SÌ ALLE CASE DELLA COMUNITÀ. NO A UN RUOLO UNICO INSOSTENIBILE.

SÌ ALLE CASE DELLA COMUNITÀ. NO A UN RUOLO UNICO INSOSTENIBILE.

Firmatari recenti
Mario Salegna e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

🩺 PETIZIONE PUBBLICA NAZIONALE

SÌ ALLE CASE DELLA COMUNITÀ.

NO A UN RUOLO UNICO INSOSTENIBILE.


Difendere la medicina di famiglia significa difendere il diritto dei cittadini ad avere ancora un medico che li conosca davvero.


Petizione rivolta a:


📌 Ministero della Salute
📌 Conferenza Stato-Regioni
📌 SISAC
📌 FNOMCeO
📌 Regioni
📌 Organizzazioni sindacali della Medicina Generale

 
PERCHÉ QUESTA PETIZIONE


Noi medici di medicina generale e cittadini firmatari di questa petizione esprimiamo forte preoccupazione per l’attuale direzione della riforma della sanità territoriale italiana.

 

Siamo favorevoli:

 

✔️ alle Case della Comunità
✔️ alla medicina territoriale moderna
✔️ alla medicina di squadra
✔️ alla diagnostica territoriale
✔️ alla digitalizzazione sanitaria
✔️ al potenziamento dell’assistenza sul territorio

 

Ma siamo contrari a un modello organizzativo che rischia di diventare insostenibile sia per i professionisti sia per i cittadini.

 
⚠️ IL RISCHIO CHE STIAMO VEDENDO


Secondo le attuali proposte organizzative discusse a livello nazionale e regionale, il nuovo ruolo unico rischia di imporre ai medici di medicina generale:

 

❌ debiti orari crescenti
❌ frammentazione continua dell’attività clinica
❌ aumento del carico burocratico
❌ moltiplicazione di obblighi organizzativi
❌ riduzione progressiva del tempo dedicato ai pazienti

 

Il tutto in un territorio che già oggi vive:

 

📉 carenza di medici
📉 aumento delle cronicità
📉 popolazione sempre più anziana
📉 difficoltà organizzative quotidiane
📉 crescente fuga dei giovani dalla medicina generale

 

Temiamo che l’attuale modello rischi di rendere la medicina generale sempre meno attrattiva per le nuove generazioni di medici, aggravando ulteriormente la crisi territoriale già esistente.

 
🏥 IL PROBLEMA NON SONO LE CASE DELLA COMUNITÀ


Le Case della Comunità possono rappresentare una grande opportunità.

Ma una struttura sanitaria non funziona semplicemente perché viene inaugurato un edificio.

 

Funziona quando esistono:

 

✔️ personale sufficiente
✔️ infermieri
✔️ amministrativi
✔️ specialisti territoriali
✔️ organizzazione sostenibile
✔️ tempo clinico reale

 

Secondo il monitoraggio ufficiale Agenas elaborato dalla Fondazione GIMBE e pubblicato nel marzo 2026:

📊 su 1.715 Case della Comunità previste dal PNRR
🏥 soltanto 66 risultavano pienamente operative

 

Molte altre strutture risultavano ancora prive del personale necessario o dei servizi completi per funzionare realmente.

 

Questo dimostra che il problema della sanità territoriale non si risolve semplicemente inaugurando nuove strutture.

 
⚠️ IL TIMORE DI MOLTI PROFESSIONISTI


Temiamo che, nel tentativo di rendere rapidamente operative e rendicontabili le strutture previste dal PNRR entro le scadenze europee del 30 giugno 2026, si stia progressivamente scaricando il peso della transizione sui medici territoriali senza aver ancora costruito un modello realmente sostenibile nel lungo periodo.

 

Una riforma sostenibile non può basarsi esclusivamente sull’aumento degli obblighi dei professionisti già presenti nel sistema.

 
👨‍⚕️ IL MEDICO DI FAMIGLIA NON È UN SEMPLICE TURNISTA


Il medico di famiglia è il professionista che:

 

✔️ conosce la storia clinica del paziente
✔️ segue famiglie nel tempo
✔️ intercetta fragilità
✔️ riduce accessi impropri agli ospedali
✔️ rappresenta il primo presidio reale del Servizio Sanitario Nazionale

Difendere la medicina generale non significa difendere privilegi.

