Rimodulazione pedaggi RFI per incentivare ICN e collegamenti rapidi con capoluoghi remoti


Rimodulazione pedaggi RFI per incentivare ICN e collegamenti rapidi con capoluoghi remoti
Il problema
Petizione al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e all’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART)
Oggetto: richiesta di esenzione IVA e pedaggi ferroviari per treni passeggeri rispondenti a precisi requisiti tecnici e sociali
Premessa normativa
IVA sui trasporti ferroviari passeggeri: attualmente al 10% (DPR 633/1972, Tabella A, parte III, n. 127-duodecies).
Pedaggi ferroviari: disciplinati dal D.Lgs. 112/2015 (recepimento della direttiva 2012/34/UE, Spazio ferroviario unico europeo) e fissati da RFI (Rete Ferroviaria Italiana) in base ai criteri stabiliti da ART (Autorità di Regolazione dei Trasporti).
Vincoli europei sul trasporto aereo: la Direttiva 2003/96/CE vieta agli Stati membri l’applicazione di accise sul cherosene per i voli commerciali intra-UE, creando una distorsione fiscale strutturale a svantaggio del trasporto ferroviario.
Richiesta
INCENTIVARE IN MODO STRUTTURALE I TRENI NOTTURNI DOTATI DI VAGONI LETTO E TUTTI I TRENI VELOCI CHE COLLEGANO LOCALITÀ REMOTE
Proponiamo 3 modifiche:
1) InterCity Notte
Si chiede l’adozione di un provvedimento normativo nazionale che preveda azzeramento IVA del 10% ed esonero dal pedaggio di accesso alla rete RFI per i soli treni passeggeri notturni che rispettino congiuntamente tutti questi 4 criteri oggettivi:
- Fascia oraria notturna: partenza programmata dalla prima stazione prima dell’1:00 di notte e arrivo all'ultima stazione servita dopo le 6:00 del mattino.
- Capacità minima: almeno 20 posti letto in cuccette (uso promiscuo) + almeno 7 cabine/capsule letto riservate da massimo 3 posti ciascuna, prenotabili anche ad uso esclusivo + almeno 10 posti a sedere reclinabili con ganci appendiabiti, tavolino, luce di cortesia individuale disattivabile, maniglie, poggiatesta regolabile con supporto laterale, luci soffuse dall’una di notte alle 5 del mattino che si accendono solo al movimento di persone e durante le soste, ampie cappelliere illuminate e portabagagli illuminato videosorvegliato con immagini trasmesse su tutti gli schermi del vagone.
- Servizio stazioni: collegamento diretto (senza cambi) di almeno 12 stazioni italiane situate in comuni con ≥20.000 abitanti privi di aeroporto civile aperto al traffico commerciale. Deroga: per ogni confine di Stato superato, la soglia minima di stazioni italiane si riduce di 4. Esempio: solo in Italia: 14 stazioni; Italia–Slovenia: 10 stazioni italiane; Italia–Croazia: 6 stazioni italiane.
- Tragitto minimo in chilometri: almeno 1000 km in territorio nazionale; 700 km se il treno serve due Paesi; 400 km se attraversa almeno due confini di Stato.
- Prestazioni tecniche: materiale rotabile interamente omologato per almeno 200 km/h.
2) InterCity VERAMENTE a lunga percorrenza che vadano oltre Roma!
Per incentivare inoltre gli operatori ferroviari a offrire ulteriori collegamenti verso zone remote/lontane/in spopolamento si chiede l'esonero dal pedaggio di accesso alla rete RFI a tutti i treni passeggeri a lunga percorrenza (interamente omologati per almeno 200km/h) con almeno 500km di tratta in territorio nazionale lungo i tratti di binario:
Delle regioni Calabria e Basilicata
Delle province di Taranto e Lecce
Delle province frontaliere (Trieste, Gorizia, Torino...), eccetto Roma e Rimini.
