ROMA STUDIA ANCHE DI NOTTE. Biblioteche aperte nel weekend e in orario serale.


ROMA STUDIA ANCHE DI NOTTE. Biblioteche aperte nel weekend e in orario serale.
Il problema
Nella capitale sono presenti tre università pubbliche e decine di istituti universitari privati oltre vari e qualificati istituti e centri di ricerca.
Roma si qualifica quindi come una delle principali città universitarie e quale polo culturale europeo.
Ogni giorno migliaia di persone studiano, lavorano, preparano esami, concorsi e percorsi di formazione continua.
Eppure, oggi molte biblioteche comunali di Roma Capitale hanno orari che rendono difficile l’accesso allo studio proprio nei momenti in cui tante persone avrebbero più tempo: la sera e nel fine settimana. Questo penalizza soprattutto studenti, lavoratori, persone senza spazi adeguati a casa e chi vede nella biblioteca un presidio culturale e sociale.
Le biblioteche pubbliche non sono solo luoghi di prestito, ma spazi di studio, concentrazione, inclusione e cittadinanza attiva. Tenerle chiuse quando molti cittadini potrebbero usarle significa limitarne il ruolo pubblico.
Mentre favorire in ogni modo la fruizione di tali strutture diventa quindi una sorta di imperativo morale per chiunque abbia a cuore uno sviluppo armonico della città di Roma, un recupero di spirito critico, una contaminazione culturale la più pervasiva possibile, una benefica infusione al tempo stesso massiva e altamente qualitativa di saperi, istruzione, educazione, formazione, civiltà, dottrina, erudizione e conoscenza al fine della crescita di un patrimonio di conoscenze, mentalità e progresso intellettuale diffusi.
Per questo chiediamo a Roma Capitale di avviare una sperimentazione temporanea e basata sui dati per testare nuovi orari in modo graduale e sostenibile.
Attraverso una semplice proposta, articolata su due segmenti di intervento:
1) Weekend
Apertura il sabato e la domenica di un numero selezionato di biblioteche comunali, scelte tra le più frequentate o in zone strategiche, anche a rotazione tra i municipi.
2) Sera
Aperture serali fino alle 22 o 24 in alcune biblioteche pilota al fine di valutare il numero di persone che andranno a fruire delle biblioteche nelle ore serali.
La sperimentazione sarebbe utilissima per raccogliere dati su: affluenza, costi, sostenibilità organizzativa, impatto sociale e culturale.
In molte città italiane ed europee si utilizzano già progetti pilota per estendere gli orari delle biblioteche, partendo da alcune sedi e valutando i risultati prima di eventuali ampliamenti.
Chiediamo quindi un percorso che permetta di sperimentare, poi misurare, ed infine decidere sulla base dei risultati.
Perché una città che sostiene lo studio è una città più giusta, viva e inclusiva.
👉 Firma per chiedere a Roma Capitale di sperimentare nuove aperture delle biblioteche comunali.

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Il problema
Nella capitale sono presenti tre università pubbliche e decine di istituti universitari privati oltre vari e qualificati istituti e centri di ricerca.
Roma si qualifica quindi come una delle principali città universitarie e quale polo culturale europeo.
Ogni giorno migliaia di persone studiano, lavorano, preparano esami, concorsi e percorsi di formazione continua.
Eppure, oggi molte biblioteche comunali di Roma Capitale hanno orari che rendono difficile l’accesso allo studio proprio nei momenti in cui tante persone avrebbero più tempo: la sera e nel fine settimana. Questo penalizza soprattutto studenti, lavoratori, persone senza spazi adeguati a casa e chi vede nella biblioteca un presidio culturale e sociale.
Le biblioteche pubbliche non sono solo luoghi di prestito, ma spazi di studio, concentrazione, inclusione e cittadinanza attiva. Tenerle chiuse quando molti cittadini potrebbero usarle significa limitarne il ruolo pubblico.
Mentre favorire in ogni modo la fruizione di tali strutture diventa quindi una sorta di imperativo morale per chiunque abbia a cuore uno sviluppo armonico della città di Roma, un recupero di spirito critico, una contaminazione culturale la più pervasiva possibile, una benefica infusione al tempo stesso massiva e altamente qualitativa di saperi, istruzione, educazione, formazione, civiltà, dottrina, erudizione e conoscenza al fine della crescita di un patrimonio di conoscenze, mentalità e progresso intellettuale diffusi.
Per questo chiediamo a Roma Capitale di avviare una sperimentazione temporanea e basata sui dati per testare nuovi orari in modo graduale e sostenibile.
Attraverso una semplice proposta, articolata su due segmenti di intervento:
1) Weekend
Apertura il sabato e la domenica di un numero selezionato di biblioteche comunali, scelte tra le più frequentate o in zone strategiche, anche a rotazione tra i municipi.
2) Sera
Aperture serali fino alle 22 o 24 in alcune biblioteche pilota al fine di valutare il numero di persone che andranno a fruire delle biblioteche nelle ore serali.
La sperimentazione sarebbe utilissima per raccogliere dati su: affluenza, costi, sostenibilità organizzativa, impatto sociale e culturale.
In molte città italiane ed europee si utilizzano già progetti pilota per estendere gli orari delle biblioteche, partendo da alcune sedi e valutando i risultati prima di eventuali ampliamenti.
Chiediamo quindi un percorso che permetta di sperimentare, poi misurare, ed infine decidere sulla base dei risultati.
Perché una città che sostiene lo studio è una città più giusta, viva e inclusiva.
👉 Firma per chiedere a Roma Capitale di sperimentare nuove aperture delle biblioteche comunali.

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I decisori

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Petizione creata in data 14 gennaio 2026