Per il San Giacomo in Augusta, per la Sanità Pubblica !

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OGGETTO: lettera aperta in favore della riapertura dell'Ospedale San Giacomo

 

Occorre premettere che l'ospedale San Giacomo, storicamente edificato nel 1339 per volontà del Cardinale  Pietro Colonna è situata nel cuore di Roma, fra Via del Corso, Via Ripetta, e via Canova,  in oltre 7 secoli, l'ospedale degli incurabili e' stato piu' volte ristrutturato ed ampliato fino ad avere la struttura che ammiriamo oggi.

Di recente la struttura sanitaria, assieme ad altre numerose del Lazio, è stata chiusa, e oggetto di una  “cartolarizzazione”, ovvero "acquistato" dalla Asl attraverso la creazione con L.R. 16/2001 della San-Im Spa (a capitale Regionale) poi “locato” alla stessa Asl che paga un canone di locazione, attualmente di € ..... annui.

La chiusura è avvenuta con L.R. 14/2008 (legge di assestamento del bilancio attuativa di un piano di rientro del deficit sanitario della Regione voluta dalla L.  311/2004) e questo dopo importanti e costosi lavori di ammodernamento.  Questioni economiche già oggetto di una denuncia che risulta pendente innanzi la Procura presso la Corte dei Conti del Lazio.

Ad oggi il centro storico di Roma è priva di una struttura sanitaria, centro che va da Piazza del Popolo a Piazza Venezia, popolata da circa 400 mila persone, zona con molte strutture pubbliche, governative, stazioni metro di Piazza del Popolo, Piazza di Spagna e  Barberini, ed a pochi passi dallo Stadio Olimpico.  

Si ritiene avere la struttura un preminente interesse pubblico, con la necessità, che gli organi competenti pongano in essere tutte le attività volte a ripristinare e restituire il San Giacomo in Augusta alla città di Roma, un Dea Pubblico di 1 livello con 150 posti letto nel cuore della Capitale.

Ciò richiederebbe una attività (e volontà) politico-amministrativa di concerto tra vari livelli, con un riesame e riassetto della normativa nazionale e regionale di settore, con contestuale restyling del piano di rientro del deficit sanitario.

Si auspica un serio interesse degli organi in intestazione, al fine di evitare il rischio che la struttura ospedaliera, oggi dismessa, oltre che aver privato il cuore di Roma e i suoi abitanti di una idonea ed efficiente struttura sanitaria, con il tempo possa essere oggetto di una speculazione edilizia, perdendo in maniera definitiva sede ogni finalità pubblica.

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