Vittoria confermata

Salviamo Anzio o sarà una "Città Discarica"!

Questa petizione ha creato un cambiamento con 2.796 sostenitori!


Anzio è una cittadina di circa 50mila abitanti, si affaccia sulla costa laziale a meno di 60 km da Roma.  In meno di 1 km quadrato, accanto a scuole e abitazioni, una massacrante speculazione ha progettato ben due impianti di rifiuti biogas e un centro raccolta, simile alla Eco X, quella andata a fuoco qualche mese fa a Pomezia. Gli impianti sono stati progettati per gestire ben 20 volte i rifiuti prodotti da Anzio, trasformandola in una enorme pattumiera!

I rischi attuali di ciò che viene definito "il triangolo della vergogna" sono:

  1.  Aria tossica e irrespirabile
  2. contaminazione dei nostri prodotti agricoli e della nostra acqua
  3. Rischi enormi per la salute di alunni e abitanti

I lavori per la prima centrale biogas sono già cominciati ma il nostro Comitato  Uniti per l'ambiente sta cercando in ogni modo di fermarli.

Firma ora la petizione diretta al Sindaco di Anzio per sostenere la nostra battaglia di salvaguardia dalla salute di tutti.

Solo il Sindaco può bloccare i lavori prima che sia troppo tardi e può farlo in forza del Regio Decreto 27/7/34, n. 1265 art. 216 e 217. Chiediamo al Sindaco di Anzio di sospendere i lavori per la realizzazione della centrale per la produzione di gas in corso e di eseguire la verifica che tutte le norme di cautela e sicurezza in difesa della popolazione, a tutti e tre gli impianti. In considerazione dell’altissima e pericolosissima concentrazione di rifiuti chiediamo che ogni ulteriore evoluzione progettuale debba essere considerata alla luce della normativa in corso di redazione da parte della Regione Lazio.  


PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI IL SINDACO DI ANZIO DEVEN INTERVENIRE per SOSPENDERE GLI IMPIANTI di trattamento e stoccaggio rifiuti e produzione di biogas previsti in grande concentrazione in zona Sacida. Lo può fare in base al Regio Decreto 27/7/34, n. 1265 art. 216 e 217. 

Questa speculazione incontrollata sta massacrando una zona di Anzio. Due centrali per la produzione di gas da rifiuti organici ed un deposito di rifiuti ordinari e pericolosi sono programmati nel raggio di 300 metri da una scuola e da abitazioni e nelle immediate vicinanze centri commerciali, industrie, abitazioni e una zona di produzioni agricole di qualità. La realizzazione anche di una sola delle centrali porterà con sè danni alla salute delle persone, economici e la svalutazione del potenziale di sviluppo del territorio della zona e generale, con potenziale inquinamento e trasformando il territorio nella pattumiera di Roma a solo vantaggio di imprenditori privati.

Una delle centrali, quella di Via della Spadellata, è già in costruzione contro ogni logica ed in deroga alla distanza minima di 500 metri da obiettivi sensibili. La legislazione che dovrebbe regolare questi insediamenti è in fase di revisione attraverso la stesura di un Nuovo Piano Regionale Rifiuti, che tarda ad arrivare.

La legge in vigore è chiara!

Il Testo Unico delle leggi sanitarie (Regio Decreto 27/7/34, n. 1265), all’art. 216 recita: “Le manifatture o fabbriche che producono vapori, gas o altre esalazioni insalubri o che possono riuscire in altro modo pericolose alla salute degli abitanti sono in un elenco diviso in due classi: 

a. La prima classe comprende quelle che devono essere isolate nelle campagne e tenute lontane dalle abitazioni; 

b. La seconda quelle che esigono speciali cautele per l’incolumità del vicinato” 

E all’ art. 217 “Il Comune, sentito il parere dell’ASL competente, conferma o modifica la classificazione di industria insalubre, notificando il risultato all'interessato. E' di competenza del Sindaco, sentita preventivamente l’ASL competente, vietare l'attività o assoggettarla a particolari cautele nell'interesse della salute pubblica” 



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