Riportiamo Aldo a casa: bambino italiano sequestrato e bloccato sotto le bombe in Ucraina

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Il problema

Mio figlio Aldo è un cittadino italiano di pochi anni. Oggi è bloccato a Zaporizhzhya, in piena zona di guerra, sotto i bombardamenti quotidiani. Non si trova lì per scelta, ma perché è vittima di un vero e proprio sequestro di persona.
A certificarlo non sono solo le mie parole di padre disperato, ma lo Stato Italiano. La Corte d'Appello di Napoli, con la sentenza penale n. 7469/25 passata definitivamente in giudicato il 3 settembre 2025, ha condannato la mia ex moglie a 4 anni e 2 mesi di reclusione per questo crimine. Eppure, Aldo rimane là, nel pericolo più totale, abbandonato dalle istituzioni che dovrebbero proteggerlo.

Il muro di gomma della burocrazia
Da anni combatto da solo contro una macchina burocratica che sembra aver dimenticato i propri cittadini, collezionando ostacoli incomprensibili:
Lo scaricabarile della cittadinanza: L'Ambasciata italiana ha accettato passivamente il rifiuto delle autorità ucraine, che pretendono di trattenere Aldo eccependo una presunta cittadinanza ucraina. Legge alla mano, quella cittadinanza non è mai stata acquisita legalmente. Ma l'Ambasciata ha preferito "lavarsene le mani", dicendo a me, privato cittadino, di sbrigarmela da solo con un ministero straniero.
La farsa giudiziaria all'estero: Dopo aver vinto il primo grado in Ucraina per la Convenzione dell'Aja, l'Appello è stato perso a causa della nota corruzione locale. Ho supplicato l'Ambasciata di presenziare all'udienza per darmi supporto, ma mi è stato risposto che il tribunale era "troppo lontano da Kiev".
Lo scandalo del MAE negato per "statistica": Nel 2022 la sequestratrice si trovava in Olanda. L'Interpol mi ha esortato a chiedere il Mandato d'Arresto Europeo (MAE) per fermarla e recuperare mio figlio. La Procura di Napoli ha opposto un muro di "No". Il motivo? Una circolare interna che sconsiglia i MAE sotto i 4 anni di condanna per "ragioni statistiche". Questa totale mancanza di elasticità ha garantito l'impunità alla donna, permettendole di fuggire nuovamente in Ucraina con Aldo.


Perché dobbiamo firmare ORA
Siamo al paradosso totale: l'Ucraina tutela i propri cittadini a ogni costo, calpestando le sentenze italiane, mentre lo Stato italiano assiste passivamente al sequestro di un suo piccolo cittadino in una terra devastata dalla guerra.
Chiedo un intervento deciso e immediato. Mi rivolgo direttamente al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, affinché attivi immediatamente tutti i canali diplomatici possibili per riportare a casa mio figlio Aldo.
Non possiamo permettere che la vita di un bambino italiano valga meno di una circolare statistica.
Firma questa petizione. Aiutami a fare pressione sul Governo. Riportiamo Aldo a casa.

 

 

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MIRKO CAPPELLIPromotore della petizione

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