3) Frecce AV oltre Milano e oltre Napoli
Tutti i treni passeggeri, di qualunque fascia oraria, in grado di raggiungere almeno i 250km/h e che hanno parte del loro tragitto nella rete AV/AC (Torino-Salerno, Milano-Brescia, Padova-Mestre), sono esonerati dal pedaggio a RFI quando iniziano/proseguono/sconfinano il loro percorso al di fuori della linea AV/AC (nessun pedaggio lungo linea convenzionale, pagano solo lungo le linee AV/AC).
In questo modo gli Italo e i FrecciaRossa sarebbero incentivati a proseguire la loro corsa al di fuori della linea ad alta velocità: un FrecciaRossa invece che fermarsi a Torino proseguirebbe per Asti/Alessandria/Genova/Ventimiglia, un Italo invece che fermarsi a Napoli proseguirebbe per Reggio Calabria/Potenza/Taranto pur mantenendo tempi di percorrenza accettabili ove disponibili binari AV.
Come finanziare questi esoneri?
Tassando i voli interni alla Repubblica Italiana peninsulare (con una imposta aggiuntiva all’IVA del 10%) e il cherosene.
Aumentando i pedaggi lungo la rete AV/AC, già congestionata dai troppi treni che si limitano sempre alle solite città già servitissime da collegamenti frequenti.
Bloccando i costosi e dannosi “bonus ryanair” in nome della “continuità territoriale”: la compagnia aerea ha ormai creato un monopolio dal quale sarà sempre più difficile liberarsi
Motivazioni
1. Neutralità fiscale ed equità concorrenziale
Il provvedimento richiesto non introduce sussidi diretti né “bonus” distorsivi (che hanno già generato abusi, si veda la presunta truffa da 86 mila euro di uno studente siciliano ai danni della Regione Sicilia), ma si limita a una detassazione e deregolamentazione mirata su un numero molto limitato di collegamenti, con impatto minimo sul bilancio pubblico.
2. Benefici ambientali e Green Deal europeo
Il trasporto ferroviario genera in media 14 g di CO₂ per passeggero-km, contro i 285 g/pax-km dell’aereo (fonte: Agenzia Europea dell’Ambiente, 2022).
I treni notturni, utilizzando fasce orarie di bassa domanda, sfruttano surplus energetici notturni, riducendo lo spreco di energia in rete.
Un treno notte consuma meno di un treno AV diurno a pari chilometri percorsi, grazie a velocità medie inferiori e regimi di accelerazione ridotti.
La misura è coerente con gli obiettivi del Green Deal Europeo e della Strategia per una mobilità sostenibile e intelligente (COM/2020/789).
3. Benefici economici e sociali
Ogni treno notte consente di risparmiare due pernottamenti in albergo (all’andata e al ritorno), abbattendo il costo totale di viaggio.
I treni notte sono adatti a famiglie, bambini, anziani, disabili e animali, garantendo accessibilità e sicurezza.
Essi collegano città medie e minori escluse dal trasporto aereo, contrastando lo spopolamento dei centri minori.
La regolarità dei collegamenti ferroviari notturni costituisce un volano per l’economia locale, favorendo turismo e lavoro in territori marginalizzati.
4. Coesione nazionale ed europea
I treni notturni sono strumenti di integrazione europea, collegando capitali e regioni senza scali intermedi.
Rafforzano la coesione territoriale interna, garantendo collegamenti interregionali a lungo raggio senza dipendenza dall’aereo senza drogare il mercato.
5. Incentivare i nuovi operatori ferroviari esteri e non (SNCF, ArenaWays, FlixTrain, NTV…) a servire anche altre località senza saturare l’AV Milano-Napoli
Conclusione
Alla luce delle distorsioni fiscali che oggi favoriscono il trasporto aereo (esenzione accise carburanti, IVA zero sui voli internazionali) e penalizzano il ferroviario, la proposta qui avanzata rappresenta l’unico strumento rapidamente applicabile a legislazione vigente per garantire la sopravvivenza e lo sviluppo di collegamenti ferroviari notturni in Italia.
