INWIT e FIBERCOP: RIQUALIFICA E MESSA IN SICUREZZA DEL TRALICCIO DI VIA EMILIA LEVANTE 79

INWIT e FIBERCOP: RIQUALIFICA E MESSA IN SICUREZZA DEL TRALICCIO DI VIA EMILIA LEVANTE 79

Il problema

​Il traliccio di telefonia mobile situato in Via Emilia Levante 79 a Bologna, installato nel lontano 2000, versa oggi in uno stato di totale abbandono e degrado avanzato, ridotto ormai a un pericoloso scheletro di metallo completamente arrugginito.

​Questa struttura non solo rappresenta un intolerabile pugno nell'occhio che deturpa il decoro del Quartiere Savena, ma solleva anche fondate preoccupazioni per la sicurezza e la pubblica incolumità dei residenti, data la fitta densità abitativa della zona e l'evidente corrosione di montanti e bulloneria.

​LA SVOLTA E IL PALLEGGIO DELLE RESPONSABILITÀ: In data 14 maggio 2026, la società FiberCop S.p.A. ha ufficializzato il raggiungimento di un accordo storico con la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) per un finanziamento straordinario di 1 miliardo di euro (fondi europei InvestEU), destinato specificamente alla "modernizzazione delle infrastrutture di rete".

​A seguito delle nostre formali diffide, FiberCop ha risposto ufficialmente a mezzo PEC (Prot. 2026-0038259) confermando di essere la proprietaria esclusiva dell'area, del terreno e dello stabile adiacente, ma indicando il colosso INWIT S.p.A. come proprietario e responsabile materiale della gestione e manutenzione del traliccio metallico. Siamo davanti a una chiara co-responsabilità strategica: FiberCop ospita il degrado sul suo terreno, mentre INWIT mantiene il "ferro" arrugginito sotto le nostre finestre. Entrambe le società sono nate dalla stessa costola (TIM) e collaborano strettamente.

​Alla luce dell'enorme disponibilità economica di matrice comunitaria appena ricevuta dalla loro filiera aziendale e degli impegni di sostenibilità (criteri ESG) professati da INWIT, ogni alibi economico o scusa legata alla mancanza di budget cade definitivamente.

​Non è tollerabile che aziende che beneficiano di un miliardo di euro pubblici per l'innovazione mantengano sul territorio relitti industriali del secolo scorso, ignorando l'Articolo 52 del Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE) del Comune di Bologna che impone la minimizzazione dell'impatto paesaggistico.

​COSA CHIEDIAMO CON QUESTA PETIZIONE:

​A INWIT S.p.A. (Proprietaria del traliccio) e a FIBERCOP S.p.A. (Proprietaria del sito): Di agire in solido e inserire immediatamente il sito di Via Emilia Levante 79 nei piani straordinari di ammodernamento finanziati dai fondi BEI, procedendo alla rimozione del vecchio traliccio a gabbia e alla sua sostituzione con una struttura moderna "monopalo" mimetizzata o di design a basso impatto visivo, come i modelli virtuosi già installati a pochi metri di distanza nel nostro quartiere.
​AL COMUNE DI BOLOGNA: Di esercitare la massima pressione istituzionale ed edilizia su entrambi i soggetti privati, attivando controlli tecnici urgenti tramite ARPAE per verificare l'idoneità statica della struttura e imporre coattivamente il rispetto delle norme di decoro urbano.
​La nostra bella città e il nostro quartiere meritano sicurezza, cura e modernità tecnologica reale, non l'incuria strutturale e il rimpallo di responsabilità tra privati. I soldi dall'Europa sono arrivati: uniti possiamo costringere INWIT, FiberCop e il Comune a usarli per la salute pubblica e la bellezza del nostro territorio!

​FIRMA E CONDIVIDI ORA QUESTA PETIZIONE!

​(Nota per i firmatari: controllate subito la vostra e-mail dopo aver firmato e cliccate sul link di conferma inviato da Change.org, altrimenti la vostra firma non sarà considerata valida!)

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Alessandro MicaiPromotore della petizione

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Il problema

​Il traliccio di telefonia mobile situato in Via Emilia Levante 79 a Bologna, installato nel lontano 2000, versa oggi in uno stato di totale abbandono e degrado avanzato, ridotto ormai a un pericoloso scheletro di metallo completamente arrugginito.

​Questa struttura non solo rappresenta un intolerabile pugno nell'occhio che deturpa il decoro del Quartiere Savena, ma solleva anche fondate preoccupazioni per la sicurezza e la pubblica incolumità dei residenti, data la fitta densità abitativa della zona e l'evidente corrosione di montanti e bulloneria.

​LA SVOLTA E IL PALLEGGIO DELLE RESPONSABILITÀ: In data 14 maggio 2026, la società FiberCop S.p.A. ha ufficializzato il raggiungimento di un accordo storico con la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) per un finanziamento straordinario di 1 miliardo di euro (fondi europei InvestEU), destinato specificamente alla "modernizzazione delle infrastrutture di rete".

​A seguito delle nostre formali diffide, FiberCop ha risposto ufficialmente a mezzo PEC (Prot. 2026-0038259) confermando di essere la proprietaria esclusiva dell'area, del terreno e dello stabile adiacente, ma indicando il colosso INWIT S.p.A. come proprietario e responsabile materiale della gestione e manutenzione del traliccio metallico. Siamo davanti a una chiara co-responsabilità strategica: FiberCop ospita il degrado sul suo terreno, mentre INWIT mantiene il "ferro" arrugginito sotto le nostre finestre. Entrambe le società sono nate dalla stessa costola (TIM) e collaborano strettamente.

​Alla luce dell'enorme disponibilità economica di matrice comunitaria appena ricevuta dalla loro filiera aziendale e degli impegni di sostenibilità (criteri ESG) professati da INWIT, ogni alibi economico o scusa legata alla mancanza di budget cade definitivamente.

​Non è tollerabile che aziende che beneficiano di un miliardo di euro pubblici per l'innovazione mantengano sul territorio relitti industriali del secolo scorso, ignorando l'Articolo 52 del Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE) del Comune di Bologna che impone la minimizzazione dell'impatto paesaggistico.

​COSA CHIEDIAMO CON QUESTA PETIZIONE:

​A INWIT S.p.A. (Proprietaria del traliccio) e a FIBERCOP S.p.A. (Proprietaria del sito): Di agire in solido e inserire immediatamente il sito di Via Emilia Levante 79 nei piani straordinari di ammodernamento finanziati dai fondi BEI, procedendo alla rimozione del vecchio traliccio a gabbia e alla sua sostituzione con una struttura moderna "monopalo" mimetizzata o di design a basso impatto visivo, come i modelli virtuosi già installati a pochi metri di distanza nel nostro quartiere.
​AL COMUNE DI BOLOGNA: Di esercitare la massima pressione istituzionale ed edilizia su entrambi i soggetti privati, attivando controlli tecnici urgenti tramite ARPAE per verificare l'idoneità statica della struttura e imporre coattivamente il rispetto delle norme di decoro urbano.
​La nostra bella città e il nostro quartiere meritano sicurezza, cura e modernità tecnologica reale, non l'incuria strutturale e il rimpallo di responsabilità tra privati. I soldi dall'Europa sono arrivati: uniti possiamo costringere INWIT, FiberCop e il Comune a usarli per la salute pubblica e la bellezza del nostro territorio!

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​(Nota per i firmatari: controllate subito la vostra e-mail dopo aver firmato e cliccate sul link di conferma inviato da Change.org, altrimenti la vostra firma non sarà considerata valida!)

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Alessandro MicaiPromotore della petizione

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