Riprendiamoci la parola! Abbiamo il diritto di votare sul nuovo contratto di lavoro BPO

Riprendiamoci la parola! Abbiamo il diritto di votare sul nuovo contratto di lavoro BPO

Il problema

Appello alle lavoratrici e ai lavoratori dei call center e alle organizzazioni sindacali per realizzare un REFERENDUM sul nuovo contratto BPO

A Dicembre 2024, Assocontact ha stipulato con Cisal un nuovo contratto collettivo dei call center con cui pretende di sostituire quello delle Telecomunicazioni, applicato per vent’anni alle lavoratrici e ai lavoratori del settore.

A detta dei firmatari, un contratto innovativo, trasformativo e migliorativo. Nella realtà, un vero e proprio BIDONE che le aziende vogliono rifilarci senza neanche sottoporlo al voto democratico.

Un contratto a perdere che introduce forti peggioramenti di diritti e retribuzione.

Qualche esempio, estratto dalle 400 pagine del nuovo contratto truffa:

  •  Art.39 - supplementare obbligatorio per i part-time (oggi è volontario)
  • Art.46 -  multiperiodale obbligatorio anche per i part-time (più ore di lavoro gratis quando lo dice l’azienda da compensare con meno ore di lavoro sempre quando lo dice l’azienda)
  • Art.99 - formazione obbligatoria fuori dall’orario di lavoro con sanzioni disciplinari in caso di rifiuto (e spese a carico del lavoratore dal II tentativo)
  •  Art.107 -  50% di permessi retribuiti in meno
  • Art.179 - azioni legali per retribuzioni non pagate entro 12/24 mesi (la legge prevede minimo 5 anni prima della prescrizione)
  • Art.199 - in caso di ritardo, ammissione al lavoro solo dietro permesso del responsabile
  • Art.206 - peggioramento del procedimento disciplinare e inasprimento delle sanzioni
  • Art.212 - trattenute in busta paga per risarcimento danni
  • Art.220 – drastica riduzione delle tutele occupazionali in fase di cambio d’appalto
  • Art.224 – rinuncia ad impugnare il licenziamento in caso di rifiuto della proposta di assunzione dell’appaltatore subentrante

Tutto questo e molto altro in cambio di 50 Euro di aumento che vedremo tra un anno e mezzo e tanto fumo negli occhi su smart working, partecipazione agli utili e altre varie ed eventuali con cui vorrebbero convincerci che stanno pensando al nostro bene, mentre in realtà tutelano solo i loro interessi. E sì, perché oltre all’enorme risparmio per le aziende ci sono anche i vantaggi per il sindacato firmatario che, da perfetto sconosciuto, diventerà l’unico a rappresentare i lavoratori, dai quali si farà anche finanziare obbligatoriamente con trattenute in busta paga in favore degli enti bilaterali di cui fa parte.

Insomma ci sputano in faccia e ci dicono che piove!

Ma, anche se acciaccata, esiste ancora la democrazia nei posti di lavoro con cui possiamo dimostrare di aver capito bene i contenuti e gli obbiettivi di questo nuovo contratto ed esprimere tutta la nostra disapprovazione e la nostra contrarietà.

Riprendiamoci la parola, dimostriamo di saper decidere per noi stessi e di saper difendere i nostri diritti.

Come sostenitori di questo appello, chiediamo che il nuovo contratto BPO sia sottoposto al voto mediante un REFERENDUM tra tutti i colleghi e le colleghe che lavorano nelle aziende coinvolte, organizzato e gestito da tutte le organizzazioni sindacali realmente rappresentative nel settore, a garanzia della massima trasparenza. 

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Il problema

Appello alle lavoratrici e ai lavoratori dei call center e alle organizzazioni sindacali per realizzare un REFERENDUM sul nuovo contratto BPO

A Dicembre 2024, Assocontact ha stipulato con Cisal un nuovo contratto collettivo dei call center con cui pretende di sostituire quello delle Telecomunicazioni, applicato per vent’anni alle lavoratrici e ai lavoratori del settore.

A detta dei firmatari, un contratto innovativo, trasformativo e migliorativo. Nella realtà, un vero e proprio BIDONE che le aziende vogliono rifilarci senza neanche sottoporlo al voto democratico.

Un contratto a perdere che introduce forti peggioramenti di diritti e retribuzione.

Qualche esempio, estratto dalle 400 pagine del nuovo contratto truffa:

  •  Art.39 - supplementare obbligatorio per i part-time (oggi è volontario)
  • Art.46 -  multiperiodale obbligatorio anche per i part-time (più ore di lavoro gratis quando lo dice l’azienda da compensare con meno ore di lavoro sempre quando lo dice l’azienda)
  • Art.99 - formazione obbligatoria fuori dall’orario di lavoro con sanzioni disciplinari in caso di rifiuto (e spese a carico del lavoratore dal II tentativo)
  •  Art.107 -  50% di permessi retribuiti in meno
  • Art.179 - azioni legali per retribuzioni non pagate entro 12/24 mesi (la legge prevede minimo 5 anni prima della prescrizione)
  • Art.199 - in caso di ritardo, ammissione al lavoro solo dietro permesso del responsabile
  • Art.206 - peggioramento del procedimento disciplinare e inasprimento delle sanzioni
  • Art.212 - trattenute in busta paga per risarcimento danni
  • Art.220 – drastica riduzione delle tutele occupazionali in fase di cambio d’appalto
  • Art.224 – rinuncia ad impugnare il licenziamento in caso di rifiuto della proposta di assunzione dell’appaltatore subentrante

Tutto questo e molto altro in cambio di 50 Euro di aumento che vedremo tra un anno e mezzo e tanto fumo negli occhi su smart working, partecipazione agli utili e altre varie ed eventuali con cui vorrebbero convincerci che stanno pensando al nostro bene, mentre in realtà tutelano solo i loro interessi. E sì, perché oltre all’enorme risparmio per le aziende ci sono anche i vantaggi per il sindacato firmatario che, da perfetto sconosciuto, diventerà l’unico a rappresentare i lavoratori, dai quali si farà anche finanziare obbligatoriamente con trattenute in busta paga in favore degli enti bilaterali di cui fa parte.

Insomma ci sputano in faccia e ci dicono che piove!

Ma, anche se acciaccata, esiste ancora la democrazia nei posti di lavoro con cui possiamo dimostrare di aver capito bene i contenuti e gli obbiettivi di questo nuovo contratto ed esprimere tutta la nostra disapprovazione e la nostra contrarietà.

Riprendiamoci la parola, dimostriamo di saper decidere per noi stessi e di saper difendere i nostri diritti.

Come sostenitori di questo appello, chiediamo che il nuovo contratto BPO sia sottoposto al voto mediante un REFERENDUM tra tutti i colleghi e le colleghe che lavorano nelle aziende coinvolte, organizzato e gestito da tutte le organizzazioni sindacali realmente rappresentative nel settore, a garanzia della massima trasparenza. 

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