Sì agli interruttori per il wi-fi a scuola

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Il problema

Chiediamo che vengano ripristinati a scuola gli interruttori per accendere e spegnere le antenne wi-fi, in modo tale da utilizzare la rete wireless solo quando serve per l’attività didattica. 

Il liceo scientifico statale Marie Curie di Tradate (VA), applicando il principio di precauzione, negli scorsi anni si era dotato di un sistema di interruttori (sia fisici sia software) per le antenne wi-fi. 

All’inizio dell’anno scolastico 2024-25, la scuola ha attivato una nuova rete potenziata via cavo con LIM, PC e almeno 3 prese di rete via cavo in tutte le aule, insieme a una nuova rete wi-fi che purtroppo però viene mantenuta sempre accesa

Si fa presente inoltre la votazione del Consiglio di Istituto del febbraio 2024 che ha visto tutti i rappresentanti dei docenti votare a favore dell’utilizzo degli interruttori per le antenne wi-fi della nuova rete realizzata, previo un periodo di prova per testarne la fattibilità.

Francesca E. Magni
Docente referente Tecnologie Green del Team per l’Innovazione Digitale, Liceo "Curie" Tradate (VA)

 

 

Motivazioni della richiesta

Alcuni vantaggi della rete via cavo rispetto alla connessione wifi, per quanto riguarda la qualità del servizio sono:

1.     Sicurezza informatica

2.   Velocità di connessione

3.   Affidabilità: durata di minimo 15 anni

4.   Rispetto del principio di precauzione per gli eventuali effetti sulla salute dovuti all’irraggiamento di microonde (a breve e a lungo termine)

 

Per quanto riguarda il punto 4, esistono da ormai più di 20 anni studi sperimentali che confermano i danni cellulari dovuti all'irradiazione di onde elettromagnetiche, wifi compreso, come sostiene per esempio Legambiente o la pagina informativa della Regione Lombardia “Smartphone, pc, tablet, wi-fi. Effetti dei campi elettromagnetici e indicazioni per un uso corretto” link: https://www.regione.lombardia.it/sanita/prevenzione-e-stili-di-vita/sicurezza-negli-ambienti-di-vita/smartphone-pc-tablet-wi-fi-effetti-campi-elettromagnetici-indicazioni-uso-corretto

Il documento OMS del 31 maggio 2011 classifica le onde elettromagnetiche di radiofrequenza nel Gruppo 2B (“possibly carcinogenic to humans” – sospetti cancerogeni), classificazione ancora valida, così come tutte le indicazioni contenute nella pagina segnalata.

La controversia scientifica sull’argomento è tuttora in atto. Ci sono forti pressioni da parte di scienziati per passare alla classificazione 1 (cancerogeno certo) ed è a quelle che ha risposto negativamente il documento World Cancer Report 2020 dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), insieme all'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC).

La stessa IARC ha pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet di maggio 2024, nella sezione The Lancet Oncology le raccomandazioni sulle priorità per la futura Monografia IARC del periodo 2025-2029 che includono anche una nuova valutazione del rischio di cancro associato ai campi elettromagnetici a radiofrequenza (“radiazioni non ionizzanti -radiofrequenze”) per un possibile passaggio alla Classe 2A (probabili agenti cancerogeni), visti gli ultimi aggiornamenti disponibili in letteratura biomedica e i più recenti studi sulle evidenze sperimentali ottenute dal National Toxicology Program (programma gestito dal Dipartimento della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti per coordinare, valutare e riferire sulla tossicologia all'interno degli enti pubblici) e dall’italiano Istituto Ramazzini. LINK: https://www.thelancet.com/journals/lanonc/article/PIIS1470-2045(24)00208-0/abstract

Inoltre lo Studio richiesto dal Parlamento Europeo al Comitato per il futuro della scienza e della tecnologia di luglio 2021 descrive in maniera puntuale e approfondita lo stato dell’arte della ricerca scientifica sull’argomento:             
(link: https://www.europarl.europa.eu/thinktank/it/document/EPRS_STU(2021)690012).

 

Il TAR Lazio (4.2.2014 n. 1360) ribadisce l’orientamento costante della giurisprudenza sul principio di precauzione, riguardo i potenziali rischi legati all’esposizione ai campi elettromagnetici: “l’azione amministrativa, in ossequio al principio di precauzione, pur non risultando del tutto assodato in sede scientifica il limite oltre il quale l’esposizione di campi elettromagnetici possa arrecare danni alla salute degli esseri umani, deve essere improntata ad un rigido criterio di sicurezza e di tutela delle persone coinvolte (TAR Veneto II 13.2.2001 n. 236).    
Infatti la “regola della precauzione” può essere considerata come un principio autonomo che discende dalle disposizioni del Trattato UE.           
L’applicazione del “principio di precauzione” comporta che, ogni qual volta non siano conosciuti con certezza i rischi indotti da un’attività potenzialmente pericolosa, l’azione dei pubblici poteri debba tradursi in una prevenzione anticipata rispetto al consolidamento delle conoscenze scientifiche, anche nei casi in cui i danni siano poco conosciuti o solo potenziali (Cons. St. IV 6.5.2013 n. 2446).”

 

Infine il Decreto Galletti (Decreto attuativo del Ministero per l’Ambiente pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 23 del 28 gennaio 2017) prevede disposizioni per la Qualità ambientale interna - Inquinamento elettromagnetico indoor (comma 2.3.5.4) per la Pubblica Amministrazione: “Al fine di ridurre il più possibile l’esposizione indoor a campi magnetici ad alta frequenza (RF) dotare i locali di sistemi di trasferimento dati alternativi al wi-fi, es. la connessione via cavo o la tecnologia Powerline Comunication (PLC).”

 

Si rimanda, per concludere, alla recente lettera aperta di approfondimento rivolta ai Dirigenti scolastici, agli Insegnanti e a chi è interessato a soluzioni inquinanti il meno possibile del 23 aprile 2026, link: https://www.isdenews.it/campi-elettromagnetici-e-diritto-alla-disconnessione-un-appello-per-ridurre-lesposizione-e-promuovere-buone-pratiche/ 

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Francesca MagniPromotore della petizione

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