Metropolitane romane: c’è chi scende e chi non sale

Il problema

All’attenzione di:

Comune di Roma • Roma Capitale
Roberto Gualtieri
Sindaco
Eugenio Patanè
Assessore alla Mobilità
Barbara Funari
Assessora alle Politiche Sociali e alla Salute
Giovanni Zannola
Consigliere capitolino, Presidente della Commissione Mobilità di Roma Capitale


ATAC S.p.A.
Giovanni Mottura
Presidente del Consiglio di Amministrazione
Arrigo Giana
Consigliere
Francesca Di Donato
Consigliera


Comune di Roma • III Municipio
Paolo Emilio Marchionne
Presidente del III Municipio
Matteo Pietrosante
Assessore con delega in materia di Attuazione Urbanistica, Lavori Pubblici e Mobilità, Politiche Giovanili del III Municipio
Maria Concetta Romano
Assessora con delega alle Politiche Sociali e Servizi alla Persona, Politiche Sanitarie, Politiche Abitative del III Municipio


Regione Lazio
Nicola Zingaretti
Presidente
Mauro Alessandri
Assessore ai Lavori Pubblici e alla Mobilità
 

 

La vita è fatta a scale: c’è chi scende e chi non sale

Sono ampiamente noti anche oltre il grande raccordo anulare i problemi cronici e strutturali del trasporto locale romano, tra vetture vetuste, corse insufficienti, sovraffollamento anche in tempo di Covid, assenza di programmazione e di pulizia. Ma l’inefficienza del servizio non è il solo dramma che affligge gli aspiranti utenti, residenti e non: persistono e si moltiplicano quotidianamente le situazioni che compromettono il diritto fondamentale delle persone alla mobilità e all’accesso ai servizi essenziali

Da oltre due mesi, ai molteplici disagi che hanno caratterizzato e continuano a caratterizzare la linea metropolitana B1 appena un decennio dopo la sua inaugurazione, in particolare all’interno della fermata “Conca d’Oro”, nel quadrante nord-est di Roma, si è aggiunta la chiusura pressoché totale delle scale mobili e di entrambi gli ascensori, con la conseguente interruzione del servizio di risalita elettronico nell’ultimo tratto, in violazione dei principi basilari dell’inclusione sociale e dell’accesso ai servizi pubblici.

L’unica motivazione riportata sui cartelli informativi attuali, gli stessi da oltre due mesi, fa riferimento in maniera vaga a un’imprecisata autorità alla quale farebbe capo un collaudo e autorizzazioni senza citare date e/o responsabilità specifiche (“Enti preposti”), nella totale noncuranza dei diritti e delle necessità di persone con disabilità e mobilità ridotta, adulti con neonati e carrozzine nonché della popolazione anziana che costituisce la maggioranza della porzione di cittadinanza residente nei quartieri serviti da tale stazione metropolitana e nel municipio - il III - sul quale questa insiste

L’informazione sulla non accessibilità di questa stazione per le suddette categorie di utenti è considerata talmente irrilevante da non risultare neanche aggiornata nella sezione “accessibilità stazioni metro” del sito aziendale ATAC, salvo il riferimento generico a una “parziale accessibilità”. 

La situazione drammatica in cui versa la stazione della linea B1 di piazza Conca d’Oro, priva di palesi ragioni (in qualsiasi altra struttura pubblica o privata in cui sono attivi a Roma ascensori e scale mobili – centri commerciali, supermercati, aeroporti, stazioni ferroviarie – questi impianti sono regolarmente funzionanti, salvo brevi interruzioni per eventuali interventi di manutenzione), non è del resto isolata, ma investe in modo ormai endemico e cronico molte altre stazioni delle linee metropolitane romane (basti ricordare che nella stazione “Bologna” tutte le scale mobili di risalita sono state chiuse contemporaneamente per un lunghissimo periodo di tempo e che appena due giorni fa è stato possibile contare ben 5 scale mobili di risalita chiuse nella stazione “Libia”), scoraggiando in tal modo l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici e incrementando quello privato, e compromettendo così ulteriormente la vivibilità dello spazio urbano, in termini di traffico e di inquinamento