 

Significa difendere:

 

✔️ continuità assistenziale
✔️ tempo clinico reale
✔️ rapporto medico-paziente
✔️ presenza stabile sul territorio

 
⚠️ NO A UNA MEDICINA BASATA SOLO SU OBIETTIVI E BUROCRAZIA


Siamo contrari a sistemi di retribuzione prevalentemente fondati su obiettivi amministrativi, indicatori numerici o logiche di risparmio economico.

La medicina generale non può essere trasformata in una corsa a target burocratici.

 

Temiamo che modelli basati prevalentemente su obiettivi quantitativi possano progressivamente:

 

❌ aumentare la burocrazia
❌ ridurre il tempo clinico reale
❌ spostare l’attenzione dalla persona ai numeri
❌ incentivare una medicina sempre più amministrativa e sempre meno clinica

Il centro della medicina territoriale deve restare il benessere del paziente, la qualità della cura e il rapporto medico-paziente.

 
📢 COSA CHIEDIAMO


✔️ SÌ alle Case della Comunità
ma con personale reale, organizzazione reale e investimenti reali.

✔️ NO a un ruolo unico costruito senza sostenibilità concreta.
✔️ NO alla frammentazione estrema del tempo clinico tra studio, turni, Case della Comunità e obblighi burocratici.
✔️ NO a sistemi di retribuzione fondati prevalentemente su obiettivi amministrativi e logiche di risparmio.
✔️ SÌ alla tutela del rapporto medico-paziente e della continuità assistenziale.
✔️ SÌ a modelli sostenibili e realmente attrattivi per le nuove generazioni di medici.
✔️ SÌ al coinvolgimento reale dei professionisti territoriali nelle future riforme della medicina generale.
 
✍️ PERCHÉ FIRMARE


Questa petizione non nasce contro il cambiamento.

Nasce per evitare che, nel tentativo di riorganizzare rapidamente il territorio, venga progressivamente svuotato proprio ciò che oggi permette ancora ai cittadini di avere:

 

👨‍⚕️ un medico che li conosca davvero
🏥 un riferimento stabile sul territorio
⏱️ tempo clinico reale
📋 continuità assistenziale
🤝 una relazione professionale costruita nel tempo

 

Firmare questa petizione significa chiedere una sanità territoriale moderna, ma anche sostenibile, efficace e realmente orientata alla cura del paziente.

Perché il futuro della medicina generale riguarda non soltanto i medici, ma tutti i cittadini.

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Daniele Di CaterinoPromotore della petizione

510

Firmatari recenti
Mario Salegna e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

🩺 PETIZIONE PUBBLICA NAZIONALE

SÌ ALLE CASE DELLA COMUNITÀ.

NO A UN RUOLO UNICO INSOSTENIBILE.


Difendere la medicina di famiglia significa difendere il diritto dei cittadini ad avere ancora un medico che li conosca davvero.


Petizione rivolta a:


📌 Ministero della Salute
📌 Conferenza Stato-Regioni
📌 SISAC
📌 FNOMCeO
📌 Regioni
📌 Organizzazioni sindacali della Medicina Generale

 
PERCHÉ QUESTA PETIZIONE


Noi medici di medicina generale e cittadini firmatari di questa petizione esprimiamo forte preoccupazione per l’attuale direzione della riforma della sanità territoriale italiana.

 

Siamo favorevoli:

 

✔️ alle Case della Comunità
✔️ alla medicina territoriale moderna
✔️ alla medicina di squadra
✔️ alla diagnostica territoriale
✔️ alla digitalizzazione sanitaria
✔️ al potenziamento dell’assistenza sul territorio

 

Ma siamo contrari a un modello organizzativo che rischia di diventare insostenibile sia per i professionisti sia per i cittadini.

 
⚠️ IL RISCHIO CHE STIAMO VEDENDO


Secondo le attuali proposte organizzative discusse a livello nazionale e regionale, il nuovo ruolo unico rischia di imporre ai medici di medicina generale:

 

❌ debiti orari crescenti
❌ frammentazione continua dell’attività clinica
❌ aumento del carico burocratico
❌ moltiplicazione di obblighi organizzativi
❌ riduzione progressiva del tempo dedicato ai pazienti

 

Il tutto in un territorio che già oggi vive:

 

📉 carenza di medici
📉 aumento delle cronicità
📉 popolazione sempre più anziana
📉 difficoltà organizzative quotidiane
📉 crescente fuga dei giovani dalla medicina generale

 

Temiamo che l’attuale modello rischi di rendere la medicina generale sempre meno attrattiva per le nuove generazioni di medici, aggravando ulteriormente la crisi territoriale già esistente.

