Trapianti di midollo: mai più senza un piano B, perché Lisa non sia morta invano

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Siamo i familiari di Elisabetta Federico, per tutti noi Lisa, prematuramente venuta a mancare il 3 novembre u.s. a seguito di una cattiva infusione di midollo osseo forzatamente effettuata per rispetto dei protocolli, benché il midollo pervenuto al donatore risultasse insufficiente (qualitativamente e quantitativamente) a giudizio dei medici stessi.
Abbiamo deciso di lanciare questa petizione affinché siano rivisti i protocolli internazionali relativi alla donazione di midollo osseo e non succeda più quanto avvenuto a nostra figlia.  

La nostra cara Lisa ha vissuto un calvario che abbiamo descritto in un post specifico (https://www.facebook.com/maurizio.federico.98/posts/10218087058063799 peraltro ripreso da numerosi media, tra i quali Corriere della Sera e La Repubblica per citarne alcuni.  

Questo calvario – e l’epilogo tragico della morteè avvenuto perché non è prevista una alternativa nel caso la donazione avesse problemi quantitativi/qualitativi. 
Ebbene nei giorni precedenti la trasfusione il paziente riceve un condizionamento (chemioterapia) finalizzato a ridurre le possibilità di rigetto ma ciò lo pone nella condizione di non poter rimanere per troppo tempo senza l’infusione del materiale del donatore, che gli viene quindi – secondo il protocollo - praticata, a prescindere dalla sua qualità.  

La nostra domanda è: possibile che non esista un piano B nel caso il materiale donato si riveli non adatto? Ebbene no, oggi non esiste, ed è per questo che abbiamo avviato questa petizione.  

Volendo fare un esempio, sappiamo tutti che i moderni areoplani commerciali vengono costruiti in modo che se uno dei due motori va in panne, è sufficiente l’azione del secondo motore per salvare le vite. Il piano B è rappresentato dalla spinta del secondo motore di per sé sufficiente a far volare l’aereo. Quante volte si rompe un motore di un aereo? Per fortuna pochissime volte, ma non per questo non si è pensato, per salvare vite umane, di progettare gli aerei in modo che possano volare con un solo motore. 

Allo stesso modo: quante volte la donazione del midollo osseo risulta essere praticamente inutilizzabile? Pochissime volte, ma non per questo non bisognerebbe pensare ad un piano B per salvare vite umane. Nel nostro caso, ed in tutti quelli riferibili a trapianti di midollo osseo, i protocolli dovrebbero prevedere un piano B che potrebbe semplicemente consistere nell’allertare un donatore alternativo, magari anche con qualche “mismatch” negli HLA (il rischio a lungo termine di non avere un “matching” 10/10 è ovviamente sopportabile in casi del genere), al quale chiedere un pronto aiuto in caso di fallimento della prima donazione. 

Chiediamo quindi al Ministro della Salute Roberto Speranza, di dar corso ai dovuti approfondimenti affinché si modifichi il protocollo vigente e non si abbia a ripetere una tragedia come quella che ha colpito la nostra amata Lisa.