Mentre numerose città metropolitane italiane e tutte le altre capitali del resto d’Europa perseguono nella direzione di maggior efficienza e sostenibilità - anche sotto il profilo economico (come le diverse tipologie di “KlimaTicket” e le misure assimilabili) - dei mezzi di trasporto pubblico in maniera tale da incoraggiarne l’uso da parte della cittadinanza anche quale misura di contrasto alla crisi climatica in corso, a Roma in netta controtendenza rispetto a tutto il continente - e nonostante gli slogan della “Città dei 15 minuti” - le inefficienze e la carenza di informazioni aggiornate e precise in merito allo stato del trasporto pubblico ne scoraggiano gradualmente l’uso proprio da parte di coloro che ne avrebbero maggiormente bisogno.

 

Sul sito Internet della società ATAC S.p.A., controllata da Roma Capitale, possiamo leggere queste dichiarazioni di fondamentale importanza:

Roma Capitale è impegnata da tempo nel progressivo abbattimento delle barriere architettoniche presenti sul territorio urbano allo scopo di assicurare ai cittadini con disabilità, temporanee o permanenti, la migliore fruibilità dei servizi alla mobilità.

Atac è coinvolta nei processi di progettazione, realizzazione e gestione di alcune infrastrutture e specifici servizi dedicati.

Al fine di proseguire, in maniera propositiva, organica, sistematica e progressiva, il percorso di eliminazione delle barriere architettoniche, comunicazione e percezione necessario a garantire alle Persone con Disabilità la piena fruibilità dei servizi di superficie, delle linee della metropolitana e delle ferrovie metropolitane, Atac e Roma Capitale hanno sottoscritto con le Federazioni delle Associazioni delle Persone con Disabilità un Protocollo d´Intesa, che prevede, tra l´altro, l´istituzione di un Tavolo Permanente di Consultazione per la verifica progettuale e realizzativa.”

Il principio di non discriminazione è, inoltre, formulato ampiamente nell’articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea del 12 dicembre 2007, dove, in correlazione con l’articolo 13 del Trattato di Amsterdam, la disabilità è espressamente menzionata nell’ambito di qualsiasi forma di discriminazione.

Fondamentale risulta, infine, la Convenzione delle Nazioni unite sui diritti delle persone con disabilità del 13 dicembre 2006, firmata dall’Italia il 30 marzo 2007 e ratificata con legge 3 marzo 2009, n. 18 che prevede e promuove la partecipazione delle persone con disabilità alla vita sociale.

Alla luce di quanto sopra riportato e ricordato, chiediamo quindi alle diverse autorità competenti in materia di poter fare chiarezza e agire di conseguenza, spiegando in particolare:

1) Qual è la ragione di questa situazione generale, perché gli impianti di risalita risultano costantemente malfunzionanti e perché servono per il loro ripristino tempi infiniti e apparentemente privi di una programmazione, al punto da trasmettere la sensazione che siano in realtà in uno stato di semi-abbandono e che manchi dunque un piano di gestione del loro utilizzo e del loro funzionamento?

2) Quali sono le azioni concrete intraprese dal Comune di Roma e dalla società controllata ATAC S.p.A. al fine di garantire l’attuazione dei principi introdotti con il Protocollo di Intesa e legati all’istituzione del Tavolo Permanente di Consultazione? 

3) Chi sono gli enti preposti che dovrebbero intervenire e non intervengono?

4) Quando sarà integrato un piano di manutenzione e di monitoraggio su base regolare e non più eccezionale con un relativo piano di comunicazione esterna e tempistiche chiare e controllabili?

5) Quali sono le ragioni di una pressoché generale e cronica assenza di informazioni precise sui tempi di svolgimento degli interventi di manutenzione della rete metropolitana?

 

Grazie in anticipo per le risposte e per gli interventi che vorrete assicurare in tempi celeri.