 
🏥 IL PROBLEMA NON SONO LE CASE DELLA COMUNITÀ


Le Case della Comunità possono rappresentare una grande opportunità.

Ma una struttura sanitaria non funziona semplicemente perché viene inaugurato un edificio.

 

Funziona quando esistono:

 

✔️ personale sufficiente
✔️ infermieri
✔️ amministrativi
✔️ specialisti territoriali
✔️ organizzazione sostenibile
✔️ tempo clinico reale

 

Secondo il monitoraggio ufficiale Agenas elaborato dalla Fondazione GIMBE e pubblicato nel marzo 2026:

📊 su 1.715 Case della Comunità previste dal PNRR
🏥 soltanto 66 risultavano pienamente operative

 

Molte altre strutture risultavano ancora prive del personale necessario o dei servizi completi per funzionare realmente.

 

Questo dimostra che il problema della sanità territoriale non si risolve semplicemente inaugurando nuove strutture.

 
⚠️ IL TIMORE DI MOLTI PROFESSIONISTI


Temiamo che, nel tentativo di rendere rapidamente operative e rendicontabili le strutture previste dal PNRR entro le scadenze europee del 30 giugno 2026, si stia progressivamente scaricando il peso della transizione sui medici territoriali senza aver ancora costruito un modello realmente sostenibile nel lungo periodo.

 

Una riforma sostenibile non può basarsi esclusivamente sull’aumento degli obblighi dei professionisti già presenti nel sistema.

 
👨‍⚕️ IL MEDICO DI FAMIGLIA NON È UN SEMPLICE TURNISTA


Il medico di famiglia è il professionista che:

 

✔️ conosce la storia clinica del paziente
✔️ segue famiglie nel tempo
✔️ intercetta fragilità
✔️ riduce accessi impropri agli ospedali
✔️ rappresenta il primo presidio reale del Servizio Sanitario Nazionale

Difendere la medicina generale non significa difendere privilegi.

 

Significa difendere:

 

✔️ continuità assistenziale
✔️ tempo clinico reale
✔️ rapporto medico-paziente
✔️ presenza stabile sul territorio

 
⚠️ NO A UNA MEDICINA BASATA SOLO SU OBIETTIVI E BUROCRAZIA


Siamo contrari a sistemi di retribuzione prevalentemente fondati su obiettivi amministrativi, indicatori numerici o logiche di risparmio economico.

La medicina generale non può essere trasformata in una corsa a target burocratici.

 

Temiamo che modelli basati prevalentemente su obiettivi quantitativi possano progressivamente:

 

❌ aumentare la burocrazia
❌ ridurre il tempo clinico reale
❌ spostare l’attenzione dalla persona ai numeri
❌ incentivare una medicina sempre più amministrativa e sempre meno clinica

Il centro della medicina territoriale deve restare il benessere del paziente, la qualità della cura e il rapporto medico-paziente.

 
📢 COSA CHIEDIAMO


✔️ SÌ alle Case della Comunità
ma con personale reale, organizzazione reale e investimenti reali.

✔️ NO a un ruolo unico costruito senza sostenibilità concreta.
✔️ NO alla frammentazione estrema del tempo clinico tra studio, turni, Case della Comunità e obblighi burocratici.
✔️ NO a sistemi di retribuzione fondati prevalentemente su obiettivi amministrativi e logiche di risparmio.
✔️ SÌ alla tutela del rapporto medico-paziente e della continuità assistenziale.
✔️ SÌ a modelli sostenibili e realmente attrattivi per le nuove generazioni di medici.
✔️ SÌ al coinvolgimento reale dei professionisti territoriali nelle future riforme della medicina generale.
 
✍️ PERCHÉ FIRMARE


Questa petizione non nasce contro il cambiamento.

Nasce per evitare che, nel tentativo di riorganizzare rapidamente il territorio, venga progressivamente svuotato proprio ciò che oggi permette ancora ai cittadini di avere:

 

👨‍⚕️ un medico che li conosca davvero
🏥 un riferimento stabile sul territorio
⏱️ tempo clinico reale
📋 continuità assistenziale
🤝 una relazione professionale costruita nel tempo

 

Firmare questa petizione significa chiedere una sanità territoriale moderna, ma anche sostenibile, efficace e realmente orientata alla cura del paziente.

Perché il futuro della medicina generale riguarda non soltanto i medici, ma tutti i cittadini.

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Daniele Di CaterinoPromotore della petizione

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Petizione creata in data 15 maggio 2026