RIORIENTIAMO INARCASSA: PER UNA PREVIDENZA EQUA, TRASPARENTE E PARTECIPATA

Il problema

Siamo professioniste e professionisti iscritti a Inarcassa che hanno  deciso di scrivere  una lettera ufficiale al Presidente, al Consiglio di Amministrazione, alla COVIP e al Ministero del Lavoro. Attraverso questa petizione intendiamo rafforzare la nostra voce e coinvolgere altri colleghi e colleghe che sentono la necessità di un cambiamento etico e strategico nella gestione dell’Ente.

Le ragioni della firma

  • Richiedere investimenti previdenziali più prudenti e diversificati
  • Ottenere dati chiari e facilmente accessibili su investimenti e rendimenti
  • Tutelare equità tra generazioni e dignità delle prestazioni
  • Promuovere un dialogo costante tra chi è iscritto e Inarcassa

Le pensioni rappresentano molto più di un semplice calcolo contabile: sono l’espressione concreta del nostro lavoro e dei nostri diritti.

L’urgenza del cambiamento

Il contesto attuale impone un intervento tempestivo. Le analisi più recenti mostrano una preoccupante concentrazione degli investimenti, che espone il patrimonio previdenziale a rischi sistemici e compromette la fiducia delle persone iscritte. Ogni giornata trascorsa senza trasparenza e confronto indebolisce il rapporto tra l’Ente e i suoi professionisti e professioniste.

Un impegno di responsabilità

Rimandare non è più possibile, né accettare che le pensioni siano gestite senza un mandato chiaro e fondato su principi etici, sociali e intergenerazionali.

Questa petizione rappresenta un gesto di responsabilità collettiva. È giunto il momento di agire.

📎 Trovi in allegato la lettera ufficiale, con tutte le richieste dettagliate.

Firma e diffondi la petizione: solo insieme possiamo costruire una previdenza più giusta.

 

LETTERA UFFICIALE 

Alla cortese attenzione di:

Ing. Massimo Garbari, Presidente di Inarcassa 
Al Consiglio di Amministrazione di Inarcassa
protocollo@pec.inarcassa.org

COVIP - Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione
protocollo@pec.covip.it

 Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
 dginnovazione@pec.lavoro.gov.it

OGGETTO: RICHIESTA DI RIORIENTAMENTO ETICO E STRATEGICO DELL’AZIONE DI INARCASSA

Siamo un gruppo di professionisti iscritti che, con spirito costruttivo e profondo senso di responsabilità, desidera sollecitare un riorientamento dell’azione di Inarcassa. Riteniamo che l’Ente debba tornare a mettere al centro della propria missione le persone, non solo il patrimonio.

La sostenibilità finanziaria è certamente imprescindibile, così come la stabilità dei contributi riscossi e l’adeguatezza delle prestazioni erogate. Tuttavia, questi obiettivi non possono essere perseguiti a scapito della dignità previdenziale. Le pensioni, frutto di anni di lavoro e versamenti, devono essere giuste, trasparenti e proporzionate ai montanti accumulati.

Alla luce delle recenti analisi pubblicate da Tito Boeri e Mario Padula, secondo cui circa il 70% del portafoglio azionario delle Casse risulterebbe investito in un unico asset – Mediobanca – in evidente contrasto con le raccomandazioni internazionali che indicano limiti inferiori al 30%, esprimiamo forte preoccupazione. Se confermato, tale orientamento rappresenterebbe un rischio sistemico e una distorsione della missione previdenziale.

Riteniamo inaccettabile che si continui a privilegiare criteri di investimento senza affrontare l’instabilità del sistema previdenziale, caratterizzato da contributi in crescita e prestazioni in calo.

Chiediamo con fermezza:

  • La definizione chiara dello scopo previdenziale degli investimenti, orientato alla stabilità dei contributi e delle prestazioni 
  • L’adozione di politiche di investimento che includano anche disinvestimenti, basate su criteri di diversificazione e prudenza, esplicitati in modo trasparente e conformi agli standard internazionali.
  • Il riconoscimento dell’instabilità attuale, che ha generato iniquità intergenerazionale a danno di chi versa oggi contributi crescenti, e a favore di chi ha ricevuto prestazioni più favorevoli in passato.
  • L’apertura di un tavolo di confronto permanente con gli iscritti, per garantire partecipazione, trasparenza e fiducia.

I patrimoni delle Casse non sono strumenti di manovra politica o finanziaria. Sono il frutto del lavoro di migliaia di professioniste e professionisti. Sono le nostre pensioni. Sono i nostri diritti.

Siamo disponibili a collaborare attivamente alla definizione di nuove linee guida e a partecipare ai tavoli di confronto che verranno istituiti, certi che solo la partecipazione diretta possa garantire equità e trasparenza.

Confidiamo nella vostra sensibilità e nel vostro senso istituzionale per avviare un cambiamento reale.

Con rispetto,

Arch. Iris Franco, 
Ing. Marco Stevanoni, 
Ing. Camillo Sansone, 
Ing. Gabriele Ariatti, 
Arch. Laura Devoti, 
Arch. Andrea Aloisi, 
Arch. Marzia Genesini, 
Ing. Salvatore Comenale 
Ing. Marco Amaini, 
Arch. Fausto Randazzo, 
Arch. Massimo Fornalè, 
Arch. Massimo Cutarelli 
Arch. Silvano Benini 

 

 

 

 

 

 

 

avatar of the starter
IRIS francoPromotore della petizioneLaureata in architettura presso la facolta IUAV Venezia e dal 1979 lavoro come libera professionista. Sono stata componente del consiglio nazionale della federarchitetti, dell'ordine architetti di Verona, di confetertecnica regionale e delegato inarcassa
Vittoria
Questa petizione ha creato un cambiamento con 293 sostenitori!