 

Primi/e firmatari/ie:

  • Graziella Capello
  • Silvia Caravita
  • Rita Coco
  • Claudia De Martino
  • Anna Lodeserto
  • Sandro Pietrisanti
  • Nicola Ruberto 
  • Giovanni Ruocco
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Anna LodesertoPromotore della petizioneConcerned #EU citizen with a strong interest and expertise in (human) mobility and #migration law and policy; #Digital #Migration #Antidiscrimination Researcher #migrantmyself ⛵

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Comune di Roma • Roma Capitale
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Sindaco
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Assessore alla Mobilità
Barbara Funari
Assessora alle Politiche Sociali e alla Salute
Giovanni Zannola
Consigliere capitolino, Presidente della Commissione Mobilità di Roma Capitale


ATAC S.p.A.
Giovanni Mottura
Presidente del Consiglio di Amministrazione
Arrigo Giana
Consigliere
Francesca Di Donato
Consigliera


Comune di Roma • III Municipio
Paolo Emilio Marchionne
Presidente del III Municipio
Matteo Pietrosante
Assessore con delega in materia di Attuazione Urbanistica, Lavori Pubblici e Mobilità, Politiche Giovanili del III Municipio
Maria Concetta Romano
Assessora con delega alle Politiche Sociali e Servizi alla Persona, Politiche Sanitarie, Politiche Abitative del III Municipio


Regione Lazio
Nicola Zingaretti
Presidente
Mauro Alessandri
Assessore ai Lavori Pubblici e alla Mobilità
 

 

La vita è fatta a scale: c’è chi scende e chi non sale

Sono ampiamente noti anche oltre il grande raccordo anulare i problemi cronici e strutturali del trasporto locale romano, tra vetture vetuste, corse insufficienti, sovraffollamento anche in tempo di Covid, assenza di programmazione e di pulizia. Ma l’inefficienza del servizio non è il solo dramma che affligge gli aspiranti utenti, residenti e non: persistono e si moltiplicano quotidianamente le situazioni che compromettono il diritto fondamentale delle persone alla mobilità e all’accesso ai servizi essenziali

Da oltre due mesi, ai molteplici disagi che hanno caratterizzato e continuano a caratterizzare la linea metropolitana B1 appena un decennio dopo la sua inaugurazione, in particolare all’interno della fermata “Conca d’Oro”, nel quadrante nord-est di Roma, si è aggiunta la chiusura pressoché totale delle scale mobili e di entrambi gli ascensori, con la conseguente interruzione del servizio di risalita elettronico nell’ultimo tratto, in violazione dei principi basilari dell’inclusione sociale e dell’accesso ai servizi pubblici.

L’unica motivazione riportata sui cartelli informativi attuali, gli stessi da oltre due mesi, fa riferimento in maniera vaga a un’imprecisata autorità alla quale farebbe capo un collaudo e autorizzazioni senza citare date e/o responsabilità specifiche (“Enti preposti”), nella totale noncuranza dei diritti e delle necessità di persone con disabilità e mobilità ridotta, adulti con neonati e carrozzine nonché della popolazione anziana che costituisce la maggioranza della porzione di cittadinanza residente nei quartieri serviti da tale stazione metropolitana e nel municipio - il III - sul quale questa insiste

L’informazione sulla non accessibilità di questa stazione per le suddette categorie di utenti è considerata talmente irrilevante da non risultare neanche aggiornata nella sezione “accessibilità stazioni metro” del sito aziendale ATAC, salvo il riferimento generico a una “parziale accessibilità”. 

La situazione drammatica in cui versa la stazione della linea B1 di piazza Conca d’Oro, priva di palesi ragioni (in qualsiasi altra struttura pubblica o privata in cui sono attivi a Roma ascensori e scale mobili – centri commerciali, supermercati, aeroporti, stazioni ferroviarie – questi impianti sono regolarmente funzionanti, salvo brevi interruzioni per eventuali interventi di manutenzione), non è del resto isolata, ma investe in modo ormai endemico e cronico molte altre stazioni delle linee metropolitane romane (basti ricordare che nella stazione “Bologna” tutte le scale mobili di risalita sono state chiuse contemporaneamente per un lunghissimo periodo di tempo e che appena due giorni fa è stato possibile contare ben 5 scale mobili di risalita chiuse nella stazione “Libia”), scoraggiando in tal modo l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici e incrementando quello privato, e compromettendo così ulteriormente la vivibilità dello spazio urbano, in termini di traffico e di inquinamento

