Sì alla guardia medica, no all'h16


Sì alla guardia medica, no all'h16
Il problema
Esprimiamo sconcerto e preoccupazione per l'ipotesi prospettata dal coordinatore della SISAC, Vincenzo Pomo, di un'articolazione dell'assistenza medica territoriale sulle sedici ore (c.d. H16), dalle 8 a mezzanotte, con l'unica presenza notturna del servizio 118. I medici 118 si troverebbero a svolgere, in contemporanea, due tipologie di servizio completamente diverse: i 'codici rossi' di emergenza e le visite e prescrizioni per patologie minori.
Questa situazione provocherà disfunzioni nell'assistenza medica molto gravi, con gli operatori stretti tra l'obbligo di intervento immediato in emergenza e il pericolo di commettere omissione di soccorso se costretti a interventi molto differiti nel tempo, sia nelle zone a notevole estensione territoriale, sia nei centri urbani ad alta intensità abitativa.
Alcuni interventi, come i T.S.O. e i trasferimenti c.d. 'tempo-dipendenti', quali gli infarti, gli ictus, i politraumi, le dispnee gravi, impegnano solitamente per molte ore i medici d'emergenza 118, creando, già adesso, problemi di copertura per le patologie maggiori, mentre quelle minori, che talora, però, evolvono rapidamente in gravità, vengono efficacemente gestite dai medici di Continuità Assistenziale, comunemente conosciuti come Guardie Mediche.
Attualmente, la presenza simultanea di medici 118 e delle Guardie Mediche offre un servizio efficace di assistenza ai cittadini e di razionale limitazione degli accessi ai Pronti Soccorso.
L'organizzazione territoriale prevista danneggerà innanzitutto i cittadini. Tutto ciò comporterà alti costi umani, sociali, economici.

Il problema
Esprimiamo sconcerto e preoccupazione per l'ipotesi prospettata dal coordinatore della SISAC, Vincenzo Pomo, di un'articolazione dell'assistenza medica territoriale sulle sedici ore (c.d. H16), dalle 8 a mezzanotte, con l'unica presenza notturna del servizio 118. I medici 118 si troverebbero a svolgere, in contemporanea, due tipologie di servizio completamente diverse: i 'codici rossi' di emergenza e le visite e prescrizioni per patologie minori.
Questa situazione provocherà disfunzioni nell'assistenza medica molto gravi, con gli operatori stretti tra l'obbligo di intervento immediato in emergenza e il pericolo di commettere omissione di soccorso se costretti a interventi molto differiti nel tempo, sia nelle zone a notevole estensione territoriale, sia nei centri urbani ad alta intensità abitativa.
Alcuni interventi, come i T.S.O. e i trasferimenti c.d. 'tempo-dipendenti', quali gli infarti, gli ictus, i politraumi, le dispnee gravi, impegnano solitamente per molte ore i medici d'emergenza 118, creando, già adesso, problemi di copertura per le patologie maggiori, mentre quelle minori, che talora, però, evolvono rapidamente in gravità, vengono efficacemente gestite dai medici di Continuità Assistenziale, comunemente conosciuti come Guardie Mediche.
Attualmente, la presenza simultanea di medici 118 e delle Guardie Mediche offre un servizio efficace di assistenza ai cittadini e di razionale limitazione degli accessi ai Pronti Soccorso.
L'organizzazione territoriale prevista danneggerà innanzitutto i cittadini. Tutto ciò comporterà alti costi umani, sociali, economici.

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 25 marzo 2016