Si chiede dunque al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e all’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) di adottare le misure sopra indicate.

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Il problema
Petizione al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e all’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART)
Oggetto: richiesta di esenzione IVA e pedaggi ferroviari per treni passeggeri rispondenti a precisi requisiti tecnici e sociali
Premessa normativa
IVA sui trasporti ferroviari passeggeri: attualmente al 10% (DPR 633/1972, Tabella A, parte III, n. 127-duodecies).
Pedaggi ferroviari: disciplinati dal D.Lgs. 112/2015 (recepimento della direttiva 2012/34/UE, Spazio ferroviario unico europeo) e fissati da RFI (Rete Ferroviaria Italiana) in base ai criteri stabiliti da ART (Autorità di Regolazione dei Trasporti).
Vincoli europei sul trasporto aereo: la Direttiva 2003/96/CE vieta agli Stati membri l’applicazione di accise sul cherosene per i voli commerciali intra-UE, creando una distorsione fiscale strutturale a svantaggio del trasporto ferroviario.
Richiesta
INCENTIVARE IN MODO STRUTTURALE I TRENI NOTTURNI DOTATI DI VAGONI LETTO E TUTTI I TRENI VELOCI CHE COLLEGANO LOCALITÀ REMOTE
Proponiamo 3 modifiche:
1) InterCity Notte
Si chiede l’adozione di un provvedimento normativo nazionale che preveda azzeramento IVA del 10% ed esonero dal pedaggio di accesso alla rete RFI per i soli treni passeggeri notturni che rispettino congiuntamente tutti questi 4 criteri oggettivi:
- Fascia oraria notturna: partenza programmata dalla prima stazione prima dell’1:00 di notte e arrivo all'ultima stazione servita dopo le 6:00 del mattino.
- Capacità minima: almeno 20 posti letto in cuccette (uso promiscuo) + almeno 7 cabine/capsule letto riservate da massimo 3 posti ciascuna, prenotabili anche ad uso esclusivo + almeno 10 posti a sedere reclinabili con ganci appendiabiti, tavolino, luce di cortesia individuale disattivabile, maniglie, poggiatesta regolabile con supporto laterale, luci soffuse dall’una di notte alle 5 del mattino che si accendono solo al movimento di persone e durante le soste, ampie cappelliere illuminate e portabagagli illuminato videosorvegliato con immagini trasmesse su tutti gli schermi del vagone.
- Servizio stazioni: collegamento diretto (senza cambi) di almeno 12 stazioni italiane situate in comuni con ≥20.000 abitanti privi di aeroporto civile aperto al traffico commerciale. Deroga: per ogni confine di Stato superato, la soglia minima di stazioni italiane si riduce di 4. Esempio: solo in Italia: 14 stazioni; Italia–Slovenia: 10 stazioni italiane; Italia–Croazia: 6 stazioni italiane.
- Tragitto minimo in chilometri: almeno 1000 km in territorio nazionale; 700 km se il treno serve due Paesi; 400 km se attraversa almeno due confini di Stato.
- Prestazioni tecniche: materiale rotabile interamente omologato per almeno 200 km/h.
2) InterCity VERAMENTE a lunga percorrenza che vadano oltre Roma!
Per incentivare inoltre gli operatori ferroviari a offrire ulteriori collegamenti verso zone remote/lontane/in spopolamento si chiede l'esonero dal pedaggio di accesso alla rete RFI a tutti i treni passeggeri a lunga percorrenza (interamente omologati per almeno 200km/h) con almeno 500km di tratta in territorio nazionale lungo i tratti di binario:
Delle regioni Calabria e Basilicata
Delle province di Taranto e Lecce
Delle province frontaliere (Trieste, Gorizia, Torino...), eccetto Roma e Rimini.
