Ripristinare corsi all'educazione nella relazione di genere affettiva-sessuale in Trentino


Ripristinare corsi all'educazione nella relazione di genere affettiva-sessuale in Trentino
Il problema
Quello che ci muove è una profonda preoccupazione in merito a ciò che sta accadendo nel nostro territorio. Nel 2018 ci siamo viste togliere da chi ci governa, i corsi all’educazione nella relazione di genere. Oggi, apprendiamo del disegno di legge n. 148 depositato il 3 giugno 2022 da alcunǝ consiglierǝ provinciali, che fa seguito in modo concertato alla richiesta contenuta nella petizione dall’associazione Pro Vita & Famiglia. Questo disegno di legge è volto alla modifica della legge provinciale sulla scuola del 7 agosto 2006, n. 5 (“Sistema educativo di istruzione e formazione del Trentino”). Nello specifico: se il disegno di legge diventasse realtà renderebbe ostico per gli istituti scolastici attivare liberamente, come sono titolati a fare, dei percorsi educativi che parlino di affettività e sessualità in modo inclusivo.
Questo per la possibile aggiunta dell’art. 18-bis alla legge provinciale prima citata che, tra le altre cose, prevede: l’inserimento nel protocollo d’istituto dei percorsi suddetti, la redazione preventiva di un’informativa scritta al riguardo e la sua conseguente approvazione del Consiglio scolastico e dei genitori, un resoconto a posteriori delle attività svolte. In particolare critichiamo la possibilità, su segnalazione anche di un solo genitore, di bandire dall’istituto scolastico almeno per un triennio gli enti, le associazioni e lǝ professionistǝ che si discostino dalle informative o che non rispettino la lista stringente di argomenti permessi. E ancora: critichiamo il divieto assoluto di realizzare “progetti o attività basati sulla prospettiva di genere, che promuovano la fluidità di genere o dell'identità sessuale, oppure che insegnino a dissociare l'identità sessuale dal sesso biologico” (citiamo letteralmente il disegno di legge in questione).
Abbiamo deciso di presentare questa petizione in risposta a diversi e reiterati comportamenti che notiamo essere portati avanti dalle istituzioni che dovrebbero, invece, difendere determinate istanze. La paura irrazionale ed antiscientifica di pochǝ rischia di produrre delle conseguenze dannose che arriverebbero ad influenzare la vita di tutte le persone che vivono in questo territorio, ledendo i nostri diritti e la nostra autodeterminazione.
Riteniamo che garantire, nelle scuole di ogni ordine e grado, percorsi volti ad un'educazione sessuale completa e consapevole sia essenziale per lǝ studentǝ di ogni età nell’affermare liberamente la propria sessualità.
Senza questo tipo di consapevolezza è più difficile stabilire e difendere i propri diritti, è più difficile il raggiungimento di un pieno sviluppo della propria personalità come statuito anche dall’art. 26 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.
Non vediamo come un’educazione all'affettività ed alla sessualità che parli di parità di genere, di non discriminazione in base all’orientamento sessuale, di affermazione individuale della propria identità di genere come non corrispondente necessariamente al sesso biologico, possa essere lesivo di chi sta crescendo e formandosi all’interno di un’istituzione scolastica.
Parlando di scuola e di istituzioni scolastiche spesso ci riferiamo ad esse come dei primi spazi nei quali interagiamo con lǝ altrǝ, formiamo ed affermiamo noi stessi. Non permettiamo che questo ambiente venga deliberatamente trasformato in un luogo che accetta, tollera e giustifica la discriminazione, il bullismo e lo stigma.
Ribadiamo con forza che libertà di educazione non può e non deve mai corrispondere a libertà di discriminazione.
I diritti sessuali sono nominati dall'ONU, dall'OMS e dalla World Association for Sexual Health (WAS) tra i diritti umani fondamentali, necessari al raggiungimento di una vita piena e soddisfacente.
L'OMS definisce la sessualità come una componente centrale dell'essere umano e dichiara che gli esseri umani hanno diritto ad essere informati da figure professionali e competenti, in quanto adduce anche che l'educazione sessuale informale non è adeguata alla società moderna. I giovani, come riporta sempre l'OMS, sono esposti a molte nuove fonti di informazione, il che comporta la necessità di contrastare e correggere le informazioni e le immagini fuorvianti veicolate dai media. Per una serie di ragioni questa definizione è molto utile: sottolinea che la sessualità è un aspetto centrale dell’essere umano, che non è limitata a determinate fasce di età, che è strettamente connessa al genere, che comprende vari orientamenti sessuali e che va ben oltre la riproduzione.