Mentre numerose città metropolitane italiane e tutte le altre capitali del resto d’Europa perseguono nella direzione di maggior efficienza e sostenibilità - anche sotto il profilo economico (come le diverse tipologie di “KlimaTicket” e le misure assimilabili) - dei mezzi di trasporto pubblico in maniera tale da incoraggiarne l’uso da parte della cittadinanza anche quale misura di contrasto alla crisi climatica in corso, a Roma in netta controtendenza rispetto a tutto il continente - e nonostante gli slogan della “Città dei 15 minuti” - le inefficienze e la carenza di informazioni aggiornate e precise in merito allo stato del trasporto pubblico ne scoraggiano gradualmente l’uso proprio da parte di coloro che ne avrebbero maggiormente bisogno.

 

Sul sito Internet della società ATAC S.p.A., controllata da Roma Capitale, possiamo leggere queste dichiarazioni di fondamentale importanza:

Roma Capitale è impegnata da tempo nel progressivo abbattimento delle barriere architettoniche presenti sul territorio urbano allo scopo di assicurare ai cittadini con disabilità, temporanee o permanenti, la migliore fruibilità dei servizi alla mobilità.

Atac è coinvolta nei processi di progettazione, realizzazione e gestione di alcune infrastrutture e specifici servizi dedicati.

Al fine di proseguire, in maniera propositiva, organica, sistematica e progressiva, il percorso di eliminazione delle barriere architettoniche, comunicazione e percezione necessario a garantire alle Persone con Disabilità la piena fruibilità dei servizi di superficie, delle linee della metropolitana e delle ferrovie metropolitane, Atac e Roma Capitale hanno sottoscritto con le Federazioni delle Associazioni delle Persone con Disabilità un Protocollo d´Intesa, che prevede, tra l´altro, l´istituzione di un Tavolo Permanente di Consultazione per la verifica progettuale e realizzativa.”

Il principio di non discriminazione è, inoltre, formulato ampiamente nell’articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea del 12 dicembre 2007, dove, in correlazione con l’articolo 13 del Trattato di Amsterdam, la disabilità è espressamente menzionata nell’ambito di qualsiasi forma di discriminazione.

Fondamentale risulta, infine, la Convenzione delle Nazioni unite sui diritti delle persone con disabilità del 13 dicembre 2006, firmata dall’Italia il 30 marzo 2007 e ratificata con legge 3 marzo 2009, n. 18 che prevede e promuove la partecipazione delle persone con disabilità alla vita sociale.

Alla luce di quanto sopra riportato e ricordato, chiediamo quindi alle diverse autorità competenti in materia di poter fare chiarezza e agire di conseguenza, spiegando in particolare:

1) Qual è la ragione di questa situazione generale, perché gli impianti di risalita risultano costantemente malfunzionanti e perché servono per il loro ripristino tempi infiniti e apparentemente privi di una programmazione, al punto da trasmettere la sensazione che siano in realtà in uno stato di semi-abbandono e che manchi dunque un piano di gestione del loro utilizzo e del loro funzionamento?

2) Quali sono le azioni concrete intraprese dal Comune di Roma e dalla società controllata ATAC S.p.A. al fine di garantire l’attuazione dei principi introdotti con il Protocollo di Intesa e legati all’istituzione del Tavolo Permanente di Consultazione? 

3) Chi sono gli enti preposti che dovrebbero intervenire e non intervengono?

4) Quando sarà integrato un piano di manutenzione e di monitoraggio su base regolare e non più eccezionale con un relativo piano di comunicazione esterna e tempistiche chiare e controllabili?

5) Quali sono le ragioni di una pressoché generale e cronica assenza di informazioni precise sui tempi di svolgimento degli interventi di manutenzione della rete metropolitana?

 

Grazie in anticipo per le risposte e per gli interventi che vorrete assicurare in tempi celeri.

 

Primi/e firmatari/ie:

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I decisori

Roberto Gualtieri
Candidato a sindaco di Roma
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Barbara Funari
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Eugenio Patanè
Eugenio Patanè
Assessore alla Mobilità del Comune di Roma
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Petizione creata in data 31 luglio 2022