3) Frecce AV oltre Milano e oltre Napoli
Tutti i treni passeggeri, di qualunque fascia oraria, in grado di raggiungere almeno i 250km/h e che hanno parte del loro tragitto nella rete AV/AC (Torino-Salerno, Milano-Brescia, Padova-Mestre), sono esonerati dal pedaggio a RFI quando iniziano/proseguono/sconfinano il loro percorso al di fuori della linea AV/AC (nessun pedaggio lungo linea convenzionale, pagano solo lungo le linee AV/AC).
In questo modo gli Italo e i FrecciaRossa sarebbero incentivati a proseguire la loro corsa al di fuori della linea ad alta velocità: un FrecciaRossa invece che fermarsi a Torino proseguirebbe per Asti/Alessandria/Genova/Ventimiglia, un Italo invece che fermarsi a Napoli proseguirebbe per Reggio Calabria/Potenza/Taranto pur mantenendo tempi di percorrenza accettabili ove disponibili binari AV.
Come finanziare questi esoneri?
Tassando i voli interni alla Repubblica Italiana peninsulare (con una imposta aggiuntiva all’IVA del 10%) e il cherosene.
Aumentando i pedaggi lungo la rete AV/AC, già congestionata dai troppi treni che si limitano sempre alle solite città già servitissime da collegamenti frequenti.
Bloccando i costosi e dannosi “bonus ryanair” in nome della “continuità territoriale”: la compagnia aerea ha ormai creato un monopolio dal quale sarà sempre più difficile liberarsi
Motivazioni
1. Neutralità fiscale ed equità concorrenziale
Il provvedimento richiesto non introduce sussidi diretti né “bonus” distorsivi (che hanno già generato abusi, si veda la presunta truffa da 86 mila euro di uno studente siciliano ai danni della Regione Sicilia), ma si limita a una detassazione e deregolamentazione mirata su un numero molto limitato di collegamenti, con impatto minimo sul bilancio pubblico.
2. Benefici ambientali e Green Deal europeo
Il trasporto ferroviario genera in media 14 g di CO₂ per passeggero-km, contro i 285 g/pax-km dell’aereo (fonte: Agenzia Europea dell’Ambiente, 2022).
I treni notturni, utilizzando fasce orarie di bassa domanda, sfruttano surplus energetici notturni, riducendo lo spreco di energia in rete.
Un treno notte consuma meno di un treno AV diurno a pari chilometri percorsi, grazie a velocità medie inferiori e regimi di accelerazione ridotti.
La misura è coerente con gli obiettivi del Green Deal Europeo e della Strategia per una mobilità sostenibile e intelligente (COM/2020/789).
3. Benefici economici e sociali
Ogni treno notte consente di risparmiare due pernottamenti in albergo (all’andata e al ritorno), abbattendo il costo totale di viaggio.
I treni notte sono adatti a famiglie, bambini, anziani, disabili e animali, garantendo accessibilità e sicurezza.
Essi collegano città medie e minori escluse dal trasporto aereo, contrastando lo spopolamento dei centri minori.
La regolarità dei collegamenti ferroviari notturni costituisce un volano per l’economia locale, favorendo turismo e lavoro in territori marginalizzati.
4. Coesione nazionale ed europea
I treni notturni sono strumenti di integrazione europea, collegando capitali e regioni senza scali intermedi.
Rafforzano la coesione territoriale interna, garantendo collegamenti interregionali a lungo raggio senza dipendenza dall’aereo senza drogare il mercato.
5. Incentivare i nuovi operatori ferroviari esteri e non (SNCF, ArenaWays, FlixTrain, NTV…) a servire anche altre località senza saturare l’AV Milano-Napoli
Conclusione
Alla luce delle distorsioni fiscali che oggi favoriscono il trasporto aereo (esenzione accise carburanti, IVA zero sui voli internazionali) e penalizzano il ferroviario, la proposta qui avanzata rappresenta l’unico strumento rapidamente applicabile a legislazione vigente per garantire la sopravvivenza e lo sviluppo di collegamenti ferroviari notturni in Italia.
Si chiede dunque al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e all’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) di adottare le misure sopra indicate.

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I decisori

Petizione creata in data 3 settembre 2025