
Cari amici buongiorno.
Avevo annunciato a breve ulteriori novità ma il continuo mutare del palcoscenico politico ci ha messo in una condizione di stallo. Verosimilmente delle novità ci sono, e risalgono al 3 settembre scorso concernente una seconda missiva ricevuta dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Nella beffarda sorte ricordo che il 4 settembre si è cimentata una nuova maggioranza di Governo e con esso sono cambiati tutti i riferimenti e in questo momento, proseguire con celerità è difficile. Non decadono però le Commissioni Parlamentari che dovrebbero rimanere in carica fino a metà del prossimo anno ma con ridotta attività. In questa fase promiscua, ritengo più opportuno lasciar “adagiare la polvere”, ovvero, lasciare che il nuovo Governo si consolidi in tutte le ramificazioni istituzionali. Nel frattempo Vi assicuro che il sottoscritto non attenua l’attività sensibilizzante.
Nella lettera si coglie l’approfonditamente della tematica in questione da parte dei tecnici del Ministero, i quali in ragion del loro ruolo, dopo aver menzionato l’articolo 6 comma 1 del decreto legislativo del 16 settembre 1996 n 564, riportano scriventi la ragion veduta, che così chiariscono: “…nondimeno, il successivo comma 3 prevede che con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale sono individuati i corsi di formazione professionale, i periodi di studio o di ricerca e le tipologie di ingresso al mercato del lavoro ammessi alla copertura assicurativa ai sensi del comma 1”.
“Il richiamato decreto non è stato ancora emanato e pertanto la disposizione è rimasta, anche per i periodi successivi al 31/12/1996, inattuata”.
Per cui si evince che neppure i periodi successivi al 31/12/1996 possono essere riscattati come originalmente si pensava!
La missiva prosegue specificando che: “il decreto ministeriale in questione - che avrebbe dovuto individuare le specifiche caratteristiche dei corsi di formazione professionale, i periodi di studio o di ricerca e le tipologie di ingresso al mercato del lavoro ammessi al riscatto - costituisce la fonte normativa deputata ad integrare una disposizione che autonomamente non è idonea a fissare un diritto concreto ed attuale”.
Quindi, in assenza del decreto attuativo, le domande di riscatto dei corsi professionali presentate ai sensi dell’art.6 del D. Lgs. n.564/1996 vengono respinte. Capite? All’interno del Decreto devo essere specificate le figure ammesse al riscatto, ma ciò non è mai stato fatto. Praticamente una legge approvata senza i decreti attuativi equivale ad un nonnulla.
Siamo quindi di fronte a due carenze antitetiche che hanno procurato danni sociali:
a) Nel primo caso hanno legiferato permettendo il riscatto solamente i periodi successivi al 31/12/1996, ma è rimasto tutto congelato per non aver dato seguito al decreto.
b) Ancor più, hanno originato una discriminazione previdenziale ponendo una divisione temporale nell’ inosservanza dell'art. 13 della legge 12 agosto 1962, n. 1338 condizione meritevole di perizia costituzionale.
Per onor di cronaca, anche la recente possibilità di riscattare i corsi di laurea avrebbero potuto generare una montagna di ricorsi se fossero posti dei limiti di età o uno sparti acque temporale proprio come nel nostro caso.
Concludendo, in passato sono state avviate le interlocuzioni tra Ministero del Lavoro e INPS per definirne i contenuti del suddetto decreto, ciò rappresenta per Noi tutti il blocco dal quale ripartire sollecitando i funzionari preposti a riprendere al più presto la questione.
Inoltre, come precedentemente annunciato, a Napoli è stata intrapresa un’azione legale che ha come fondamentali il contenuto della petizione. A giugno, il Giudice ha rinviato la decisione al 24 ottobre c. a. Sono quindi in trepidante attesa in quanto la pronuncia che uscirà da un’aula di Tribunale potrebbe ricadere per riflesso sulle Nostre aspettative.
Con la speranza di avervi chiarito la situazione, porgo i miei più vivi saluti, e ringrazio tutti coloro che hanno e continueranno a sostenere la Nostra interpellanza che tutt’ora ha raggiunto esattamente i 670 firmatari, e tutti coloro che mi hanno contatto telefonicamente e rilasciato per e-mail suggerimenti ed esperienze lavorative.
Non possiamo mollare, io non mollo, qualunque sia il Governo in carica. Avevamo delle aspettative e non ho intenzione di lasciarle evaporare. Perseveriamo nel divulgare, convincere, fare.
Udine, 21 ottobre 2019 A presto – Andrea Mauro