L’educazione sessuale come prevista dall'OMS, persegue, tra gli altri, i seguenti obiettivi:
- Contribuire a un clima sociale di tolleranza, apertura e rispetto verso la diversità sessuale e le differenze di genere. (punti 1 e 2);
- Far sì che le persone siano in grado di fare scelte informate e consapevoli e di agire in modo responsabile verso se stessi e il proprio partner (punto 3);
- Avere consapevolezza e conoscenza del corpo umano in particolare per quanto attiene la sessualità, nonché imparare a esprimere sentimenti e bisogni; vivere piacevolmente la sessualità, sviluppare i propri ruoli di genere e la propria identità sessuale (punti 4 e 5);
- Acquisire informazioni adeguate sugli aspetti trasversali della sessualità, della contraccezione, delle infezioni sessualmente trasmessibili e della violenza sessuale (punto 6);
- Essere in grado di instaurare relazioni sessuali paritarie in cui vi siano comprensione reciproca e rispetto per i bisogni e i confini reciproci contribuendo alla prevenzione dell’abuso e della violenza sessuale (punto 10).
Alla luce di tutto questo, noi, sicure della scientificità delle fonti citate, quali L'OMS e WAS, crediamo che non sia lecito riportare tutto a una fantomatica e antiscientifica "Teoria gender" che ha il solo scopo fuorviante e strumentale di raggiungere obiettivi politici quanto più lontani dal raggiungimento dello stato di pieno godimento dei diritti umani di tuttǝ.
Per una scuola pubblica, laica, aperta e accogliente, perché l'educazione alle differenze, all’affettività e alla sessualità siano a pieno titolo riconosciute e costitutive della didattica,
CHIEDIAMO:
Che il disegno di legge n. 148 sia rigettato e che vengano ripristinati i corsi all’educazione nella relazione di genere così come introdotti prima della loro cancellazione: finanziati dalla Provincia Autonoma di Trento, tenuti in tutte le scuole trentine da figure professionali competenti e non dalle forze dell'ordine, il cui compito è appunto tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica e non certo accompagnare le persone nella conoscenza di sé.
Il problema
Quello che ci muove è una profonda preoccupazione in merito a ciò che sta accadendo nel nostro territorio. Nel 2018 ci siamo viste togliere da chi ci governa, i corsi all’educazione nella relazione di genere. Oggi, apprendiamo del disegno di legge n. 148 depositato il 3 giugno 2022 da alcunǝ consiglierǝ provinciali, che fa seguito in modo concertato alla richiesta contenuta nella petizione dall’associazione Pro Vita & Famiglia. Questo disegno di legge è volto alla modifica della legge provinciale sulla scuola del 7 agosto 2006, n. 5 (“Sistema educativo di istruzione e formazione del Trentino”). Nello specifico: se il disegno di legge diventasse realtà renderebbe ostico per gli istituti scolastici attivare liberamente, come sono titolati a fare, dei percorsi educativi che parlino di affettività e sessualità in modo inclusivo.
Questo per la possibile aggiunta dell’art. 18-bis alla legge provinciale prima citata che, tra le altre cose, prevede: l’inserimento nel protocollo d’istituto dei percorsi suddetti, la redazione preventiva di un’informativa scritta al riguardo e la sua conseguente approvazione del Consiglio scolastico e dei genitori, un resoconto a posteriori delle attività svolte. In particolare critichiamo la possibilità, su segnalazione anche di un solo genitore, di bandire dall’istituto scolastico almeno per un triennio gli enti, le associazioni e lǝ professionistǝ che si discostino dalle informative o che non rispettino la lista stringente di argomenti permessi. E ancora: critichiamo il divieto assoluto di realizzare “progetti o attività basati sulla prospettiva di genere, che promuovano la fluidità di genere o dell'identità sessuale, oppure che insegnino a dissociare l'identità sessuale dal sesso biologico” (citiamo letteralmente il disegno di legge in questione).
Abbiamo deciso di presentare questa petizione in risposta a diversi e reiterati comportamenti che notiamo essere portati avanti dalle istituzioni che dovrebbero, invece, difendere determinate istanze. La paura irrazionale ed antiscientifica di pochǝ rischia di produrre delle conseguenze dannose che arriverebbero ad influenzare la vita di tutte le persone che vivono in questo territorio, ledendo i nostri diritti e la nostra autodeterminazione.
