del giardino. Già nei primi giorni successivi alla chiusura dell’attività si stanno osservando evidenti segnali di sofferenza della vegetazione, proprio a causa dell’assenza delle cure quotidiane che venivano garantite dalla presenza del chiosco.
Oltre all’aspetto ambientale, la presenza del chiosco ha sempre rappresentato un importante presidio di sicurezza. Durante il periodo di apertura, infatti, il parco è costantemente frequentato e monitorato grazie alla presenza del personale e dei numerosi cittadini che vi sostano. Al contrario, durante i periodi di chiusura, soprattutto nei mesi invernali, il giardino diventa particolarmente buio e poco frequentato, generando un diffuso senso di insicurezza tra i residenti.
Molte persone anziane, famiglie e genitori con bambini hanno più volte manifestato difficoltà nel frequentare il parco durante il periodo di chiusura del chiosco, a causa della scarsa illuminazione e della presenza di episodi di degrado e comportamenti che rendono l’area meno sicura e accogliente. La presenza del chiosco durante tutto l’anno rappresenterebbe quindi non soltanto un servizio commerciale, ma anche un concreto strumento di presidio sociale e di valorizzazione dello spazio pubblico.
I cittadini firmatari ritengono inoltre che, pur essendo possibile dal punto di vista amministrativo procedere a una nuova assegnazione della gestione, sarebbe molto difficile trovare una realtà capace di garantire lo stesso livello di attenzione, cura, presenza quotidiana e rapporto di fiducia costruito negli anni con il quartiere.
Per questi motivi chiediamo al Comune di Bologna:
1. Di valutare ogni possibile soluzione per consentire la riapertura del Chiosco del Giardino Domenico Maria Novaro.
2. Di riassegnare la gestione agli attuali gestori, tenendo conto del lavoro svolto negli anni e del consenso espresso dai cittadini del quartiere.
3. Di tutelare i sette posti di lavoro attualmente compromessi dalla chiusura dell’attività.
4. Di riconoscere il ruolo sociale, ambientale e aggregativo che il chiosco svolge a beneficio della collettività.
5. Di autorizzare, nel rispetto delle normative vigenti, la possibilità di mantenere attiva l’attività anche durante il periodo invernale, evitando l’obbligo di smontaggio della struttura e consentendo la continuità del servizio per i cittadini.
6. Di considerare la presenza del chiosco come elemento di presidio del territorio, di sicurezza percepita e di contrasto al degrado, soprattutto nei mesi invernali.
7. Di valorizzare il contributo fornito dalla gestione alla cura del verde pubblico e alla manutenzione delle aree circostanti.
Con questa petizione chiediamo alle Istituzioni di ascoltare la voce dei cittadini che vivono quotidianamente il Giardino Domenico Maria Novaro e che desiderano continuare a vedere attiva una realtà che ha dimostrato nel tempo di essere molto più di un semplice chiosco: un luogo di incontro, lavoro, sicurezza, cura del verde e partecipazione alla vita del quartiere.
Confidando nella sensibilità e nell’attenzione dell’Amministrazione Comunale verso le esigenze dei cittadini e dei lavoratori coinvolti, porgiamo distinti saluti.
251
Il problema
SALVIAMO IL CHIOSCO SANDIA NEL GIARDINO DOMENICO MARIA NOVARO
PETIZIONE POPOLARE DEI CITTADINI DEL QUARTIERE
Richiesta di riapertura, riassegnazione della gestione e autorizzazione all’attività annuale del Chiosco del Giardino Domenico Maria Novaro
Al Sindaco del Comune di Bologna
Alla Giunta Comunale
Al Quartiere competente
Agli Uffici comunali competenti
I sottoscritti cittadini, residenti e frequentatori del quartiere, chiedono al Comune di Bologna di valutare con la massima attenzione la situazione del Chiosco del Giardino Domenico Maria Novaro e di adottare ogni iniziativa utile a consentirne la riapertura e la prosecuzione dell’attività.
Il Chiosco del Giardino Domenico Maria Novaro non rappresenta soltanto un’attività economica, ma un vero e proprio presidio sociale, ambientale e di sicurezza per l’intero quartiere. Negli anni è diventato un punto di riferimento per famiglie, anziani, bambini, giovani e cittadini che frequentano quotidianamente il parco, contribuendo a renderlo un luogo vivo, accogliente e sicuro.