Il problema

Siamo professioniste e professionisti iscritti a Inarcassa che hanno  deciso di scrivere  una lettera ufficiale al Presidente, al Consiglio di Amministrazione, alla COVIP e al Ministero del Lavoro. Attraverso questa petizione intendiamo rafforzare la nostra voce e coinvolgere altri colleghi e colleghe che sentono la necessità di un cambiamento etico e strategico nella gestione dell’Ente.

Le ragioni della firma

  • Richiedere investimenti previdenziali più prudenti e diversificati
  • Ottenere dati chiari e facilmente accessibili su investimenti e rendimenti
  • Tutelare equità tra generazioni e dignità delle prestazioni
  • Promuovere un dialogo costante tra chi è iscritto e Inarcassa

Le pensioni rappresentano molto più di un semplice calcolo contabile: sono l’espressione concreta del nostro lavoro e dei nostri diritti.

L’urgenza del cambiamento

Il contesto attuale impone un intervento tempestivo. Le analisi più recenti mostrano una preoccupante concentrazione degli investimenti, che espone il patrimonio previdenziale a rischi sistemici e compromette la fiducia delle persone iscritte. Ogni giornata trascorsa senza trasparenza e confronto indebolisce il rapporto tra l’Ente e i suoi professionisti e professioniste.

Un impegno di responsabilità

Rimandare non è più possibile, né accettare che le pensioni siano gestite senza un mandato chiaro e fondato su principi etici, sociali e intergenerazionali.

Questa petizione rappresenta un gesto di responsabilità collettiva. È giunto il momento di agire.

📎 Trovi in allegato la lettera ufficiale, con tutte le richieste dettagliate.

Firma e diffondi la petizione: solo insieme possiamo costruire una previdenza più giusta.

 

LETTERA UFFICIALE 

Alla cortese attenzione di:

Ing. Massimo Garbari, Presidente di Inarcassa 
Al Consiglio di Amministrazione di Inarcassa
protocollo@pec.inarcassa.org

COVIP - Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione
protocollo@pec.covip.it

 Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
 dginnovazione@pec.lavoro.gov.it

OGGETTO: RICHIESTA DI RIORIENTAMENTO ETICO E STRATEGICO DELL’AZIONE DI INARCASSA

Siamo un gruppo di professionisti iscritti che, con spirito costruttivo e profondo senso di responsabilità, desidera sollecitare un riorientamento dell’azione di Inarcassa. Riteniamo che l’Ente debba tornare a mettere al centro della propria missione le persone, non solo il patrimonio.

La sostenibilità finanziaria è certamente imprescindibile, così come la stabilità dei contributi riscossi e l’adeguatezza delle prestazioni erogate. Tuttavia, questi obiettivi non possono essere perseguiti a scapito della dignità previdenziale. Le pensioni, frutto di anni di lavoro e versamenti, devono essere giuste, trasparenti e proporzionate ai montanti accumulati.

Alla luce delle recenti analisi pubblicate da Tito Boeri e Mario Padula, secondo cui circa il 70% del portafoglio azionario delle Casse risulterebbe investito in un unico asset – Mediobanca – in evidente contrasto con le raccomandazioni internazionali che indicano limiti inferiori al 30%, esprimiamo forte preoccupazione. Se confermato, tale orientamento rappresenterebbe un rischio sistemico e una distorsione della missione previdenziale.

Riteniamo inaccettabile che si continui a privilegiare criteri di investimento senza affrontare l’instabilità del sistema previdenziale, caratterizzato da contributi in crescita e prestazioni in calo.

Chiediamo con fermezza:

  • La definizione chiara dello scopo previdenziale degli investimenti, orientato alla stabilità dei contributi e delle prestazioni 
  • L’adozione di politiche di investimento che includano anche disinvestimenti, basate su criteri di diversificazione e prudenza, esplicitati in modo trasparente e conformi agli standard internazionali.
  • Il riconoscimento dell’instabilità attuale, che ha generato iniquità intergenerazionale a danno di chi versa oggi contributi crescenti, e a favore di chi ha ricevuto prestazioni più favorevoli in passato.
  • L’apertura di un tavolo di confronto permanente con gli iscritti, per garantire partecipazione, trasparenza e fiducia.

I patrimoni delle Casse non sono strumenti di manovra politica o finanziaria. Sono il frutto del lavoro di migliaia di professioniste e professionisti. Sono le nostre pensioni. Sono i nostri diritti.

Siamo disponibili a collaborare attivamente alla definizione di nuove linee guida e a partecipare ai tavoli di confronto che verranno istituiti, certi che solo la partecipazione diretta possa garantire equità e trasparenza.

Confidiamo nella vostra sensibilità e nel vostro senso istituzionale per avviare un cambiamento reale.

Con rispetto,

Arch. Iris Franco, 
Ing. Marco Stevanoni, 
Ing. Camillo Sansone, 
Ing. Gabriele Ariatti, 
Arch. Laura Devoti, 
Arch. Andrea Aloisi, 
Arch. Marzia Genesini, 
Ing. Salvatore Comenale 
Ing. Marco Amaini, 
Arch. Fausto Randazzo, 
Arch. Massimo Fornalè, 
Arch. Massimo Cutarelli 
Arch. Silvano Benini 

 

 

 

 

 

 

 

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IRIS francoPromotore della petizioneLaureata in architettura presso la facolta IUAV Venezia e dal 1979 lavoro come libera professionista. Sono stata componente del consiglio nazionale della federarchitetti, dell'ordine architetti di Verona, di confetertecnica regionale e delegato inarcassa

Vittoria

Questa petizione ha creato un cambiamento con 293 sostenitori!

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Petizione creata in data 10 settembre 2025