Salvatore Settis Presidente della Repubblica

Salvatore Settis Presidente della Repubblica

Il problema

Salvatore Settis è un intellettuale, uno studioso che attraverso la sua specializzazione, l'archeologia, riesce ad affrontare tutti i temi della politica, avendo come faro la Costituzione Italiana che ha compreso nella sua meravigliosa essenza.
Politica è avere la consapevolezza che tutti i nostri gesti, le nostre scelte influenzano il mondo che ci circonda. E anche i gesti e le scelte degli altri.
Politica è riuscire a comprendere che il mondo è un sistema complesso, che comprende tutto, dal generale al particolare e viceversa. Nessuno come Salvatore Settis riesce a portarci per mano nella riscoperta della politica di cui avremmo bisogno, quella che ha come fine il bene comune. Proprio quello che ci vuole per far rinascere il nostro Paese.

 

"È tempo di ricordarsi che non i partiti, ma i cittadini sono i protagonisti della politica, in quanto titolari della sovranità (art. 1 della Costituzione). Noi, i cittadini, dobbiamo rivendicare il diritto di parola, dobbiamo essere l’anima pensante della polis, di cui i partiti dovrebbero essere espressione, secondo il progetto della nostra Costituzione, «la grande incompiuta». Perciò è tempo di cercare nelle associazioni di cittadini il meccanismo-base della democrazia, il serbatoio delle idee per un’alternativa di governo, per un’idea di Italia declinata al futuro. “Politica” è, per etimologia ma anche per le ragioni della storia e dell’etica, non un “mestiere” a sé, ma libero discorso da cittadino a cittadino; un discorso sulla polis, dentro la comunità dei cittadini e a suo beneficio. A noi tocca, nel degrado dei valori e dei comportamenti che appesta il tempo presente, impegnarci in una riflessione alta e meditata, non macchiata da personali interessi, sul grande tema del bene comune, cuore della nostra Costituzione, nel solco di una tradizione culturale e giuridica che in Italia non ha meno di due millenni di vita, e che oggi si trova sotto attacco. Ridare dignità alla politica non delegittimando i partiti, ma guarendoli dalle loro sordità con la forza delle idee".

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Maso NotarianniPromotore della petizioneDa bambino avrei voluto fare il veterinario a Salina, un lavoro semplice su un’isola tranquilla. Poi la vita mi ha portato altrove, e dal sognare un’isola mi sono ritrovato a far di tutto, in giro per il mondo. In ordine sparso, a fare l’elettricista, il corrispondente di guerra in Afghanistan, l’imbianchino, a viaggiare per il Chiapas con i comandanti zapatisti, a fare il dirigente di Emergency, a crescere tre figli, a dirigere per dieci anni una redazione di 20 persone. Ho imparato che servono alte doti diplomatiche per tenere insieme una redazione, per esempio, e che invece a volte una crisi diplomatica si risolve con “l’intelligenza degli elettricisti”, come direbbe Paolo Conte. Ho imparato a gestire gruppi complessi in situazioni complesse, il che diventa molto utile quando si deve collaborare alla liberazione di un ostaggio in Afghanistan, o mandare in stampa un giornale, o tenere insieme una famiglia, oppure – come di solito succede – portare avanti il tutto contemporaneamente.
Questa petizione aveva 1995 sostenitori

Il problema

Salvatore Settis è un intellettuale, uno studioso che attraverso la sua specializzazione, l'archeologia, riesce ad affrontare tutti i temi della politica, avendo come faro la Costituzione Italiana che ha compreso nella sua meravigliosa essenza.
Politica è avere la consapevolezza che tutti i nostri gesti, le nostre scelte influenzano il mondo che ci circonda. E anche i gesti e le scelte degli altri.
Politica è riuscire a comprendere che il mondo è un sistema complesso, che comprende tutto, dal generale al particolare e viceversa. Nessuno come Salvatore Settis riesce a portarci per mano nella riscoperta della politica di cui avremmo bisogno, quella che ha come fine il bene comune. Proprio quello che ci vuole per far rinascere il nostro Paese.

 

"È tempo di ricordarsi che non i partiti, ma i cittadini sono i protagonisti della politica, in quanto titolari della sovranità (art. 1 della Costituzione). Noi, i cittadini, dobbiamo rivendicare il diritto di parola, dobbiamo essere l’anima pensante della polis, di cui i partiti dovrebbero essere espressione, secondo il progetto della nostra Costituzione, «la grande incompiuta». Perciò è tempo di cercare nelle associazioni di cittadini il meccanismo-base della democrazia, il serbatoio delle idee per un’alternativa di governo, per un’idea di Italia declinata al futuro. “Politica” è, per etimologia ma anche per le ragioni della storia e dell’etica, non un “mestiere” a sé, ma libero discorso da cittadino a cittadino; un discorso sulla polis, dentro la comunità dei cittadini e a suo beneficio. A noi tocca, nel degrado dei valori e dei comportamenti che appesta il tempo presente, impegnarci in una riflessione alta e meditata, non macchiata da personali interessi, sul grande tema del bene comune, cuore della nostra Costituzione, nel solco di una tradizione culturale e giuridica che in Italia non ha meno di due millenni di vita, e che oggi si trova sotto attacco. Ridare dignità alla politica non delegittimando i partiti, ma guarendoli dalle loro sordità con la forza delle idee".

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Maso NotarianniPromotore della petizioneDa bambino avrei voluto fare il veterinario a Salina, un lavoro semplice su un’isola tranquilla. Poi la vita mi ha portato altrove, e dal sognare un’isola mi sono ritrovato a far di tutto, in giro per il mondo. In ordine sparso, a fare l’elettricista, il corrispondente di guerra in Afghanistan, l’imbianchino, a viaggiare per il Chiapas con i comandanti zapatisti, a fare il dirigente di Emergency, a crescere tre figli, a dirigere per dieci anni una redazione di 20 persone. Ho imparato che servono alte doti diplomatiche per tenere insieme una redazione, per esempio, e che invece a volte una crisi diplomatica si risolve con “l’intelligenza degli elettricisti”, come direbbe Paolo Conte. Ho imparato a gestire gruppi complessi in situazioni complesse, il che diventa molto utile quando si deve collaborare alla liberazione di un ostaggio in Afghanistan, o mandare in stampa un giornale, o tenere insieme una famiglia, oppure – come di solito succede – portare avanti il tutto contemporaneamente.

I decisori

Senatori e ai Deputati della Repubblica italiana
Senatori e ai Deputati della Repubblica italiana

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Petizione creata in data 15 marzo 2013