A seguito del sequestro della struttura,l’attività è stata costretta a interrompere il proprio lavoro. Tale situazione sta causando gravissime conseguenze economiche e sociali, lasciando senza occupazione sette lavoratori e mettendo in seria difficoltà sette famiglie che dipendono direttamente da questa attività.
Pur nel pieno rispetto delle norme e delle decisioni delle Autorità competenti, riteniamo che debbano essere attentamente considerati anche l’interesse pubblico, il valore sociale del servizio svolto e il forte legame instaurato nel tempo tra la gestione e la comunità locale.
Il chiosco ha inoltre svolto una funzione essenziale nella cura del verde pubblico. La gestione si è sempre occupata con costanza e attenzione dell’annaffiatura delle piante e della manutenzione ordinaria delle aree verdi circostanti, contribuendo concretamente al decoro e alla conservazione del giardino. Già nei primi giorni successivi alla chiusura dell’attività si stanno osservando evidenti segnali di sofferenza della vegetazione, proprio a causa dell’assenza delle cure quotidiane che venivano garantite dalla presenza del chiosco.
Oltre all’aspetto ambientale, la presenza del chiosco ha sempre rappresentato un importante presidio di sicurezza. Durante il periodo di apertura, infatti, il parco è costantemente frequentato e monitorato grazie alla presenza del personale e dei numerosi cittadini che vi sostano. Al contrario, durante i periodi di chiusura, soprattutto nei mesi invernali, il giardino diventa particolarmente buio e poco frequentato, generando un diffuso senso di insicurezza tra i residenti.
Molte persone anziane, famiglie e genitori con bambini hanno più volte manifestato difficoltà nel frequentare il parco durante il periodo di chiusura del chiosco, a causa della scarsa illuminazione e della presenza di episodi di degrado e comportamenti che rendono l’area meno sicura e accogliente. La presenza del chiosco durante tutto l’anno rappresenterebbe quindi non soltanto un servizio commerciale, ma anche un concreto strumento di presidio sociale e di valorizzazione dello spazio pubblico.
I cittadini firmatari ritengono inoltre che, pur essendo possibile dal punto di vista amministrativo procedere a una nuova assegnazione della gestione, sarebbe molto difficile trovare una realtà capace di garantire lo stesso livello di attenzione, cura, presenza quotidiana e rapporto di fiducia costruito negli anni con il quartiere.
Per questi motivi chiediamo al Comune di Bologna:
1. Di valutare ogni possibile soluzione per consentire la riapertura del Chiosco del Giardino Domenico Maria Novaro.
2. Di riassegnare la gestione agli attuali gestori, tenendo conto del lavoro svolto negli anni e del consenso espresso dai cittadini del quartiere.
3. Di tutelare i sette posti di lavoro attualmente compromessi dalla chiusura dell’attività.
4. Di riconoscere il ruolo sociale, ambientale e aggregativo che il chiosco svolge a beneficio della collettività.
5. Di autorizzare, nel rispetto delle normative vigenti, la possibilità di mantenere attiva l’attività anche durante il periodo invernale, evitando l’obbligo di smontaggio della struttura e consentendo la continuità del servizio per i cittadini.
6. Di considerare la presenza del chiosco come elemento di presidio del territorio, di sicurezza percepita e di contrasto al degrado, soprattutto nei mesi invernali.
7. Di valorizzare il contributo fornito dalla gestione alla cura del verde pubblico e alla manutenzione delle aree circostanti.
Con questa petizione chiediamo alle Istituzioni di ascoltare la voce dei cittadini che vivono quotidianamente il Giardino Domenico Maria Novaro e che desiderano continuare a vedere attiva una realtà che ha dimostrato nel tempo di essere molto più di un semplice chiosco: un luogo di incontro, lavoro, sicurezza, cura del verde e partecipazione alla vita del quartiere.
Confidando nella sensibilità e nell’attenzione dell’Amministrazione Comunale verso le esigenze dei cittadini e dei lavoratori coinvolti, porgiamo distinti saluti.
Aggiornamenti sulla petizione
Condividi questa petizione
Petizione creata in data 23 giugno 2026