Riteniamo che garantire, nelle scuole di ogni ordine e grado, percorsi volti ad un'educazione sessuale completa e consapevole sia essenziale per lǝ studentǝ di ogni età nell’affermare liberamente la propria sessualità.
Senza questo tipo di consapevolezza è più difficile stabilire e difendere i propri diritti, è più difficile il raggiungimento di un pieno sviluppo della propria personalità come statuito anche dall’art. 26 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.
Non vediamo come un’educazione all'affettività ed alla sessualità che parli di parità di genere, di non discriminazione in base all’orientamento sessuale, di affermazione individuale della propria identità di genere come non corrispondente necessariamente al sesso biologico, possa essere lesivo di chi sta crescendo e formandosi all’interno di un’istituzione scolastica.
Parlando di scuola e di istituzioni scolastiche spesso ci riferiamo ad esse come dei primi spazi nei quali interagiamo con lǝ altrǝ, formiamo ed affermiamo noi stessi. Non permettiamo che questo ambiente venga deliberatamente trasformato in un luogo che accetta, tollera e giustifica la discriminazione, il bullismo e lo stigma.
Ribadiamo con forza che libertà di educazione non può e non deve mai corrispondere a libertà di discriminazione.
I diritti sessuali sono nominati dall'ONU, dall'OMS e dalla World Association for Sexual Health (WAS) tra i diritti umani fondamentali, necessari al raggiungimento di una vita piena e soddisfacente.
L'OMS definisce la sessualità come una componente centrale dell'essere umano e dichiara che gli esseri umani hanno diritto ad essere informati da figure professionali e competenti, in quanto adduce anche che l'educazione sessuale informale non è adeguata alla società moderna. I giovani, come riporta sempre l'OMS, sono esposti a molte nuove fonti di informazione, il che comporta la necessità di contrastare e correggere le informazioni e le immagini fuorvianti veicolate dai media. Per una serie di ragioni questa definizione è molto utile: sottolinea che la sessualità è un aspetto centrale dell’essere umano, che non è limitata a determinate fasce di età, che è strettamente connessa al genere, che comprende vari orientamenti sessuali e che va ben oltre la riproduzione.
L’educazione sessuale come prevista dall'OMS, persegue, tra gli altri, i seguenti obiettivi:
- Contribuire a un clima sociale di tolleranza, apertura e rispetto verso la diversità sessuale e le differenze di genere. (punti 1 e 2);
- Far sì che le persone siano in grado di fare scelte informate e consapevoli e di agire in modo responsabile verso se stessi e il proprio partner (punto 3);
- Avere consapevolezza e conoscenza del corpo umano in particolare per quanto attiene la sessualità, nonché imparare a esprimere sentimenti e bisogni; vivere piacevolmente la sessualità, sviluppare i propri ruoli di genere e la propria identità sessuale (punti 4 e 5);
- Acquisire informazioni adeguate sugli aspetti trasversali della sessualità, della contraccezione, delle infezioni sessualmente trasmessibili e della violenza sessuale (punto 6);
- Essere in grado di instaurare relazioni sessuali paritarie in cui vi siano comprensione reciproca e rispetto per i bisogni e i confini reciproci contribuendo alla prevenzione dell’abuso e della violenza sessuale (punto 10).
Alla luce di tutto questo, noi, sicure della scientificità delle fonti citate, quali L'OMS e WAS, crediamo che non sia lecito riportare tutto a una fantomatica e antiscientifica "Teoria gender" che ha il solo scopo fuorviante e strumentale di raggiungere obiettivi politici quanto più lontani dal raggiungimento dello stato di pieno godimento dei diritti umani di tuttǝ.
Per una scuola pubblica, laica, aperta e accogliente, perché l'educazione alle differenze, all’affettività e alla sessualità siano a pieno titolo riconosciute e costitutive della didattica,
CHIEDIAMO:
Che il disegno di legge n. 148 sia rigettato e che vengano ripristinati i corsi all’educazione nella relazione di genere così come introdotti prima della loro cancellazione: finanziati dalla Provincia Autonoma di Trento, tenuti in tutte le scuole trentine da figure professionali competenti e non dalle forze dell'ordine, il cui compito è appunto tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica e non certo accompagnare le persone nella conoscenza di sé.
PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 23 giugno 2022